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mercoledì 12 giugno 2013

FUMETTI VARI

"Leggi leggi leggi,
leggi fumetti,
sfoglia pagine,
tanta chinaaaaaa"

Questa è la canzoncina che questa mattina risuona sul ponte dell'ammiraglia fumetto! Sole, fumetti, dopo un fine settimana passato a Peveragno per la mostra - mercato che si è svolta con un buon successo di pubblico.
Il sottoscritto, in quest'ultimo periodo, ha letto, letto e letto. Cosa? Eccovi un rapido e breve riassunto di cosa ho avuto il piacere di leggere!

Iniziamo con NATHAN NEVER 263 – Lo spettro del futuro. Bellissimo numero di Nathan per varie ragioni. Prima: la prima storia, di Antonio Serra, ci racconta di come Nathan e Mac (robot C3 che vende oggetti del passato), si ritrovano in un bar, a discutere di come il futuro immaginato e rappresentato da autori di fantascienza del loro passato (Asimov ed il ciclo della fondazione, piuttosto che Star Wars, Star Trek, Blade Runner, La macchina del tempo e tanti altri…) si sia effettivamente realizzato nel loro presente. Dirmi che ho riletto la storia tre volte credo basti a sottolineare quanto mi sia piaciuta. Da leggere, da leggere e da leggere!!! Secondo: la seconda storia. Omega torna a farsi vivo. L’Agenzia Alfa si mobilita in massa, con una missione per eliminarlo.

giovedì 20 dicembre 2012

IRON MAN E GLI AVENGERS 57

Una buona sera a tutti voi che, come me, attendente la data fatidica del 21/12/2012 guardando le stelle riflesse nel Mare di China! Io sono come sempre il vostro Mozzo e questo è il fumetto di cui vi voglio parlare oggi...

Un albo che ha tutto il sapore della "quiete prima della tempesta" se guardato all'interno della grande guerra tra il Mandarino e Iron Man, piendo di strabilianti colpi di scena e piccole ma preziose sfumature in riferimento al nostro Invicibile protagonita!

Il nuovo numero di IRON MAN & GLI AVENGERS vede l’inizio della seconda parte della “partita a scacchi” tra il protagonista e il Mandarino, dal titolo La lunga discesa, così come la conclusione di Sotto tutela, storia dell’Accademia Vendicatori che si ricollega agli eventi del crossover AvX: fanalino di coda la terza parte di Iron Man: la fine.
Iniziamo con il parlare de La lunga discesa, che si presenta come un perfetto connubio tra azione e introspezione: le trame del giovane Matt Fraction si fanno più intriganti e spiazzanti numero dopo numero… davvero fantastico!!! Dopo i recenti avvenimenti che l’hanno portato a cedere il passo sotto praticamente ogni aspetto al piano del Mandarino, Tony Stark finalmente comincia a reagire, facendolo come al solito con il proprio particolare stile… ovvero annunciando all’esercito americano e a Justine Hammer (manager delle concorrenti Hammer Industries), di voler rinunciare a essere Iron Man.
Si, avete capito bene: Tony Stark abbandona la propria armatura! Dopo un duro battibecco con Capitan America e Ms. Marvel, nel quale comprendiamo come Tony abbia intenzione di affrontare i propri problemi quanto più possibile da solo, il nostro protagonista chiede a Reed Richards/Mr. Fantastic di rimuovere l’armatura dall’interno del suo corpo; è un vero e proprio colpo di scena, che contiene però i semi di una nuova e migliore incarnazione dell’Uomo di Ferro: sostenendo di non essere un paziente ma una “macchina da riparare” (e quindi completando quel processo di disumanizzazione che l’ha progressivamente reso più macchina che uomo), incarica Reed di installargli un nuovo nodo a repulsori nel petto. Oltre alle mosse di Tony, Fraction ci mostra anche quel che fanno gli altri protagonisti della vicenda come Ezekiel Stane e Sasha Hammer (che comprendiamo avere un piano parallelo a quello del Mandarino, messo in discussione da cose come la bomba che questi ha installato nel corpo del primo) e il Mandarino stesso, che per la prima volta ci mostra il suo aspetto violento, aggressivo e irrazionale (pesta infatti a sangue il povero Stane, che ha mal costruito la sua “arma finale”, un costrutto tecnologico dall’utilizzo ancora misterioso); importanti sono anche i personaggi secondari, che ci mostrano come lo sceneggiatore non abbia lasciato nulla al caso: ritornano infatti Spymaster (che finalmente con quale identità si è infiltrato nel direttivo della Stark Resilient), Doug Johnson (ex-pilota dell’armatura Detroit Steel che ha perso la testa dopo il disastro parigino di Fear Itself) e, ovviamente, Rhody Rhodes (che ci riserva un colpo di scena finale mettendosi al comando di una nuovissima armatura ultratecnologica).
Tutti questi personaggi hanno uno spazio nei due capitoli, fatto che dona loro un ritmo incalzante; vere chicche sono le due tavole in flashback che descrivono l’infanzia di Tony ed Ezekiel, entrambi alle prese con una figura paterna ingombrante e in alcuni casi violenta: nota positiva per i disegni di Salvador Larroca, che mi sono sembrati migliori del solito (e privi di quelle fastidiosissime “vignette riutilizzate”!).
La terza e ultima parte di Sotto tutela riprende lo scontro tra l’Accademia Vendicatori, gli X-Men della scuola di Wolverine e Sebastian Shaw; Christos Cage ci presenta una storia interessante sotto l’aspetto della riflessione psicologica, ma leggermente carente per quanto riguarda la costruzione narrativa: il tutto è gestito in modo troppo rapido e il tanto atteso scontro tra i virgulti di Vendicatori e X-Men di fatto non avviene. Gli sviluppi dei diversi personaggi, come detto, si dimostrano profondi, con Sebastian Shaw che decide di rivendicare la propria vita dissoluta (o almeno provarci), Laura/X-23 che scopre di avere più amici di quanto si aspettasse e Finesse che si dimostra sempre più umana e meno algida: al termine con i giovani Vendicatori che lasciano andare il gruppo di studenti mutanti accogliendo tra le proprie fila Loa (dotata della capacità di attraversare materiali solidi distruggendoli), si comprende facilmente come mentre gli “adulti” trovano soluzioni drastiche e aggressive, i giovani possono sempre trovarne di innovative e migliori.
Un ultimo appunto sulla terza parte di Iron Man: la fine, vicenda che ci porta a seguire le avventure di un Tony Stark ormai anziano ma per nulla disposto ad abbandonare la guida delle proprie industrie (e quella della sua armatura): la vicenda è abbastanza interessante e curiosa, ma sia i disegni di Bernard Chang che la sceneggiatura di David Micheline (quest’ultima decisamente troppo carica di dialoghi e didascalie) non si dimostrano particolarmente brillanti, purtroppo!

