Seconda recensione del giorno, sempre incentrata sulle disavventure di chiunque sia (o abbia collegamenti) con gli Hulk!!!
Buona lettura dal vostro Mozzo di fiducia!
Sempre arrabbiato! prende le mosse dall’esplosione della bomba gamma che ha ucciso Bruce Banner, separatosi da Hulk e diventato pazzo; se “il più forte che c’è” credeva però di poter vivere in pace, si sbagliava: le radiazioni hanno sviluppato nel suo corpo un nuovo Bruce Banner, sempre pazzoide e pericoloso, che prende il sopravvento quando Hulk raggiunge uno stato di calma! L’unica soluzione per fermare Banner è quindi quella di rimanere davvero sempre arrabbiato, cosa facile, se il Gigante di Giada si trova ad aiutare il Punitore, intenzionato a fermare un cartello della droga gestito dal misterioso Pit Bull (un cane diventato uomo, o un uomo diventato cane): si scoprirà che Banner stesso si è accordato in qualche modo con quest’ultimo, ma… prima che possa vederci chiaro, Hulk si risveglia ad Atlantide, con un bel buco in mezzo al petto! Che cosa sarà successo?
Dopo due cicli narrativi in cui la facevano da padrona le riflessioni introspettive, ecco una bella dose di pugni e schiaffoni al limite dell’assurdo: non aspettavo altro. I miei complimenti a Jason Aaron, è tutto ben gestito; c’è la giusta dose di ironia, di crudezza, di cinismo e di dialoghi: interessante è vedere Hulk, tutto tranne che un buon investigatore, dover seguire le mosse di Banner mentre ha il controllo del suo corpo. Davvero nulla da dire se non che Aaron continui così: menzione speciale va ai disegni di Steve Dillon, adattissimi alla storia… ma capaci di farmi venire l’orticaria quando ritraggono Hulk! Orribile!


