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mercoledì 24 luglio 2013

DAMPYR 159

Care Chinaute e cari Chinauti,
bentrovati dal vostro Ismaele!

Una piccola segnalazione prima di iniziare con una nuova impressione su una nuova storia a fumetti: pur sapendo che per molti di voi che seguono siti di grosso calibro che parlano di fumetti, sembrerà poca cosa, ma noi siamo molto orgogliosi che questo che state per leggere è il post numero 99. Ebbene sì, il prossimo numero sarà il numero 100!!! Avete letto bene...il numero 100!!!

Si accettano scommesse su quale sarà il membro della ciurma che compone Chinauti a postare il centesimo post!!!

Grazie a tutti per questo piccolo, ma sentito, traguardo!

Ed ora torniamo ai fumetti! Oggi vi parlerò di...


...DAMPYR 159
La bestia del Gevaudan
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Andrea Artusi e Ivo Lombrado
DISEGNI: Andrea Del Campo con la collaborazione di Andrea Artusi
COPERTINA: Enea Riboldi
LETTERING: Omar Tuis

mercoledì 20 marzo 2013

DAMPYR 155

Ciao a tutti dal vostro Ismale!
Eh già, il qui presente è stato infine raggiunto. La bonaccia mi ha raggiunto. Il vento non soffia, non gonfia le vele, ed il ritmo di lettura cala. Eccomi qui dunque a recensire un fumetto del mese scorso. Ma attenzione! Non fatevi ingannare. Potrà essere calata la bonaccia sulla frequenza delle lettura, ma sulla passione soffia un vento prodigioso. Per cui ecco le mie impressioni su...
...DAMPYR 155
Il sigillo di Lazzaro
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Diego Cajelli
DISEGNI: Fabrizio Russo
COPERTINA: Enea Riboldi
LETTERING: Omar Turis
La prima cosa che mi ha colpito, come è ovvio che sia, è l’ambientazione di questa storia. L’Aquila. Il solo nome evoca, credo di poter dire, in chiunque, immagini del disastroso terremoto, immagini di servizi dei telegiornali, titoli di giornali, volti e storie delle persone che lì vivevano, che lì vivono o almeno ci provano, scandali, proteste, ricostruzione, strumentalizzazione dell’evento…e l’elenco potrebbe anche continuare. Se potessi riassumere quanto successo, quanto succede oggi all’Aquila, direi: una storia all’italiana. Un’ambientazione come questa, senza ombra di dubbio, è un’arma a doppio taglio. Il rischio che tutta la forza della storia sia fondata su quest’ambientazione è molto alto. Se così fosse, poco importerebbe che cosa fanno o dicono i personaggi; cosa accade loro passerebbe in secondo piano. Mi sento però di tranquillizzarvi amici che ci seguite su Chinauti: Diego Cajelli non cade in questa perigliosa trappola. Sfrutta in modo sapiente l’ambientazione per i suoi fini. Vi immerge i personaggi, li fa agire ed interagire, sottolineando l’importanza di questi dialoghi, e delle loro azioni. Usa, a modo suo, i personaggi per una personale denuncia sociale della situazione in cui verte oggi la città e soprattutto la gente. Insomma, l’ambientazione dà forza ai personaggi ed alla storia e viceversa.

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