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giovedì 11 luglio 2013

FANTASTICI QUATTRO 01

Ciao amici chinauti,
state bene?
In questi giorni mi sono capitati diversi fumetti tra le grinfie ed i quotidiani viaggi in treno agevolano la lettura (quando uno non dorme, certo!). Questa combinazione di eventi, ha portato alle poche righe che state per leggere. Signore e signori, chinaute e chinauti, ecco a voi...

...FANTASTICI QUATTRO 01
STORIA: Matt Fraction
MATITE: Mark Bagley, Michael Alread
CHINE: Mark Farmer, Michael Alread
COLORI: Paul Mounts, Laura Alread
LETTERING: Claudia Sartoretti
TRADUZIONE: Francesco Matteuzzi (Studio Parlapà)

Matt Fraction, nella gestione di Thor, precedente all’arrivo sulla testata dei Fantastici Quattro, non mi aveva per niente convinto. Diciamo che sono stato parecchio prevenuto, quando, nella girandola di team creativi per l’attesissimo Marvel Now, si annunciò l’arrivo di Fraction. Dopo questo primo numero, non me la sento di dirvi che ho cambiato idea, ma inizio a preannunciarvi che quanto meno sospendo il giudizio. Diciamo che ho già da subito apprezzato la prima pagina della serie di Fraction. La prima pagina di questo nuovo numero 01 ci mostra e non ci mostra quello che succederà tra un anno:

sabato 16 marzo 2013

HULK E I DIFENSORI 9



Un buon sabato a tutti i clandestini che in questo week-end hanno deicso di intrufolarsi sulla nostra ammiraglia Fumetto: come state?
Io, che sono il Mozzo, molto bene e ho proprio voglia di regalarvi questa nuova recensione! Buona lettura!


Le solite quattro storie per il mensile più Verde di tutti, con la seconda parte di Sempre Arrabbiato per le avventure dell’Hulk “classico”, l’inizio di un nuovo ciclo narrativo per l’Hulk Rosso dall’imbarazzante titolo La Profezia dei Maya, il nuovo capitolo delle avventure dei Difensori… e poi andate a leggere sotto!
Avevamo lasciato il nostro caro Hulk Verde sott’acqua, all’interno di una città atlantidea e con un bel buco chirurgico in mezzo al petto… ed è proprio lì che lo ritroviamo, intenzionato a salire in superficie per continuare a seguire le mosse del suo psicopatico alter-ego Bruce Banner assieme a una misteriosa dottoressa atlantidea; Hulk scopre che attraverso il buco la dottoressa gli ha impiantato la pietra magica che tiene in vita la città: mentre il nostro incazzatissimo eroe cerca di tornare in superficie, quindi, gli altri abitanti gli si oppongono gettandogli contro qualsiasi tipo di creatura degli abissi abbiano sottomano!
Uscito finalmente dall’acqua, Hulk scopre che la dottoressa è in combutta con Banner quando questa lo seda magicamente, facendogli perdere il controllo sul proprio corpo: il Gigante di Giada si troverà quindi a risvegliarsi un’altra volta di soprassalto… ma nello spazio profondo!!!
Continua una delle storie più pazze e assurde che io abbia mai letto, con una nuova e sonante dose di azione, rabbia e umorismo; Jason Aaron prosegue la narrazione senza dare un attimo di respiro al lettore (o a Hulk, se per questo!), riducendo ancora una volta al minimo le spiegazioni e i dialoghi inutili: per ora ci piace parecchio, questo modo di fare… ma prima o poi, Jason, qualcosa di preciso dovrai dircelo!
Peculiare il cambio di disegnatore, che non è più Steve Dillon ma Pasqual Ferry; non mi lamento di certo (Ferry è di certo più adatto di Dillon per una storia del genere), e anzi mi piacerebbe continuasse a seguire lui il ciclo narrativo… staremo a vedere con il prossimo episodio “spaziale”.

venerdì 15 marzo 2013

IRON MAN E GLI AVENGERS 60



Un saluto a voi, clandestini e vecchi lupi del mare della China: io sono il Mozzo, e con il portafoglio che piange perchè il fumetto di cui voglio parlarvi oggi è diventato quindicinale, vi auguro una buona lettura!

Con il primo numero quindicinale del mensile, la Casa delle Idee ci propone quattro nuove storie; le prime due parti de Il Futuro, nuovo ciclo narrativo dedicato allo scontro Iron Man/Mandarino e l’episodio tre e quattro di Esame Finale, con il sempre mirabolante gruppo dell’Accademia Vendicatori.
Inizia con un salto temporale di 6 mesi, Il Futuro di Tony Stark, Iron Man e della Resilient; il primo è rinchiuso in uno dei campi di lavoro del Mandarino, impegnato a costruire assieme all’ormai demente Ezekiel Stane i suoi TitanoMech (macchine gigantesche e futuristiche), mentre il secondo è ancora impersonato da Rhodey Rodhes, ex-pilota dell’armatura War Machine che tutti credono morto: la Resilient, infine, procede con la sua “democratizzazione della supertecnologia” e presente al mondo lo SWARM, una sorta di nube di processori atomici targati Stark, che intende mettere a disposizione di tutti.
E mentre Iron Man e Rescue (ovvero Pepper Potts, ex-segretaria di Tony) si battono contro i supercattivi gestiti dal Mandarino e i Detroit Steele Corps delle Hammer Industries, Tony libera Ezekiel Stane dal controllo mentale del Mandarino stesso… preparandosi con lui a reagire al suo strapotere.
Matt Fraction prosegue con quello che si sta rivelando uno dei cicli narrativi in assoluto più intricati e complessi dell’Uomo di Ferro da qualche anno a questa parte, mostrandoci quelle che sembrano davvero essere le fasi finali dello scontro tra Tony e il suo arcinemico, il Mandarino; è davvero gustoso vedere il nostro beniamino in una condizione di assoluta inferiorità (che comunque non gli fa perdere la voglia di riscattarsi e, infine, prevalere), come lo è seguire le mosse della Resilient senza il proprio fondatore o quelle delle Hammer Industries alle prese con il collasso dei propri legami con l’esercito americano: ho come l’impressione che saranno proprio Justin e Sasha Hammer a rimetterci principalmente, alla fine della storia.

sabato 2 marzo 2013

AVENGERS VS X-MEN 4



Sì. Vado come un treno.
A voi la nuova recensione, cari lupi di mare, da parte del vostro Mozzo preferito!!!



“Basta Vendicatori”. Due parole che chiudono il Round 6, e aprono sostanzialmente il 7. Due parole pronunciate da un Ciclope ormai a proprio agio come quinta incarnazione della Fenice, e deciso come non mai a liberare il mondo dai suoi eroi più potenti.

