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giovedì 11 luglio 2013

FANTASTICI QUATTRO 01

Ciao amici chinauti,
state bene?
In questi giorni mi sono capitati diversi fumetti tra le grinfie ed i quotidiani viaggi in treno agevolano la lettura (quando uno non dorme, certo!). Questa combinazione di eventi, ha portato alle poche righe che state per leggere. Signore e signori, chinaute e chinauti, ecco a voi...

...FANTASTICI QUATTRO 01
STORIA: Matt Fraction
MATITE: Mark Bagley, Michael Alread
CHINE: Mark Farmer, Michael Alread
COLORI: Paul Mounts, Laura Alread
LETTERING: Claudia Sartoretti
TRADUZIONE: Francesco Matteuzzi (Studio Parlapà)

Matt Fraction, nella gestione di Thor, precedente all’arrivo sulla testata dei Fantastici Quattro, non mi aveva per niente convinto. Diciamo che sono stato parecchio prevenuto, quando, nella girandola di team creativi per l’attesissimo Marvel Now, si annunciò l’arrivo di Fraction. Dopo questo primo numero, non me la sento di dirvi che ho cambiato idea, ma inizio a preannunciarvi che quanto meno sospendo il giudizio. Diciamo che ho già da subito apprezzato la prima pagina della serie di Fraction. La prima pagina di questo nuovo numero 01 ci mostra e non ci mostra quello che succederà tra un anno:

mercoledì 27 febbraio 2013

FANTASTICI QUATTRO 340

...e si legge...e si scrive...si legge e si scrive....siempre!!!


Inerte
STORIA: Jonathan Hickman
MATITE: Giuseppe Camuncoli
CHINE: Karl Kesel
COLORI: Paul Mounts
LETTERING: Claudia Sartoretti
TRADUZIONE: Francesco Matteuzzi (Studio Parlapà)

Safari
STORIA: Jonathan Hickman
DISEGNI: Gabriel Hernandez Walta
COLORI: Cris Peter
LETTERING: Claudia Sartoretti
TRADUZIONE: Francesco Matteuzzi (Studio Parlapà)

Due storie in trasferta per il nostro beneamato quartetto e per la scanzonata compagnia di giovani e brillanti menti che è la Fondazione Futuro. Sì, ma in trasferta dove? In Wakanda! Siamo in Africa, nella terra di T’Challa, Pantera Nera. Una terra intrisa di storia (che definire millenaria sarebbe riduttivo), cultura (che definire traboccante di saggezza, sarebbe non apprezzarne a pieno l’enorme portata), e innovazione tecnologica (che definire quasi da fantascienza, anche per un fumetto, sarebbe guardare al passato e non al futuro). Spero di avervi reso l’idea. E come mai i Fantastici quattro sono qui? Dapprima sembra sia per una profonda crisi (che poi in realtà crisi non è) dovuta al fatto che il vibranio, materiale che si trova solo qui e che dà sostentamento al paese, è oggi inerte (il tutto è la conseguenza delle Doomwar…ma questa è un’altra storia).

venerdì 15 febbraio 2013

CAPITAN AMERICA E I VENDICATORI SEGRETI 32

Ormai sono anni che bazzico le coste del mare della china. Una volta in un porto, una volta in un altro ed ormai mi conosco e conosco queto mare. so bene quando ha in serbo per me una qualche sorpresa. So bene che quando meno me lo aspetto, ecco che il grande mare nero di china mi presenta una storia che in qualche modo mi tocca dentro. Mai avrei pensato di trovarla in un mensile come Capitan America...e invece...

