Una buona sera a tutti voi che, come me, attendente la data fatidica del 21/12/2012 guardando le stelle riflesse nel Mare di China! Io sono come sempre il vostro Mozzo e questo è il fumetto di cui vi voglio parlare oggi...
Un albo che ha tutto il sapore della "quiete prima della tempesta" se guardato all'interno della grande guerra tra il Mandarino e Iron Man, piendo di strabilianti colpi di scena e piccole ma preziose sfumature in riferimento al nostro Invicibile protagonita!
Il nuovo numero di IRON MAN & GLI
AVENGERS vede l’inizio della seconda parte della “partita a scacchi” tra il protagonista
e il Mandarino, dal titolo La lunga
discesa, così come la conclusione di Sotto
tutela, storia dell’Accademia Vendicatori che si ricollega agli eventi del
crossover AvX: fanalino di coda la
terza parte di Iron Man: la fine.
Iniziamo con il parlare de La lunga discesa, che si presenta come
un perfetto connubio tra azione e introspezione: le trame del giovane Matt
Fraction si fanno più intriganti e spiazzanti numero dopo numero… davvero
fantastico!!! Dopo i recenti avvenimenti che l’hanno portato a cedere il passo
sotto praticamente ogni aspetto al piano del Mandarino, Tony Stark finalmente
comincia a reagire, facendolo come al solito con il proprio particolare stile…
ovvero annunciando all’esercito americano e a Justine Hammer (manager delle concorrenti
Hammer Industries), di voler rinunciare a essere Iron Man.
Si, avete capito bene: Tony Stark
abbandona la propria armatura! Dopo un duro battibecco con Capitan America e
Ms. Marvel, nel quale comprendiamo come Tony abbia intenzione di affrontare i
propri problemi quanto più possibile da solo, il nostro protagonista chiede a
Reed Richards/Mr. Fantastic di rimuovere l’armatura dall’interno del suo corpo;
è un vero e proprio colpo di scena, che contiene però i semi di una nuova e
migliore incarnazione dell’Uomo di Ferro: sostenendo di non essere un paziente
ma una “macchina da riparare” (e quindi completando quel processo di
disumanizzazione che l’ha progressivamente reso più macchina che uomo),
incarica Reed di installargli un nuovo nodo a repulsori nel petto. Oltre alle
mosse di Tony, Fraction ci mostra anche quel che fanno gli altri protagonisti
della vicenda come Ezekiel Stane e Sasha Hammer (che comprendiamo avere un
piano parallelo a quello del Mandarino, messo in discussione da cose come la
bomba che questi ha installato nel corpo del primo) e il Mandarino stesso, che
per la prima volta ci mostra il suo aspetto violento, aggressivo e irrazionale (pesta
infatti a sangue il povero Stane, che ha mal costruito la sua “arma finale”, un
costrutto tecnologico dall’utilizzo ancora misterioso); importanti sono anche i
personaggi secondari, che ci mostrano come lo sceneggiatore non abbia lasciato nulla
al caso: ritornano infatti Spymaster (che finalmente con quale identità si è
infiltrato nel direttivo della Stark Resilient), Doug Johnson (ex-pilota dell’armatura
Detroit Steel che ha perso la testa dopo il disastro parigino di Fear Itself) e, ovviamente, Rhody Rhodes
(che ci riserva un colpo di scena finale mettendosi al comando di una
nuovissima armatura ultratecnologica).
Tutti questi personaggi hanno uno spazio
nei due capitoli, fatto che dona loro un ritmo incalzante; vere chicche sono le
due tavole in flashback che descrivono l’infanzia di Tony ed Ezekiel, entrambi
alle prese con una figura paterna ingombrante e in alcuni casi violenta: nota
positiva per i disegni di Salvador Larroca, che mi sono sembrati migliori del
solito (e privi di quelle fastidiosissime “vignette riutilizzate”!).
La terza e ultima parte di Sotto tutela riprende lo scontro tra l’Accademia
Vendicatori, gli X-Men della scuola di Wolverine e Sebastian Shaw; Christos
Cage ci presenta una storia interessante sotto l’aspetto della riflessione
psicologica, ma leggermente carente per quanto riguarda la costruzione
narrativa: il tutto è gestito in modo troppo rapido e il tanto atteso scontro
tra i virgulti di Vendicatori e X-Men di fatto non avviene. Gli sviluppi dei
diversi personaggi, come detto, si dimostrano profondi, con Sebastian Shaw che
decide di rivendicare la propria vita dissoluta (o almeno provarci), Laura/X-23
che scopre di avere più amici di quanto si aspettasse e Finesse che si dimostra
sempre più umana e meno algida: al termine con i giovani Vendicatori che
lasciano andare il gruppo di studenti mutanti accogliendo tra le proprie fila
Loa (dotata della capacità di attraversare materiali solidi distruggendoli), si
comprende facilmente come mentre gli “adulti” trovano soluzioni drastiche e
aggressive, i giovani possono sempre trovarne di innovative e migliori.
Un ultimo appunto sulla terza parte di Iron Man: la fine, vicenda che ci porta a
seguire le avventure di un Tony Stark ormai anziano ma per nulla disposto ad
abbandonare la guida delle proprie industrie (e quella della sua armatura): la
vicenda è abbastanza interessante e curiosa, ma sia i disegni di Bernard Chang
che la sceneggiatura di David Micheline (quest’ultima decisamente troppo carica
di dialoghi e didascalie) non si dimostrano particolarmente brillanti,
purtroppo!