Il primo dei due nuovi Round del maxievento AVX si apre con l’assalto di Magik, Emma Frost e alcuni X-Men alla Torre dei Vendicatori: grazie all’enorme potere di Scarlet, essi vengono respinti (e la Forza Fenice studiata da Iron Man), ma Occhio di Falco viene bruciato vivo da Emma Frost e catturato. Per dare tempo a Pantera Nera e Iron Man di trovare una nuova soluzione per scacciare la Fenice dalla Terra, i Vendicatori si dividono in gruppi cercando di resistere all’assalto dei Cinque della Fenice; Iron Fist rivela ai due scienziati che Hope deve essere portata a K’un Lun, la mistica città del kung-fu, per essere addestrata dal guerriero Lei Kung: intanto Namor subisce una brutta batosta a opera di alcuni Vendicatori e, preso dalla follia, decide di aggredire l’intera nazione africana del Wakanda in un vero e proprio atto di guerra!!!
I Vendicatori reagiscono assieme ai soldati wakandiani e, seppur riesca a sconfiggere nientemeno che Rulk (spezzandogli un braccio), Namor viene definitivamente sconfitto dall’attacco simultaneo di Scarlet e Thor: intanto, Iron Man, Lei Kung, Wolverine e Hope raggiungono K’un Lun attraverso un portale. Dopo la sconfitta di Namor, il suo frammento della Forza Fenice si installa nelle restanti quattro incarnazioni, rendendo Ciclope, Emma Frost, Colosso e Magik ancora più potenti; prima di essere spazzati via da loro, il resto dei Vendicatori raggiunge gli altri quattro a K’un Lun, perdendosi l’intervento psichico dell’ex-professor X, Charles Xavier, che intima a Ciclope di fermare il proprio operato ormai fuori controllo… prima che decida di farlo lui!

IRON MAN E GLI AVENGERS 59



Buongiorno a tutti, cari naviganti del Mare della China!
Io sono il Mozzo, e come sempre vi propongo una nuova recensione supereroistica... non sentite il suo di "raggi repulsori", in lontananza???
Boh, sarò io.


Un numero davvero ricco, questo cinquantanovesimo, che ci presenta la quarta e la quinta parte de La lunga discesa (lo scontro tra Iron Man e il Mandarino), le prime due di Esame finale per l’Accademia Vendicatori e la quinta e ultima parte di IRON MAN: La Fine.
I nuovi capitoli de La lunga discesa continuano a mostrarci parallelamente le vicissitudini dei vari personaggi; vediamo quindi Ezekiel Stane che si “scontra” con il Mandarino prendendole di santa, Doug Johnson che entra alle HAMMER Industries con Sasha Hammer come ostaggio, i membri della Stark Resilient che si riprendono dopo l’attacco di Spymaster e Tony Stark che abbandona la guida dell’azienda soltanto per poi venire attaccato dai nuovi Distruttore e Chemistro: a salvarlo interverranno Pepper Potts/Rescue e, ovviamente, il “nuovo Iron Man”/Rhodey Rodhes. Nel finale, vediamo Sasha Hammer chiudere i conti con Johnson facendogli perdere ben più che il controllo dell’armatura Detroit Steele, ma alziamo anche il velo su un elemento narrativo davvero sconcertante: il Mandarino ha il controllo della mente di Tony fin da quando ha cercato di cancellarsi la memoria… ovvero da almeno due anni (narrativi)!
Eh sì, la battaglia (fino a ora indiretta) tra Iron Man e il Mandarino si sta rivelando sempre più intricata… e, diciamocelo, le prospettive che il primo ha di sconfiggere il secondo sono purtroppo molto basse.

venerdì 1 marzo 2013

HULK E I DIFENSORI 8



Seconda recensione del giorno, sempre incentrata sulle disavventure di chiunque sia (o abbia collegamenti) con gli Hulk!!!
Buona lettura dal vostro Mozzo di fiducia!

Ottavo numero per la testata più incazzata di sempre, che ci presenta l’inizio dell’arco narrativo Sempre arrabbiato! per il nostro Gigante Verde, le ultime due parti di Hulk Infestato con l’Hulk Rosso… e un nuovo capitolo dei nostri amici Difensori, Arma Immortale!.
Sempre arrabbiato! prende le mosse dall’esplosione della bomba gamma che ha ucciso Bruce Banner, separatosi da Hulk e diventato pazzo; se “il più forte che c’è” credeva però di poter vivere in pace, si sbagliava: le radiazioni hanno sviluppato nel suo corpo un nuovo Bruce Banner, sempre pazzoide e pericoloso, che prende il sopravvento quando Hulk raggiunge uno stato di calma! L’unica soluzione per fermare Banner è quindi quella di rimanere davvero sempre arrabbiato, cosa facile, se il Gigante di Giada si trova ad aiutare il Punitore, intenzionato a fermare un cartello della droga gestito dal misterioso Pit Bull (un cane diventato uomo, o un uomo diventato cane): si scoprirà che Banner stesso si è accordato in qualche modo con quest’ultimo, ma… prima che possa vederci chiaro, Hulk si risveglia ad Atlantide, con un bel buco in mezzo al petto! Che cosa sarà successo?
Dopo due cicli narrativi in cui la facevano da padrona le riflessioni introspettive, ecco una bella dose di pugni e schiaffoni al limite dell’assurdo: non aspettavo altro. I miei complimenti a Jason Aaron, è tutto ben gestito; c’è la giusta dose di ironia, di crudezza, di cinismo e di dialoghi: interessante è vedere Hulk, tutto tranne che un buon investigatore, dover seguire le mosse di Banner mentre ha il controllo del suo corpo. Davvero nulla da dire se non che Aaron continui così: menzione speciale va ai disegni di Steve Dillon, adattissimi alla storia… ma capaci di farmi venire l’orticaria quando ritraggono Hulk! Orribile!

mercoledì 20 febbraio 2013

THOR E I NUOVI VENDICATORI 166

Lo so lo so che questo numero è uscito ormai un mese fà e so anche che in edicola c'è già il numero 167 (c'è lo già a casa che aspetta di essere letto, hehe), ma cosa devo dirvi. Vai di qui, vai di là, visita una nuova isola del mare della china, scendi in un porto,e....e sapete come vanno queste cose. In ogni caso, ecco due parole sulle storie di questo numero.

THOR E I NUOVI VENDICATORI 166
La seduzione di Donald Blake
STORIA: Matt Fraction
DISEGNI: Pepe Larraz
COLORI: Frank D’Armata
LETTERING: Barbara Stavel

Viaggio nel mistero
STORIA: Kieron Gillen
DISEGNI: Richard Elson
COLORI: Ifansyah Noor Di If
LETTERING: Barbara Stavel

I nuovi vendicatori
STORIA: Brian Michael Bendis
DISEGNI: Mike Deodato
COLORI: Rain Beredo
LETTERING: Barbara Stavel

Senza ombra di dubbio un numero onirico e sognante, un numero in cui i vari protagonisti delle diverse storie si addentreranno, chi nel proprio inconscio, che nell’inconscio della Bretagna, chi nell’io di un entità cosmica. Ma partiamo subito: Thor ed il nano Hreidmar hanno liberato le Cavalle, entità che anche loro ritenevano appartenere al mito. Entrambi sono imprigionati in un grande incubo, creato da loro stessi per loro stessi grazie al potere delle Cavalle. Queste ultime fuggono dalla loro prigione in cui Odino le aveva imprigionate e attaccano tutta Nidavellir arrivando fino ad Yggdrasil, l’albero del mondo…hanno così troato la via per gli altri regni. Si prospetta un pasticcio. E Thor? Al momento è bellamente alle prese con il fatto che non riesce proprio a pensare ad un grande prato fiorito in cui riposarsi, tanto per plasmare il mondo del sogno che in questo momento lo sta circondando, ma essendo un guerriero a cosa volete che pensi? Nemici, battaglie, etc. Vi lascio immaginare come il mondo del sogno gli si possa plasmare intorno. E poi, volete che non pensi al suo più grande incubo? Come quale? Ma suo padre Odino, che infatti fa la sua terribile comparsa sul finire della storia.