CAPITAN AMERICA E I VENDICATORI SEGRETI 32
Shock al sistema – parte 3 e 4
STORIA: Ed Brubaker
DISEGNI: Patrick Zircher
COLORI: Paul Mounts
LETTERING: Barbara Stavel
Siamo abituati a vedere sempre Capitan America, e anche se non lo avete mai letto sono sicuro che ve lo immaginate così, come fiero, vincente, splendente…insomma come tutti noi vorremmo essere. Perché in fondo in fondo a tutti noi scoccia essere considerati dei perdenti, ci scoccia essere considerati inadatti a fare qualcosa. Piace a tutti noi essere i vincenti. Tutti, chi più chi meno, chi in una forma chi un’altra amiamo sentirci dei vincenti. Ebbene Ed Brubaker e Patrick Zircher ci dimostrano, ci fanno toccare con mano (ci fanno guardare) come invece non è sempre così tutto rosa e fiori. Con questa bella storia ci accompagnano in una discesa che ha poco del viaggio facile e senza fatica, e tanto della caduta libera senza paracadute. Nello scorso numero avevamo scoperto che Henry Gyrich era stato plagiato dall’Hydra con un minuzioso lavaggio del cervello. Poi come se non bastasse abbiamo scoperto come lo stesso Gyrich è riuscito a controllare l’ex-compagno di molte avventure di Cap, Demolition Man; trasformandolo nel Flagello. 

lunedì 7 gennaio 2013

SUPERMAN - RED SON di Mark Millar, Dave Johnson e Kilian Plunkett

Un enorme saluto dal Mozzo, che reduce dai festeggiamenti di fine anno e befaneschi ritorna sull'ammiraglia fumetto con una nuova recensione, tutta da gustare!
Spero vi possa interessare: buona lettura!!!
 
Una navicella spaziale giunge sulla Terra direttamente da un mondo morente, portandovi un bambino che i raggi della nostra stella gialla rendono capace di imprese straordinarie.
Egli è Superman… ma questo non è il Kansas, quella non è Metropolis e nemmeno l’America.
Questa è l’Ucraina, quella è Mosca… e questa è l’Unione Sovietica! Per il Patto di Varsavia!
La vicenda narrata in Superman-Red Son fa parte di quella collana della DC Comics che racconta storie ipotetiche che non sono avvenute nella continuity generale, ma che avrebbero potuto accadere se solo le cose fossero andate in modo più o meno differente: questi sono gli Elsewords.
In questo specifico Elseword Mark Millar, Dave Johnson, Kilian Plunkett e Paul Mounts (questi ultimi tre rispettivamente ai disegni, i primi due, e ai colori, l’ultimo) ipotizzano che la navicella kryptoniana che ha portato Superman sul nostro pianeta sia precipitata non nella campagna del Kansas, ma in quella dell’Ucraina: l’Uomo d’Acciaio non diventa quindi il paladino dell’America e dei suoi interessi, ma dell’Unione Sovietica e del socialismo negli anni della guerra fredda. La sua presenza nel mondo andrà a cambiare drasticamente il corso degli eventi storici, portandolo a incontrarsi/scontrarsi con diversi personaggi del DC Universe (come Batman, Wonder Woman, Brainiac, Lanterna Verde, Lois Lane e ovviamente Lex Luthor), fino a uno dei finali più inaspettati che io abbia mai letto: krypton non è altro che la Terra di un futuro lontano e tutta la vicenda si rivela essere un paradosso temporale senza via di uscita! F-a-n-t-a-s-t-i-c-o!!!
Come ho detto in almeno un’altra recensione, adoro le “storie ipotetiche” tanto da quasi sospendere la mia capacità di giudizio; quel che proprio non sopporto, però, sono quelle storie ideologicamente schierate  con un tema centrale che più bidimensionale non si può: obbiettivamente, con una vicenda con protagonista Superman e ambientata negli anni della guerra fredda, il rischio di scivolare in una narrazione simile non era così lontano. Ma Millar è uno che il suo lavoro lo sa fare molto più che bene e fortunatamente ha evitato il baratro con un’agile balzo… che si sostanzia nel fatto che Superman-Red Son (almeno secondo me) non parla affatto della guerra fredda; il conflitto tra America e Russia è si sempre presente, ma smette di essere tema portante dopo il primo capitolo: in questo modo, e grazie a un equilibrio perfetto nella descrizione dei personaggi e nello sviluppo narrativo, Millar non permette al lettore di schierarsi a favore di nessuno dei due schieramenti.
 

