LORENZO BARBERIS.
(Spoiler alert: analisi passo-passo della storia. Leggere prima l'albo.)
Questo Dylan 342 è ormai il sesto capitolo di questo Rinascimento Dylaniato. Siamo quindi già a metà stagione, e si va completando il quadro del nuovo cosmo narrativo. Dopo aver tolto Bloch, messo Carpenter (onesto, ma voluto dal corrotto Sovraintendente perché ostile a Dylan) e fatto entrare in scena John Ghost, in questo episodio si affronta un altro elemento cardine della serie, sia pure intervenendo in modo più sfumato.
Come evidente dalla copertina e dalla ricorrenza San Valentiniana, si va ad analizzare il rapporto conflittuale di Dylan con le donne. Il dongiovannismo di Dylan all'inizio della serie poteva sembrare un tratto "bondiano", e in effetti in alcune storie (il n.5, ad esempio), la "Dog Girl" del mese sembrava solo una avventura passeggera, non l'eterno innamorarsi del nostro eroe.
La graduale creazione del contesto sclaviano originario precisò meglio il complesso freudiano di Dylan per Morgana, la madre evanescente ed illusoria da lui sempre cercata nelle altre donne, senza mai trovarla. Ruju, nel 300, ha posto per i disegni di Stano gli ultimi, definitivi, forse fin troppo chiarificatori tasselli di questa vicenda, con la visione della scena primaria in stile Uomo dei Lupi di Freud. Innovare era quindi difficile, e per questo probabilmente Recchioni - restio a intervenire troppo come autore sotto la sua curatela - ha voluto gestire direttamente anche questa svolta, la sua seconda storia del nuovo corso, come nel numero precedente ("Spazio Profondo", l'intermezzo tra i due corsi, era una vicenda già avviata molto tempo prima).