lunedì 4 febbraio 2013

AVENGERS VS X-MEN 3

Un saluto e un augurio di buona settimana a tutti voi che vi nascondete nella sentina della nostra ammiraglia (si, sappiamo che ci siete!): io sono il Mozzo e questa è la mia nuova recensione... "rubata" al buon Ismaele!
Buona lettura!!!
La guerra tra Vendicatori e X-Men prosegue senza esclusione di colpi e, per la prima volta dal suo inizio, i Figli dell'Atomo raggiungono una vera e propria posizione di vantaggio.
Maledetti loro! A voi AvengersVSX-Men 3!
Eh già, AvengersVSX-Men 3 lo recensirò io, questa volta… mi dispiace per chiunque tifi i Figli dell’Atomo!
Ma basta chiacchere e andiamo a descrivere quel che accade nel Round 5 e 6; la vicenda parte dove si era interrotta quella del Round 4, ovvero sul Lato Blu della Luna (che, ricordiamo, nel Marvel Universe possiede un’atmosfera simile a quella della Terra): Capitan America, Occhio di Falco, Rulk, la Cosa, la Vedova Nera, Ciclope, Namor, Colosso, Magik ed Emma Frost si ritrovano faccia a faccia e iniziano a darsele di santa ragione! A interrompere lo scontro giunge la Forza Fenice in persona, che si prepara a possedere Hope; non tutto però va come previsto: Iron Man e Giant Man, infatti, hanno costruito una gigantesca armatura, che il primo utilizza per colpire la manifestazione della Forza Fenice frantumandola in 5 parti… che vanno poi a unirsi non a Hope, ma agli X-Men presenti. Nascono così i “5 della Fenice”, ovvero delle versioni superpotenziate di Ciclope, Namor, Colosso, Magik ed Emma Frost.

sabato 26 gennaio 2013

IRON MAN E GLI AVENGERS 58

Un saluto più che cordiale dal vostro Mozzo preferito! Siete anche voi, proprio come noi sul ponte dell'ammiraglia Fumetto, tutti intirizziti e coperti di neve?
Se sì, fortunatamente il nuovo sole di una luccicante recensione targata Marvel è arrivato a scaldarvi!
Fuoco alle polveri!!!

Il potere è il motore più forte di tutti. Il potere di cambiare il mondo, di creare, di distruggere... e il potere di editare malissimo un albo!
A voi IRON MAN E GLI AVENGERS 58.

Ed eccoci nuovamente a commentare le gesta del nostro Uomo di Ferro preferito, in un numero che purtroppo ci presenta soltanto 4 storie; la prima, dedicata ad Iron Man, contiene la terza parte de La lunga discesa, la seconda e la terza (intitolate Quello che vuole il cuore) sono invece incentrate sull’Accademia Vendicatori e il maxi-evento AvX-Avengers VS X-Men: in appendice troviamo poi la quarta parte di Iron Man: la Fine (che come sapete non seguo con particolare attenzione).

Ma basta indugi e buttiamoci nell’analisi del nuovo episodio de La lunga discesa… che avrà per la prima volta in toni poco lusinghieri. Andiamo con ordine; dopo aver ufficialmente rinunciato al ruolo di Iron Man, Tony Stark si sta muovendo per contrastare i malvagi piani del Mandarino utilizzando il suo migliore amico Rhodey Rhodes (che il mondo crede deceduto), dotandolo di un’armatura del tutto nuova e potente e incaricandolo di fermare l’ennesimo supercriminale potenziato, Firepower; intanto Spymaster, rivelata la propria copertura, aggredisce Bethany Cabe e il resto del direttivo della Stark Resilient: a Mandarin City, infine, il Mandarino ordina a due superpotenziati Distruttore e Chemistro di eliminare Tony Stark privo di mezzi di difesa… ma viene interrotto da un Zeke Stane pronto alla pugna.

martedì 15 gennaio 2013

HULK E I DIFENSORI 7

Un caloroso saluto a tutti i clandestini che bazzicano la nostra ammiraglia del fumetto!
Io sono il Mozzo e questo è il fumetto di cui volevo parlarvi quest'oggi... buona lettura e alla prossima recensione!!!
  
Possono due facce della stessa medaglia staccarsi l'una dall'altra definitivamente?
Può un ex-generale dell'esercito statunitense combattere uno spirito maligno e un gruppo di vampiri?
Può un uomo in cerca di vendetta scatenare una guerra tra due staterelli africani?
Scoprite la risposta nel nuovo numero di HULK E I DIFENSORI!!!

Numero zeppo di storie per il nostro “arrabbiatissimo” mensile, con ben 5 vicende da leggere e gustare. Partiamo con quelle dedicate al Gigante di Giada, l’Hulk classico, che termina il lungo arco narrativo di Hulk contro Banner e ne inizia uno tutto nuovo con Solo; si prosegue poi con altre due vicende, questa volta dedicate all’Hulk Rosso, ovvero le prime due parti di Hulk Infestato: si conclude l’albo come al solito con i nostri amici Difensori e con il loro nuovo episodio dal titolo Felini!.

Ma andiamo con ordine e iniziamo a parlare del nostro amatissimo Hulk verde pisello! La quarta parte di Hulk contro Banner inizia esattamente dov’era finita la precedente, ovvero con l’esplosione della bomba gamma del folle Banner; se l’agente segreto Amanda Von Doom e la sua squadra fuggono dall’isola in tempo per evitarla, Hulk e lo scienziato pazzo rimangono: quest’ultimo muore quindi consumato dalle potenti energie liberate, mentre il primo non subisce alcun danno (apparentemente…) al di là della perdita di qualsiasi pelo su tutto il corpo! Ecco quello che accade in questo ultimo episodio: Banner muore.
Purtroppo non ci sono molti altri colpi di scena veri e propri e anche sotto l’aspetto del ritmo non notiamo momenti di particolare tensione (oltre a quello in cui esplode la bomba); Jason Aaron sembra voler tralasciare le sequenze d’azione in favore di un’introspezione un po’ più marcata nei confronti del Gigante di Giada, ma ci riesce sì e no. Buoni comunque gli spunti narrativi che lascia un po’in ogni pagina: leggendo la storia si ha la nettissima sensazione che Amanda Von Doom, la sua squadra e il Dottor Destino compariranno ancora sulle nostre pagine… interessante anche l’ultima tavola, che mette in dubbio la convinzione che di Banner, nella mente di Hulk, non sia rimasto proprio nulla.
E questa convinzione diventa terreno fertile per il colpo di scena dell’episodio successivo, Solo; risolto il “problema Banner”, Hulk si ritrova finalmente libero di vivere la propria vita ma scopre che nonostante possa fare ciò che desidera non trova la pace anelata da tempo: quando incontrerà She-Hulk Rossa, desiderosa di risposte in merito alla morte dell’ex-coniuge, tra i due saranno botte da orbi… ma ci sarà anche spazio per la passione e per una sorta di “ritrovarsi” sentimentale tra i due.
Sembrerò schizofrenico, ma non posso non ribaltare il giudizio appena dato ad Aaron, in questo caso. Azione, passione, pugni sul muso, macchine che volano ovunque, dialoghi taglienti, tristezza, solitudine, supereroine muscolose e dalla pelle rossa che si strappano i vestiti… davvero tutto ben gestito!!! Divertente anche l’utilizzo di un personaggio come l’Occhio (imbranato supercattivo), che ci permette di distendere un po’ i nervi dallo scontro dei due Hullk. Ah, il colpo di scena finale, giusto! Non appena Hulk e She-Hulk Rossa terminano il proprio “incontro/scontro”, il nostro amico verde si addormenta… per poi risvegliarsi pochi istanti dopo trasformato nuovamente in essere umano!
Ultimo appunto per quanto riguarda i disegni. Molto buono questa volta Whilce Portacio, che non so che cosa abbia fatto di diverso rispetto ai capitoli precedenti di Hulk contro Banner ma in questo caso mi è piaciuto molto di più… e un grande applauso a Jefte Palo: i disegni di Solo, molto “cartooneschi”, sono semplicemente azzeccati e molto ben dettagliati!