Ma quindi qual è il vero e proprio tema principale della vicenda? Quello “solito”, ovviamente, ovvero come la presenza nella società di uno o più superuomini la cambi in ogni suo aspetto e non sempre in meglio. Nel corso dei tre capitoli di cui si compone il volume, infatti, osserveremo ben tre incarnazioni del superuomo: quello “classico” che si prefigge di salvare il mondo ma capisce che non può farlo rimanendo confinato nelle sue regole, quello più moderno che decide di prendere le redini di una parte di questo mondo ma che continua a scontrarsi con il resto senza risolvere nulla, e quello del ventunesimo secolo… ovvero il conquistatore totalitario che comanda il pianeta intero con pugno di ferro. Intendiamoci, le intenzioni profonde e personali di Superman rimangono le stesse; lui vuole salvare il mondo e regalare pace e orgoglio agli esseri umani: quello che cambia e il suo punto di vista sui metodi per raggiungere questa utopia. L’aspetto più inquietante in assoluto della faccenda è che non è importante il paese e l’ambiente a cui il superumano appartiene; l’avere il potere assoluto, alla lunga, ti porta senza alcuna via di scampo a usarlo in modi che possono effettivamente essere considerati “assolutistici”: nel finale, Superman decide di inscenare la propria morte e sparire, lasciando all’umanità il rischio di sbagliare e farsi (e fare) del male, ma soprattutto liberandola da ogni controllo esterno. Ebbene si, cari miei, se analizzato a fondo il fumetto supereroistico riesce a farci amare con tutto il cuore il fatto che i nostri eroi non facciano parte della realtà!
L’ultimo appunto (ancora, ovviamente, positivo!) riguarda la caratterizzazione dei personaggi; sono molti e diversi e oltre al Batman con il colbacco, per cui il solo commento possibile è “notevole”, il migliore tra tutti è Hal Jordan (più grande fra i terrestri detentori degli anelli del Corpo delle Lanterne Verdi). In questa vicenda, Jordan e il Corpo sono uno degli stratagemmi ideati da quel vecchio volpone sociopatico di Lex Luthor per  uccidere Superman; sono un’unità dei marines i cui membri possiedono ognuno una copia dell’anello della volontà caduto a Roswell nel famoso incidente: il loro capo, Hal Jordan, è un reduce mentalmente instabile e violento ma proprio per questo dotato di un’incrollabile forza di volontà… intrigante, no?
Per chiudere la recensione un breve accenno a disegni e colorazione… anche perché c’è veramente poco da dire se non due sole parole: semplicemente esaltanti! Johnson e Plunkett riescono a dare a tutto il volume quell’aria da fumetto anni ’50 che è veramente un piacere gustare, così come sono stati ottimi nel rendere scene d’azione, personaggi… ma soprattutto nel riempire di piccoli dettagli le scene di dialogo, di modo che il lettore possa non annoiarsi! Per quel che riguarda i colori, stesso discorso: sono davvero perfetti nel loro alternarsi da sgargianti, a cupi a spaventosamente solenni.
Quindi cosa dire di più? Se volete uno sguardo diverso sul DC Universe, leggetelo.
Se volete un ragionamento profondo sul mondo dei supereroi, leggetelo.
Se volete una stupenda storia di fantascienza, leggetelo.
Se volete vedere Batman con il colbacco, leggetelo.
Se volete una storia costruita e disegnata perfettamente, leggetelo.
Se volete…oh! Leggetelo e basta, ok???
 
 

giovedì 20 dicembre 2012

CAPITAN AMERICA E I VENDICATORI SEGRETI 31

Cari amici ed appassionati di fumetti, e soprattutto appassionati di fumetti dell'universo Marvel, ben trovati. Anche oggi un fumetto super-eroistico che vi porterà prima in America per le avventure di Capitan America e della sua squadra, e poi nello spazio profondo, su Hala, pianeta dei Kree. Buona lettura dal vostro i S m A e L e ! ! !