domenica 2 dicembre 2012

IRON MAN E GLI AVENGERS 51/56

Buona domenica a voi che, anche in questo 2 dicembre e con il freddo polare che c'è, resistete sul ponte della nostra ammiraglia per gustare le nostre elucubrazioni in campo fumettistico!
Io sono il Mozzo, questa è la mia recensione di oggi... buona lettura!

Armature futuristiche superpotenziate, cause legali, alcolismo, drammi adolescenziali, viaggi nel tempo, omosessualità e agenti patogeni contenenti intelligenze umane… tutto questo in ben 6 numeri di Iron Man e gli Avengers!

Tempi bui per Tony Stark nell’arco narrativo intitolato Demonio, che lo vede cercare di riprendersi dai tragici eventi di Fear Itself, nei quali ha sacrificato la propria sobrietà per difendere la Terra. Ai drammi personali si aggiunge anche il piano ordito dal Mandarino (assieme a Zeke Stane, le industrie Hammer e alcuni vecchi avversari come il Laser Vivente, Mettle e Turbine) per fare a pezzi la sua vita colpendolo non solo direttamente, ma anche screditandolo davanti all’esercito, che arriva a imporgli un inibitore per impedire alla sua armatura di attivarsi; il subdolo Spymaster, poi, è attualmente infiltrato nel direttivo della Stark Resilient e per Tony sembra davvero non esserci speranza di cavarsela: nonostante stia cercando di mantenere la situazione sotto controllo, egli stesso ammette di essere stato sconfitto … questa volta.
Matt Fraction ci presenta una rapida parabola discendente della vita di Tony Stark che, dopo l’iniziale entusiasmo per la fondazione della Resilient, l’ennesima ricostruzione della Torre dei Vendicatori e i lavori ad Asgardia (nuova patria degli dei norreni del Marvel Universe), si rende conto forse per la prima volta di quanto grave sia la situazione per lui; numero dopo numero Tony cerca di arginare la deriva che sta prendendo la propria vita, senza però riuscirci: infine, ripartendo dalle persone che più ha a cuore, riuscirà a ritrovare la forza di andare avanti e prepararsi a una nuova battaglia. Se la storia mi è sembrata molto ben costruita, con un crescendo costante di tensione che va a dare la sensazione che lo scontro Iron Man/Mandarino sia un grande puzzle di cui ancora non conosciamo tutti i pezzi, ho dei dubbi sul lavoro fatto da Salvador Larroca nei disegni; intendiamoci, è un ottimo autore, ma è capace come pochi di farmi piangere dalla gioia (con la nuova armatura e tutti i suoi particolari) e poco dopo di prendermi a pugni sulle gengive (con disegni poco amalgamati tra primo e secondo piano, per esempio). Rifletterò a lungo su di lui!
Per quanto riguarda l’Accademia Vendicatori, gestita da Christos Cage, abbiamo addirittura 4 archi narrativi: Delusioni, Seconde possibilità, Ritorno a casa e Sotto tutela. I primi due introducono il lettore agli studenti “originali” dell’Accademia (Finesse, Hazmat, Mettle, Striker e Rettile), ai quali si aggiungono X-23, Tigre Bianca e Lightspeed, e ai tratti portanti della serie, sbattendolo in un mondo fatto di drammi adolescenziali, superscontri titanici, viaggi nel tempo e misteri vari; Cage ci da anche l’opportunità di conoscere un paio di altri Vendicatori “adulti” e di X-Men (interessante il dialogo tra Giant-Man e Ciclope, con quest’ultimo che spiega come Utopia non sia una scuola ma un campo di addestramento militare): le tematiche trattate sono adulte e interessanti e si spazia dal rapporto genitori-figli all’omosessualità all’introduzione di una nuova concezione di eroe, che non prende a calci il nemico di turno, ma utilizza le proprie capacità per risolvere le crisi mondiali materialmente. Ottima la storia, quindi, come anche i disegni che vedono gli autori Sean Chen, Tom Raney e Tom Grummett.