Ma spostiamoci cromaticamente per andare a discutere delle prime due parti di Hulk Infestato e del nuovo arco narrativo di Rulk, ovvero l’Hulk Rosso. Il Gigante di Rubino ha questa volta a che fare con un’entità mistica che si è legata a lui durante un viaggio all’Inferno (descritto in un albo uscito… prima che io iniziassi a leggere le sue storie!) e per liberarsene chiede aiuto al Dottor Strange: si metterà quindi alla ricerca di una magica fonte capace di mondarlo, entrando in rotta di collisione con il gruppo di “vampiri buoni” conosciuti come i Perdonati (e cari ai lettori del mensile GLI INCREDIBILI X-MEN).
Il mio interesse per le storie legate alle arti occulte supera anche la genetica diffidenza verso Rulk: davvero complimenti a Jeff Parker, che ha confezionato due episodi scorrevoli, intriganti e ben gestiti.
E’ interessante vedere un Rulk quasi impotente davanti a qualcosa con cui non può interagire a livello fisico, costretto a entrare in un territorio in cui essere predatore si rivela estremamente difficile… speriamo che Parker porti avanti queste premesse con la stessa intensità vista in questi primi episodi!
Per finire un sonoro “Wooow” per i disegni di Carlo Pagulayan, che si dimostra capace di rendere tutta la folta schiera di creature soprannaturali come vampiri, spiriti e zombie in modo molto dettagliato, allo stesso modo dei diversi superumani che vengono presentati (Machine Man e le sue trasformazioni sono davvero degne di nota).



In chiusura adiamo a parlare dei Difensori, che ricordiamo essere Iron Fist, Dottor Strange, Namor, She-Hulk Rossa e Silver Surfer e che questa volta si ritrovano un po’ sacrificati in senso di spazio. Il gruppo dell’impossibile è a caccia del misterioso e sfuggente John Aman, reo di aver ucciso diversi compagni di Iron Fist e deciso a impedire loro di analizzare il cosiddetto “motore Concordance”, un marchingegno con poteri sovrannaturali; in questo numero il gruppo raggiunge il Wakanda, stato africano controllato dall’attuale Pantera Nera (T’challa) e dalla principessa Shuri (anche lei una Pantera Nera) che confina con quello in cui dimora Aman: quest’ultimo arriverà ad attaccarli sul sacro suolo wakandiano, mettendo in serio pericolo la vita di T’challa… in tutto questo anche la Gatta Nera (abilissima ladra) raggiunge l’Africa in cerca di un misterioso artefatto posseduto proprio da Aman.
Matt Fraction. Ciao, sono un tuo giovane lettore. Ti prego, lo so che ti diverti come non mai a sceneggiare i Difensori… ma ora datti una calmata, ok?! Perché quel che è riuscito a darmi più di ogni altra cosa questo nuovo capitolo… è il mal di testa! Non dico sia una brutta storia (è Matt Fraction, dai!), ma a ogni numero triplicano i misteri occulti, gli artefatti magici, le organizzazioni segrete e chi più ne ha più ne metta… davvero non so dove voglia andare a parare il buon vecchio Matt, ma sono così colmo di fiducia in lui che non vedo l’ora di scoprirlo!
Reparto tecnico: nulla da eccepire! Terry Dodson continua, a mio avviso, a portare avanti un ottimo lavoro per quanto riguarda i disegni, con personaggi sempre più espressivi e scene d’azione intricate, movimentate e caotiche (ma comunque definite).

venerdì 28 dicembre 2012

HULK & I DIFENSORI 1/6

Un caloroso (visto il freddo delle terre cuneesi) saluto a chiunque segue la nostra ammiraglia anche in questi giorni di festa; io sono il Mozzo e mi unisco alla schiera di "recensioni-regalo" con una in blocco dei primi sei numeri del mensile HULK & I DIFENSORI... spero possa piacervi!
Un saluto e un grande, grandissimo, augurio di buon fine 2012/inizio 2013!!!

Che cos'è che è grosso, muscoloso, irascibile, magico, misterioso e dai colori sgargianti???
Riiisposta esatta: Hulk & i Difensori!!!

HULK & I DIFENSORI nasce dopo la fine di Fear Itself e vede il Gigante di Giada prendersi a forza uno spazio personale nel Marvel Universe dopo anni di “convivenza” con Devil. Nel mensile possiamo seguire le gesta dell’Hulk “classico” (l’alter-ego verde, muscoloso e irascibile del dottor Bruce Banner), quelle dell’Hulk Rosso (alter-ego del generale Ross, ex-antagonista del primo e che io, non me ne vogliate, chiamerò Rulk perché mi gasa troppo) e quelle del supergruppo “mistico” del Marvel Universe, i Difensori.
I primi sei numeri del mensile si dividono, per il Gigante di Giada, in due cicli: Divisi! e Hulk contro Banner. Dopo Fear Itself, i due si ritrovano detentori di corpi e volontà completamente separate; se però Hulk ha deciso di vivere nel sottosuolo in solitudine, Banner si è nascosto in un’isola deserta sottoponendosi a una lunga serie di esperimenti genetici per “ricreare” il proprio alter-ego: è proprio per arginare questa sua pericolosa deriva che Hulk viene contattato da Amanda Von Doom, agente segreto esperto nel trattare con scienziati da incubo. Inizia così un epico scontro tra quelle che fino a poco tempo prima erano due facce della stessa medaglia, che termina con l’esplosione di una bomba-gamma costruita dal totalmente folle Bruce Banner. Entrambi i cicli sono gestiti da Jason Aaron, che si dimostra capace di dar vita a una trama lineare e progressiva, che si lascia leggere senza però “esplodere”; Aaron gestisce in modo coinvolgente le scene d’azione, ma importanti sono anche le riflessioni psicologiche di Hulk e Banner: il protagonista assoluto è proprio il Gigante di Giada, che scopriamo essersi separato (con l’aiuto del Dottor Destino) perché stanco della sua “umanità” intesa come debolezza e fragilità e comprendiamo che senza la sua parte irrazionale Banner no può che scivolare inesorabilmente nella follia. Semplicemente strabilianti i disegni di Marc Silvestri, che siano tavole o copertine, e interessanti quelli di WhilcePortacio… mentre le copertine di Leinil Francis You sono una vera e propria perla!