CAPITAN AMERICA E I VENDICATORI SEGRETI 31
“Shock al sistema – parte 1”
STORIA: Ed Brubaker
DISEGNI: Patch Zircher
COLORI: Paul Mounts
LETTERING: Barbara Stavel
“Operazione Fenice”
STORIA: Rick Remender
DISEGNI: Renato Guedes
COLORI: Matthew Wilson, Jeremy Mohler
LETTERING: Barbara Stavel

Il numero 31 di questo mensile vede l’inizio di una nuova storia di Capitan America e della sua squadra di agenti segreti e non solo. Parliamo si “Shock al sistema – parte 1”. Un’avventura thriller, spionistico super eroistica che ci presenta come il governo degli Stati Uniuti e l’organizzazione di Cap ha messo sotto protezione diversi criminali pentiti; e c’è qualcuno che sta ammazzando questi testimoni. Cap, insieme a Dum Dum Dugan e Diamonback scoprono che la loro organizzazione è stata infiltrata da agenti Hydra. Un nuovo giustiziere, il Flagello sta facendo a pezzi i testimoni. Un ex membro dell’organizzazione di Cap è stato sottoposto al lavaggio del cervello da parte dell’Hydra, ed ora sta per spifferare “la protezione dei super criminali da parte del Governo ai giornali”. Serve altro? Intendiamoci, la storia non mi è sembrata nulla di particolare, ma è interessante, si fa leggere con piacere. Interessante anche l’impianto dei disegni. Atmosfere cupe (fondi pagina neri). Un ripasso a china spesso.
E passiamo ora alla parte più interessante di questo albo. La conclusione dell’ ”Operazione fenice”. Quanto descritto e raccontato in questo albo, precede quanto succede in Avengers 9. Carol, alias Miss Marvel, il Protettore e il rinato grazie ai poteri della Fenice, Capitan Marvel; avendo in comune l’uso di potere Kree, sono sotto l’influenza della omnionda che sta condizionando tutti i Kree. Li sta convincendo che la Fenice porterà rinascita per il popolo Kree. Guarda caso, ci viene offerto qui, una visione dello stesso pensiero che sulla terra ha Ciclope. Anche lui crede nella possibilità che la Fenice porterà rinascita per il popolo mutante. In questa storia viene proprio fatto il paragone tra la visione del popolo Kree e quella di Ciclope, e viene fatto notare che in tutti i mondi dove la Fenice è passata ha portato solo distruzione e viene sottolineato apertamente come Ciclope sia un illuso. Mi permetto di dire però (ve l’ho già detto che nella guerra tra mutanti e X-Men sono assolutamente e apertamente schierato dalla parte mutante? ;) ) che su Hala non hanno Hope. E ho detto tutto!
Qui, su Hala, Visione, riesce a contrastare il controllo mentale che soggioga il pianeta, ma la Fenice è ormai vicina. Attirata qui dalla parte del suo potere che è stato riversato proprio su Mar-Vell e che lo ha riportato in vita.
I nostri eroi sconfiggono il ministro Marvel (così di fa chiamare) che ha condizionato il pianeta con il potere mentale del figlio, ed ora devono occuparsi della Fenice. Dapprima ci provano Miss Marvel e Thor, richiamando i poteri di un buco bianco. Nulla di fatto. Poi è il turno di Brian Braddok, alias Capitan Bretagna. Per un attimo riesce a contenere la Fenice, ma non per molto. Poi è finalmente il turno di Capitan Marvel che restituisce alla sua legittima proprietaria l’energia che lo ha riportato in vita. A questo punto la squadra di Vendicatori segreti ha salvato Hala, infatti la Fenice è tornata alla sua traiettoria originale, si sta dirigendo verso la terra. E lo sappiamo bene visto che abbiamo letto AVX 2. In tutto questo scorrere della trama principale, ci vengono anche offerte delle sottotrame di tutto rispetto: l’amore ritrovato di Miss Marvel per Capitan Marvel, e la repentina perdita dello stesso…per la seconda volta; il ritrovato coraggio di Capitan Bretagna che lo porta a resistere al potere della Fenice stessa; il dramma di un padre (Ministro Marvel) ossessionato dal nome e dal prestigio della sua casata, etc.
Il tutto si può riassumere così: una storia con i fiocchi!!!
Per la parte disegni di Renato Guedes e i colori di Matthew Wilson e Jeremy Mohler che dire? Meravigliosi. Un impianto di sicuro impatto visivo e dinamico. Belle alcune tavole doppie. Davvero una gran bel lavoro che arricchisce la già bella storia di per sé. Non c’è altro da dire. Storia consigliatissima!!!