Per quanto riguarda le storie di Rulk, troviamo in questi primi sei numeri tre diversi cicli di storie: Hulkd’arabia, Cielo Rosso al mattino e (in due parti) L’incidente/L’obiettivo.
Il primo vede Rulk in Medio Oriente impegnato a indagare su una serie di armi di origine aliena; dopo aver affrontato i Vendicatori Segreti e aver accettato l’aiuto di Machine Man (uno degli androidi più potenti del Marvel Universe), il Gigante di Rubino scoprirà la nazione di Sharzad, governata dal pericoloso Sultano Magus: risultato vincitore di un lungo scontro, Rulk dovrà lasciarlo andare seguendo le leggi diplomatiche internazionali. Con Cielo Rosso al mattino andiamo a focalizzarci sulla trama centrale delle vicende che riguardano Rulk e il suo principale antagonista, l’essere sintetico Zero/Uno (intenzionato a dominare il mondo con un esercito di creature tecnologiche); rintracciata la sua barca-laboratorio, Rulk, Machine Man e She-Hulk Rossa (ovvero Betty Ross, proprio figlia dell’ex-generale) si scontrano con il sintetico avversario, alcune sue creature e il supercriminale Nebbia Nera senza però rimediare una vittoria definitiva. L’incidente/L’obiettivo, infine, sono le prime due parti di un ciclo di storie che vede Rulk e Machine Man fare la conoscenza degli Eterni (superumani quasi divini che abitano il pianeta dall’alba dei tempi); questi, stanchi di essere messi da parte nel Marvel Universe, inizieranno a manovrarlo secondo i propri fini… trovando in Rulk un inaspettato avversario.
Il personaggio di Hulk Rosso, sia in queste avventure che lo vedono come protagonista che in quelle dei Vendicatori (di cui è membro da un paio di incarnazioni), non mi fanno impazzire affatto… come qualcuno mi ha fatto notare, “un Hulk Rosso non si può proprio vedere”; Hulkd’arabia (a parte il titolo indecente) e Cielo Rosso al mattino hanno comunque buone sequenze d’azione e dialoghi brillanti… ma sembrano non decollare! Buoni però i disegni di Patch Zircher ed Elena Casagrande.

Ma eccoci finalmente alla vera e propria chicca del mensile: i Difensori! In questa sua ultima incarnazione, il supergruppo si riunisce per contrastare l’Hulk Nero, ovvero lo spirito asgardiano di Null il Distruttore di Mondi; Iron Fist, il Dottor Strange, Silver Surfer, Namor e She-Hulk Rossa entrano così in contatto con gli artefatti mistici conosciuti come “motori Concordance”, con il “Confederato dell’Impossibile” (una sorta di proto-supergruppo che richiama per certi versi la Lega degli Straordinari Gentlemen di mooriana memoria) e con John Aman (misterioso e potente personaggio in circolazione dalla Prima Guerra Mondiale). Le trame del “supergruppo dell’impossibile”, scritte da un Matt Fraction che come si diverte qui non l’ho mai visto fare, sono intricate, brillanti e sorprendenti, portate avanti come fossero puntate di una serie tv; punto di forza è la caratterizzazione dei personaggi, ben costruiti e ritratti sia con dialoghi scorrevoli e astuti che con didascalie di pensiero ( che grazie a una differenziazione cromatica facilmente riconoscibile si leggono che è un piacere!). I disegni di Victor Ibanez e Terry Dodson (numeri 1, 2, 3 e 6) sono molto interessanti e in tema con lo stile scoppiettante della narrazione, mentre ho trovato quelli di Michael Lark e Mitch Breitweiser (numeri 4 e 5) un po’troppo sporchi… ma comunque di ottimo livello.

Mi resta da dire soltanto una cosa, a recensione finita: date sinceramente una possibilità a questo mensile, perché… “HULK (& I DIFENSORI) SPACCA”!!!

giovedì 27 dicembre 2012

THOR E I NUOVI VENDICATORI 165

Natale è passato e sono sicuro che voi stavate pensando...ma sì dai, vado a fare un giro su   C h I n A u T i   e voglio proprio vedere se quelli della ciurma hanno avuto il coraggio di mettere sù una recensione in questo periodo di feste. Avranno gozzovigliato tutto il tempo...e invece no!
Qui si solca il mare della china bella gente...altro che gozzovigliare.
Issa le vele, leggi un fumetto, tira su l'ancora, leggi un altro fumetto...oh...mica roba da poco.

 
La seduzione di Donald Blake
STORIA: Matt Fraction
DISEGNI: Pepe Larraz
COLORI: Frank D’Armata
LETTERING: Barbara Stavel

Premessa: Odino di è ritirato. Dopo la saga Fear Itself Odino non è più il reggente di Asgard, ha abbandonato tutto per vegliare le spoglie del fratello, il Serpente, ucciso da Thor. Asgard ha subito molti cambiamenti: per prima cosa il nome, ora si chiama Asgardia. È governata dalla Madre di tutti, divinità in triplice forma. I nove regni sono diventati una democrazia.
Donald Blake, chi è questo (s)conosciuto? Anni fa, per impartire una lezione al figlio, Odino affiancò al dio del tuono la forma mortale di Donald Blake. Thor ebbe l’opportunità di conoscere l’umiltà e la compassione. Ma come spesso accade in queste vicende, le cose vengono fatte dagli dei senza prendere in considerazione che la vita di un uomo e pur sempre una vita. Quali conseguenze può aver avuto questo sulla vita di Blake? Credo che stiamo per scoprirlo…
Segnalazione: copertina di questo numero della leggenda Walt Simonson.
Parliamo ora di questo numero: se trovaste uan caverna chiusa da un portale, con un iscrizione che dice “Ciò che è rinchiuso in questa caverna deve stare rinchiuso per sempre. Così ordina Odino, il padre di tutti”; voi cosa fareste? L’aprireste, vero? Bene allora siete perfettamente in linea con quanto accadrà in questa storia.
Storia doppia e parallela. Da un lato Donald Blake chiacchiera in un bar con una giovane donna che vediamo di spalle per tutto l’episodio. Un normale appuntamento? Ma figurarsi! Donald Blake rivela alla donna l’incubo che vive: non ha alcun ricordo prima dei 21 anni, ha vissuto la vita di un altro e ora…
“…se non posso avere la mia vita allora voglio la sua (starà mica parlando di Thor…ma certooooo!!!)…”
“…fai di me un dio, incantatrice (ecco chi è la fanciulla di spalle), e ti darò la mia anima..”
C’è altro da dire?
E sì…cosa c’entra il portale chiuso con l’iscrizione di Odino? È l’altra parte della storia che riguarda Thor. Che ovviamente apre il portale. Entra. E si ritrova catapultato in un incubo che sembra non avere fine…Thor ha liberato le Cavalle, creature che incarnano gli incubi.
Due figure, una l’alter ego dell’altra, entrambi in preda a incubi.
Vedremo dove Matt Fraction, come al solito in gran forma, ci condurra. I disegni di Larraz sono assolutamente in linea con la storia. Molto bello e potente il Thor che combatte contro gli incubi.


Viaggio nel mistero
STORIA: Kieron Gillen
DISEGNI: Richard Elson
COLORI: Ifansyah Noer Di If
LETTERING: Barbara Stavel

Olremondo: subconscio delle isole britanniche. Casa di tutte le magie e del pantheon Celtico, è minacciata da una nuova divinità, Manchaster (la versione Marvel del Castello errante di Howl). Oltremondo chiede aiuto agli altri Pantheon. Asgardia rifiuta di aiutare il panthoen amico. È una faccenda interna e gli altri pantheon non possono fare nulla nella faccende interne. Ma la madre di tutti convoca Loki, che viene inviato a Oltremondo, come “agente segreto”. Loki, non viene accolto proprio a braccia aperte, è pur sempre il dio degli inganni.  In tutta questa vicenda, le cose vanno a complicarsi quando Hel reclama il pagamento del debito che Loki ha nei suoi confronti dopo Fear Itself (maxi saga Marver dell’anno scorso). Hel vuole un sorso del Santo Graal custodito a Oltremondo.
Nuovi sviluppi e casini all’orizzonte? Oh, potete contarci.



Nuovi vendicatori
STORIA: Brian Michael Bendis
DISEGNI: Mike Deodato, Will Conrad
COLORI: Rain Beredo
LETTERING: Barbara Stavel

Con questa storia ritorniamo ad AVX, la maxi-saga che imperversa nel mondo Marvel. Ma non ci torniamo ai nostri giorni, ma cento anni prima. Siamo a K’un Lun ed il maestro Yu Ti, ha incubi ricorrenti di una donna dai capelli rossa che affronta un uccello infuocato. La minaccia della fenice non è passata inosservata. I sogni si susseguono, e sono splendidamente disegnati da Mike Deodato, inchiostrati da Will Conrad e colorati da Rain Beredo (davvero interessanti). La donna dai capelli rossi viene trovata. Sarà addestrata per diventare il nuovo Iron Fist.
Oggi. Iron Fist deve essere informato. Deve sapere cosa fare.
Una parentesi curiosa questa nelle vicende di AVX. Vedremo come questo tassello, splendidamente descritto da Bendis, si andrà ad incastrare con il resto delle vicende della guerra tra Vendicatori e X-Men.


Il potente Thor – Storie del tuono – seconda parte
STORIA: Matt Fraction
MATITE: Barry Kitson
CHINE: Barry Kitson, Jay Leisten
COLORI: Frank D’Armata
LETTERING: Barbara Stavel

Storia questa, come quella presentata nel numero scorso, che ci presenta, attraverso il dialogo tra Volstagg e Sif, vicende passate, diversi episodi riguardanti le vite di Thor e Loki e soprattutto del loro intrecciarsi. In tutte queste vicende viene sottolineato come in qualche modo Loki sia sempre riuscito a sfruttare a proprio favore le qualità positive di Thor. Insomma, Loki sembra sempre essere riuscito ad indirizzare Thor dalla parte che voleva lui, a manovrarlo.  La domanda che viene posta sul finire dell’episodio è quella che pianta il seme in tutti noi lettori. Loki, rinato come ragazzo, sta ancora continuando a manipolare tutto e tutti?

i S m A e L e

giovedì 20 dicembre 2012

IRON MAN E GLI AVENGERS 57

Una buona sera a tutti voi che, come me, attendente la data fatidica del 21/12/2012 guardando le stelle riflesse nel Mare di China! Io sono come sempre il vostro Mozzo e questo è il fumetto di cui vi voglio parlare oggi...

Un albo che ha tutto il sapore della "quiete prima della tempesta" se guardato all'interno della grande guerra tra il Mandarino e Iron Man, piendo di strabilianti colpi di scena e piccole ma preziose sfumature in riferimento al nostro Invicibile protagonita!

Il nuovo numero di IRON MAN & GLI AVENGERS vede l’inizio della seconda parte della “partita a scacchi” tra il protagonista e il Mandarino, dal titolo La lunga discesa, così come la conclusione di Sotto tutela, storia dell’Accademia Vendicatori che si ricollega agli eventi del crossover AvX: fanalino di coda la terza parte di Iron Man: la fine.
Iniziamo con il parlare de La lunga discesa, che si presenta come un perfetto connubio tra azione e introspezione: le trame del giovane Matt Fraction si fanno più intriganti e spiazzanti numero dopo numero… davvero fantastico!!! Dopo i recenti avvenimenti che l’hanno portato a cedere il passo sotto praticamente ogni aspetto al piano del Mandarino, Tony Stark finalmente comincia a reagire, facendolo come al solito con il proprio particolare stile… ovvero annunciando all’esercito americano e a Justine Hammer (manager delle concorrenti Hammer Industries), di voler rinunciare a essere Iron Man.
Si, avete capito bene: Tony Stark abbandona la propria armatura! Dopo un duro battibecco con Capitan America e Ms. Marvel, nel quale comprendiamo come Tony abbia intenzione di affrontare i propri problemi quanto più possibile da solo, il nostro protagonista chiede a Reed Richards/Mr. Fantastic di rimuovere l’armatura dall’interno del suo corpo; è un vero e proprio colpo di scena, che contiene però i semi di una nuova e migliore incarnazione dell’Uomo di Ferro: sostenendo di non essere un paziente ma una “macchina da riparare” (e quindi completando quel processo di disumanizzazione che l’ha progressivamente reso più macchina che uomo), incarica Reed di installargli un nuovo nodo a repulsori nel petto. Oltre alle mosse di Tony, Fraction ci mostra anche quel che fanno gli altri protagonisti della vicenda come Ezekiel Stane e Sasha Hammer (che comprendiamo avere un piano parallelo a quello del Mandarino, messo in discussione da cose come la bomba che questi ha installato nel corpo del primo) e il Mandarino stesso, che per la prima volta ci mostra il suo aspetto violento, aggressivo e irrazionale (pesta infatti a sangue il povero Stane, che ha mal costruito la sua “arma finale”, un costrutto tecnologico dall’utilizzo ancora misterioso); importanti sono anche i personaggi secondari, che ci mostrano come lo sceneggiatore non abbia lasciato nulla al caso: ritornano infatti Spymaster (che finalmente con quale identità si è infiltrato nel direttivo della Stark Resilient), Doug Johnson (ex-pilota dell’armatura Detroit Steel che ha perso la testa dopo il disastro parigino di Fear Itself) e, ovviamente, Rhody Rhodes (che ci riserva un colpo di scena finale mettendosi al comando di una nuovissima armatura ultratecnologica).
Tutti questi personaggi hanno uno spazio nei due capitoli, fatto che dona loro un ritmo incalzante; vere chicche sono le due tavole in flashback che descrivono l’infanzia di Tony ed Ezekiel, entrambi alle prese con una figura paterna ingombrante e in alcuni casi violenta: nota positiva per i disegni di Salvador Larroca, che mi sono sembrati migliori del solito (e privi di quelle fastidiosissime “vignette riutilizzate”!).
La terza e ultima parte di Sotto tutela riprende lo scontro tra l’Accademia Vendicatori, gli X-Men della scuola di Wolverine e Sebastian Shaw; Christos Cage ci presenta una storia interessante sotto l’aspetto della riflessione psicologica, ma leggermente carente per quanto riguarda la costruzione narrativa: il tutto è gestito in modo troppo rapido e il tanto atteso scontro tra i virgulti di Vendicatori e X-Men di fatto non avviene. Gli sviluppi dei diversi personaggi, come detto, si dimostrano profondi, con Sebastian Shaw che decide di rivendicare la propria vita dissoluta (o almeno provarci), Laura/X-23 che scopre di avere più amici di quanto si aspettasse e Finesse che si dimostra sempre più umana e meno algida: al termine con i giovani Vendicatori che lasciano andare il gruppo di studenti mutanti accogliendo tra le proprie fila Loa (dotata della capacità di attraversare materiali solidi distruggendoli), si comprende facilmente come mentre gli “adulti” trovano soluzioni drastiche e aggressive, i giovani possono sempre trovarne di innovative e migliori.
Un ultimo appunto sulla terza parte di Iron Man: la fine, vicenda che ci porta a seguire le avventure di un Tony Stark ormai anziano ma per nulla disposto ad abbandonare la guida delle proprie industrie (e quella della sua armatura): la vicenda è abbastanza interessante e curiosa, ma sia i disegni di Bernard Chang che la sceneggiatura di David Micheline (quest’ultima decisamente troppo carica di dialoghi e didascalie) non si dimostrano particolarmente brillanti, purtroppo!

lunedì 17 dicembre 2012

AVX 2 - Round 3 e Round 4

Come vi avevo detto l'altra volta che si è parlato di questa storia dello scontro tra Vendicatori e X-Men, il capitano Achab, capitano della nave su cui mi trovo e su cui presto servizio, si era lanciato all'inseguimento di Hope Summers...
Vi avevo anche detto che non pensavo fosse una cosa particolarmente furba? Vi avevo anche detto che credevo sarebbe finita male?
Ecco, forse il fatto che in questo momento siamo nel porto di questa isoletta e stiamo riparando due enormi falle nello scafo, stiamo rattoppando le vele che sono state polverizzate, stiamo cercando di tirare sù l'albero maestro letteralemtne divelto dalla forza di Hope; vi può dare un'idea di come è andata la nostra caccia.
Odio dire "Ve l'avevo detto".