i S m A e L e

mercoledì 14 novembre 2012

FANTASTICI QUATTRO 337

"Ordine sul ponte! Topi di sentina, che non siete altro" disse il capitano.
"Il mare di china sembra farsi sempre più ricco di fumetti, soprattutto dopo lo strano eventi occorso sull'isola di Lucca Comics...cosa mi state a guardare come fumetti tenuti su di uno scaffale impolverato? Alle reti! Voglio fumetti nuovi e freschi...muovetevi" tuonò il capitano prima di rientrare in cabina.
Molti furono i fumetti pescati in quel giorno. Io, Ismaele, ricordo bene quel giorno. Fù il giorno in cui pescai questo fumetto:

Fantastici quattro 337
Marvel Italia – Paninicomics

Fondazione Futuro: il ritorno di Power Pack
Autore: Jonathan Hickman
Disegnatori: Nick Dracotta
Chine e colori: Chris Sotomayor

Fantastici quattro: per sempre (quinta parte)
Autore: Jonathan Hickman
Disegnatori: Steve Epting
Chine: Rick Magyar e Steve Epting
Colori: Paul Mounts

Ora vi faccio vedere cosa scrissi sul mio diario quella sera stessa, alla luce di una candella dalla fiamma traballante, quando lessi questo fumetto:

Siamo al capitolo finale della grande saga proposta da Hickman e a quanto pare, a quanto si legge dalla seconda e terza di copertina, siamo anche al capitolo finale dell’esperienza di Hickman con i F4.

I giovani della fondazione futuro sono riusciti a recuperare quei famigerati 28 minuti sull’arrivo dei Celestiali, hanno però perso i contatti i contatti con Destino e l’altro Reed rimasti al di di là del portale. Appuntamento presso il fulcro, luogo in cui il consiglio dei Reed ha costruito una potentissima macchina per il controllo dell’energia del sole. Tutto questo ovviamente scatena l’arrivo dei Celestiali…e anche del Franklin del futuro. Grazie al suo aiuto e a quello del nostro Franklin,  i celestiali vengono sconfitti. Questo un’ultra riassunto della storia, o meglio delle due storie, una legata alla Fondazione Futuro (FF), una ai Fantastici Quattro (F4).

La storia mi è piaciuta. Mi è piaciuto molto come sono state gestite le due storie in questi ultimi numeri. Il ritorno di Johnny Storm dalla zona negativa come signore e padrone di un grande potere, più forte che mai; la separazione della FF accompagnata dal padre di Mister Fantastic (viaggiatore temporale che sa più cose di quelle che dice) dal gruppo dei F4 e poi la prosecuzione delle storie fino a questo numero dove le storie dei due gruppi si congiungono  nuovamente. Molto bella la battaglia finale con Franklin del futuro che mostra di quali poteri è dotato: basti citare la sconfitta dei celestiali e soprattutto il risveglio ed il controllo di Galactus…il divoratore di mondi, si si, proprio lui. Non male davvero. Che dire poi: ho apprezzato tanto tanto il concetto di eventi temporali che sono costanti universali, per cui sempre, in tutti i possibili futuri temporali, sempre questi eventi si ripetono. Eventi che sono costanti temporali. Questi concetti pseudo-scientifici mi fanno impazzire davvero. Li adoro.
In quest’ultimo numero non ho apprezzato troppo l’inattività praticamente totale dei F4 dalla lotta. Si limitano ad essere semplici spettatori. In un finale di storia così dinamico e battagliero mi sarebbe piaciuto sentire la Cosa urlare “è tempo di distruzione!”, sarà per i prossimi numeri.

Veniamo alla parte dei disegni e dei colori: nella prima storia della FF i disegni di Nick Dracotta non mi hanno fatto impazzire, inquadrature piuttosto banali e niente di particolarmente epico; mentre ho apprezzato molto colori, inquadrature e disegni della storia dei F4 (disegni di Steve Epting, colori di Paul Mounts e chine di Rick Magyar e Steve Epting.
Per quanto riguarda il futuro della testata, sembra che dopo i prossimi numeri in cui Hickman tirerà le fila con analisi psicologiche dei personaggi che compongono la serie, le redini passeranno a Mat Fraction, le cui storie sto già leggendo di THOR e IRONMAN. Vedremo che ne sarà dei nostri eroi.

i S m A e L e


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