 AVX 2
Soggetto: Jason Aaron,  Brian Michael Bendis, Ed Brubaker, Jonathan Hickman, Matt Fraction
Sceneggiatura “Round 3”: Ed Brubaker
Sceneggiatura “Round 4”: Jonathan Hickman
Matite: John Romita Jr
Chine: Scott Hanna
Colori: Laura Martin
Lettering: Sonia Zucchini

Secondo numero della saga che vede contrapposti Vendicatori e X-men. Al centro di tutta la vicenda ci sono Hope Summers (X-Men) e la Fenice, forza cosmica che si sta dirigendo verso la terra, sembra, per trovare proprio Hope. Intorno a questa vicenda centrale ruotano due diverse visioni del futuro. I Vendicatori vedono tutto questo come la fine del mondo, mentre per gli X-Men tutto questo rappresenta invece la rinascita del genere mutante.
La vicenda inizia con gli X-Men che sono prigionieri (?) di Capitan America. La battaglia sulla spiaggia di Utopia, del numero 1, scopriamo qui che è terminata con la resa (?) degli X-Men. Troviamo qui Capitan America e Ironman che discutono proprio di quanto ci si possa fidare di questa resa e di cosa fare di Ciclope e compagni. Ironman pone a Capitan America interrogativi molto interessanti, e Capitan America continua ad ostentare la sicurezza di chi si crede nel giusto, sempre (un poco fastidioso a volte). Ecco, che infatti, gli X-Men, con un trucco di Magik, fuggono e si organizzano. Intanto Hope, fuggita da Utopia, prende le sue contromisure per evitare di venire individuata. Vendicatori e X-Men ricevono entrambi (più o meno apertamente) l’aiuto di Rachel e di Cerebra (in grado di individuare i mutanti ovunque sulla terra). L’energia residua di Hope è segnalata contemporaneamente in cinque posti diversi. Vendicatori e X-Men iniziano così scontri lampo e simil guerriglia. Intanto la squadra di Cap, partita con Wolverine (figura che si muove un poco per conto suo – come ha sempre fatto) viene scaricato (letteralmente) da Cap perché i due non la pensano allo stesso modo su Hope. Wolverine che ha giù vissuto una volta la venuta di una Fenice, vuole ucciderla, Cap vuole rinchiuderla da qualche parte per non farla trovare. Di nuovo, mi pare di poter dire, che Cap dimostra un atteggiamento un poco ottuso: non la pensi come me…allora ti picchio.
 In questo delirio, è proprio Hope che trova Logan (Wolverine) nel deserto di ghiaccio dell’Antartide e gli chiede aiuto…il suo piano, andare sulla Luna e incontrare lì la Fenice. Hope è davvero convinta di poter controllare quella forza cosmica. Wolverine però, ancora una volta sorprendentemente, si dimostra battitore libero. Avvisa i Vendicatori del piano di Hope. La comunicazione è intercettata da Emma Frost, potente telepate degli X-Men. Tutti si ritrovano quindi sulla superfice lunare, e mentre sta per scatenarsi la ripetizione di quanto visto sulla spiaggia di Utopia nel numero 1, ecco che dallo spazio precipita un Thor fatto a pezzi dalla Fenice, che lo segue a ruota. La Fenice è arrivata. E ora?
La storia scorre da sola, pagina dopo pagina. Interessanti i colpi di scena. Mentre Cap si dimostra sempre più intransigente, ma partecipa attivamente alla ricerca di Hope, Ciclope vive la vicenda in clandestinità e dirige le operazioni, controllando ogni mossa. Ennesima sottolineatura di due mentalità differenti. Strategica in questo secondo la figura di Wolverine, e credo (faccio il mio pronostico personale) lo sarà ancora in futuro per questa saga.



Come già detto per il numero 01, non mi sono proprio piaciuti i disegni di Romita Jr. (vedi sopra)  Che vi devo dire. Non mi piace come disegna. Sembra che avesse una fretta incredibile di disegnare e si sia dimenticato delle proporzioni dei personaggi (vedi il Wolverine che corre in basso a destra nella seconda pagina). Trovo che gli scontri siano disegnati senza la dinamicità che uno si aspetterebbe.
Buona la storia, meno i disegni. Credo che nel prossimo numero ne vedremo delle belle.

i S m A e L e

domenica 2 dicembre 2012

IRON MAN E GLI AVENGERS 51/56

Buona domenica a voi che, anche in questo 2 dicembre e con il freddo polare che c'è, resistete sul ponte della nostra ammiraglia per gustare le nostre elucubrazioni in campo fumettistico!
Io sono il Mozzo, questa è la mia recensione di oggi... buona lettura!

Armature futuristiche superpotenziate, cause legali, alcolismo, drammi adolescenziali, viaggi nel tempo, omosessualità e agenti patogeni contenenti intelligenze umane… tutto questo in ben 6 numeri di Iron Man e gli Avengers!

Tempi bui per Tony Stark nell’arco narrativo intitolato Demonio, che lo vede cercare di riprendersi dai tragici eventi di Fear Itself, nei quali ha sacrificato la propria sobrietà per difendere la Terra. Ai drammi personali si aggiunge anche il piano ordito dal Mandarino (assieme a Zeke Stane, le industrie Hammer e alcuni vecchi avversari come il Laser Vivente, Mettle e Turbine) per fare a pezzi la sua vita colpendolo non solo direttamente, ma anche screditandolo davanti all’esercito, che arriva a imporgli un inibitore per impedire alla sua armatura di attivarsi; il subdolo Spymaster, poi, è attualmente infiltrato nel direttivo della Stark Resilient e per Tony sembra davvero non esserci speranza di cavarsela: nonostante stia cercando di mantenere la situazione sotto controllo, egli stesso ammette di essere stato sconfitto … questa volta.
Matt Fraction ci presenta una rapida parabola discendente della vita di Tony Stark che, dopo l’iniziale entusiasmo per la fondazione della Resilient, l’ennesima ricostruzione della Torre dei Vendicatori e i lavori ad Asgardia (nuova patria degli dei norreni del Marvel Universe), si rende conto forse per la prima volta di quanto grave sia la situazione per lui; numero dopo numero Tony cerca di arginare la deriva che sta prendendo la propria vita, senza però riuscirci: infine, ripartendo dalle persone che più ha a cuore, riuscirà a ritrovare la forza di andare avanti e prepararsi a una nuova battaglia. Se la storia mi è sembrata molto ben costruita, con un crescendo costante di tensione che va a dare la sensazione che lo scontro Iron Man/Mandarino sia un grande puzzle di cui ancora non conosciamo tutti i pezzi, ho dei dubbi sul lavoro fatto da Salvador Larroca nei disegni; intendiamoci, è un ottimo autore, ma è capace come pochi di farmi piangere dalla gioia (con la nuova armatura e tutti i suoi particolari) e poco dopo di prendermi a pugni sulle gengive (con disegni poco amalgamati tra primo e secondo piano, per esempio). Rifletterò a lungo su di lui!
Per quanto riguarda l’Accademia Vendicatori, gestita da Christos Cage, abbiamo addirittura 4 archi narrativi: Delusioni, Seconde possibilità, Ritorno a casa e Sotto tutela. I primi due introducono il lettore agli studenti “originali” dell’Accademia (Finesse, Hazmat, Mettle, Striker e Rettile), ai quali si aggiungono X-23, Tigre Bianca e Lightspeed, e ai tratti portanti della serie, sbattendolo in un mondo fatto di drammi adolescenziali, superscontri titanici, viaggi nel tempo e misteri vari; Cage ci da anche l’opportunità di conoscere un paio di altri Vendicatori “adulti” e di X-Men (interessante il dialogo tra Giant-Man e Ciclope, con quest’ultimo che spiega come Utopia non sia una scuola ma un campo di addestramento militare): le tematiche trattate sono adulte e interessanti e si spazia dal rapporto genitori-figli all’omosessualità all’introduzione di una nuova concezione di eroe, che non prende a calci il nemico di turno, ma utilizza le proprie capacità per risolvere le crisi mondiali materialmente. Ottima la storia, quindi, come anche i disegni che vedono gli autori Sean Chen, Tom Raney e Tom Grummett.
In Ritorno a casa, Cage si prende il tempo di far evolvere alcune sottotrame riguardanti principalmente Rettile, Striker e Lightspeed; la trama generale è molto semplice e vede l’Accademia scontrarsi con i Runaways (supergruppo di eroi, figli di criminali di Los Angeles): seppur non brilli per originalità, il tutto è trattato con un’ironia leggera e godibile e condito dagli ottimi disegni di Karl Moline.
Sotto tutela, infine, è il primo punto di contatto tra il mensile e l’evento AvX e vede gli studenti della scuola mutante di Wolverine (si, che Wolvie possa gestire una scuola ha sorpreso anche me!) venire portati all’Accademia per essere tenuti lontano dagli scontri; che cosa mai succederà riunendo un gran numero di calderoni ormonali adolescenti dotati di poteri? Esatto, il caos! Al quale si aggiunge anche l’attacco di Sebastian Shaw, prigioniero degli X-Men di Wolverine, intenzionato a vendicarsi. Anche in questo caso, molto più interessanti della trama sono gli sviluppi dei vari personaggi, messi davanti alla possibilità di dimostrarsi finalmente “adulti”: a tutto ciò si aggiungono ancora i disegni di Tom Grummett, più che benvenuti!
Ultimo appunto per Iron Man 2.0, che vede Rhody Rhodes/War Machine indagare su un misterioso scienziato del governo di nome Palmer Addley, morto misteriosamente. Scoprirà così che questi ha tradotto la propria psiche in un agente patogeno quasi impossibile da eliminare: solo con l’aiuto di Tony Stark e della Fondazione Futuro riuscirà a impedire il contagio.  Nick Spencer e Will Pfeifer firmano una vicenda intrigante, che forse perde un po’ con lo “scontro finale”, ma che risulta godibile e illustra benissimo l’ultima incarnazione di War Machine; ho però di nuovo un po’ di dubbi sulla disegnatrice, Ariel Olivetti, che si dimostra abile nelle sequenze di combattimento e nel rendere la tecnologia futuristica, ma un po’ meno nel caratterizzare i personaggi: interessanti però sono le tavole disegnate da Mirco Pierfederici, Jesus Aburtov e Neil Edwards, che mi hanno convinto molto di più!

lunedì 26 novembre 2012

THOR E I NUOVI VENDICATORI: 164

"E allora? Ora mi verrete a dire che non posso scrivere due recensioni in un giorno? E perchè no? dove sta scritto? E no, ora voglio leggerlo! Dove sta scritto? Ah non è scritto da nessuna parte? E allora beccatevi anche queste elucubrazioni mentali, talvolta folli ed insensate su questo fumetto!!!"



THOR E I NUOVI VENDICATORI 164
Thor: il potente Tanarus – il ritorno
Storia: Matt Fraction
Matite: Giuseppe Camuncoli
Chine: Klaus Janson
Journey into Mystery: il mito del terrorismo – conclusione
Storia: Kieron Gillen
Disegni: Richard Elson
Colori: Ifansyah Noor Di If
Nuovi vendicatori: avx!
Storia: Brian Michael Bendis
Disegni: Mike Deodato, Will Conrad
Colori: Rain Bekedo
Il Potente Thor: Storie del tuono
Storia: Matt Fraction
Matite: Barry Kitson
Chine: Barry Kitson, Jay Leistein
Colori: Frank D’Armata

Prima storia: finalmente ritorna! Dopo diversi episodi che seguono la conclusion di Fear Itslef, in cui la profezia si avvera e Thor muore; ed in cui il suo ricordo è dato in pasto all’oblio (in questo caso una vera entità cosmica, fuori dal tempo, il Demogorgone – divoratore di divinità); Thor ritorna! E lo fa alla sua maniera, buttandosi a capofitto in una grande battaglia alle porte di Asgardia. I nemici, i Troll e la regina dei Norn, responsabili dell’oblio del ricordo di Thor, subdolamente sostituito da Tanarus. Segnaliamo per questa storia due cose: la prima è lo stile con cui è scritta, lo chiameremo “racconto intorno al fuoco” (non me ne vogliano gli addetti ai lavori). Tutto quello che succede viene raccontato al passato, mentre leggiamo, le didascalie ci indicato che tutto è già successo in precedenza. Scopriremo infatti alla fine dell’episodio, e solo alla fine, che in realtà la storia in sé non è altro che il racconto che Loki sta facendo a dei ragazzini di episodi passati. La seconda cosa invece riguarda la parte del disegno. Ai disegni in questo numero un italiano, Giuseppe Camuncoli. Interessante la sua opera.
Passiamo ora alla terza storia, quella che mi è piaciuta di più di tutto l’albo. Storia di Brian Michael Bendis. Storia legata alla maxi saga di AVX. In AVX – Round 1 (pubblicato su AVX1) viene mostrato l’assalto degli Avengers ad Utopia, guardando le cose da terra, dal punto di vista degli X-Men. In questa storia invece ci viene regalato il punto di vista dei Vendicatori dalla nave volante sopra i cieli di Utopia. Mi piace molto il vedere lo stesso evento da due punti divista differenti. Mi affascina. A voi no? Nella stiva si attenda l’ordine di rientro o di attacco, e si fa passare il tempo come si può, mentre alcuni cercano di seguire cosa succede a terra tra Ciclope e Capitan America. Al grido “Vendicatori uniti” tutto ha inizio (e lo sappiamo bene, perché abbiamo letto AVX1). Ma qui la nostra storia si interrompe e facciamo un balzo temporale di un giorno. Siamo al giorno prima e ci vengono presentate delle belle pagine di analisi introspettiva di Luke Cage e Jessica Jones. Entrambi vendicatori, ma anche marito e moglie con una figlia. Che fare? Dopo gli ultimi eventi legati a Fear Itslef e Osborne, Jessica vuole lasciare i Vendicatori per garantire un futuro più sicuro a sua figlia. Cosa farà Luke Cage? Lo scopriremo pochi istanti dopo, quando al termine della riunione urgente convocata da Capitan America e Iron Man, viene richiesto a tutti i Vendicatori di partecipare. Se posso permettermi: delle pagine davvero ben scritte. Sia come ritmo, sia da un punto di vista narrativo. I passaggi dal cielo di Utopia, alla casa dei Vendicatori, alla stanza in cui marito e moglie si confrontano, dà davvero l’idea di una discesa in un ambito intimo e personale dei due. Davvero una bella storia. I disegni ed i colori non fanno altro che accrescere la bellezza della storia. Consigliata!!!

i S m A e L e

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