In Ritorno a casa, Cage si prende il tempo di far evolvere alcune sottotrame riguardanti principalmente Rettile, Striker e Lightspeed; la trama generale è molto semplice e vede l’Accademia scontrarsi con i Runaways (supergruppo di eroi, figli di criminali di Los Angeles): seppur non brilli per originalità, il tutto è trattato con un’ironia leggera e godibile e condito dagli ottimi disegni di Karl Moline.
Sotto tutela, infine, è il primo punto di contatto tra il mensile e l’evento AvX e vede gli studenti della scuola mutante di Wolverine (si, che Wolvie possa gestire una scuola ha sorpreso anche me!) venire portati all’Accademia per essere tenuti lontano dagli scontri; che cosa mai succederà riunendo un gran numero di calderoni ormonali adolescenti dotati di poteri? Esatto, il caos! Al quale si aggiunge anche l’attacco di Sebastian Shaw, prigioniero degli X-Men di Wolverine, intenzionato a vendicarsi. Anche in questo caso, molto più interessanti della trama sono gli sviluppi dei vari personaggi, messi davanti alla possibilità di dimostrarsi finalmente “adulti”: a tutto ciò si aggiungono ancora i disegni di Tom Grummett, più che benvenuti!
Ultimo appunto per Iron Man 2.0, che vede Rhody Rhodes/War Machine indagare su un misterioso scienziato del governo di nome Palmer Addley, morto misteriosamente. Scoprirà così che questi ha tradotto la propria psiche in un agente patogeno quasi impossibile da eliminare: solo con l’aiuto di Tony Stark e della Fondazione Futuro riuscirà a impedire il contagio.  Nick Spencer e Will Pfeifer firmano una vicenda intrigante, che forse perde un po’ con lo “scontro finale”, ma che risulta godibile e illustra benissimo l’ultima incarnazione di War Machine; ho però di nuovo un po’ di dubbi sulla disegnatrice, Ariel Olivetti, che si dimostra abile nelle sequenze di combattimento e nel rendere la tecnologia futuristica, ma un po’ meno nel caratterizzare i personaggi: interessanti però sono le tavole disegnate da Mirco Pierfederici, Jesus Aburtov e Neil Edwards, che mi hanno convinto molto di più!

lunedì 26 novembre 2012

"CHI E' ": IRON MAN

Un saluto ai nostri passeggeri di oggi da parte del vostro Mozzo!Per oggi lascio perdere le "recensioni" vere e proprie e vado a dedicarmi a quello che, nel sistema di personaggi dell'Universo Marvel, è in assoluto il mio preferito... ovvero Tony Stark, anche conosciuto come l'Invincibile Iron Man!!!
A voi un'altra bella carrellata di visioni ed elucubrazioni personali!


Iron Man/Anthony Edward Stark  è un personaggio nato nel 1963 dalla mente e dalla matita di Stan Lee, Lerry Lieber, Don Hack e Jack Kirby, che ha fatto la sua primissima apparizione sul numero 39 di Tales of Suspence; uno dei personaggi principali del Marvel Universe e del suo supergruppo ufficiale, i Vendicatori, recentemente è giunto all’attenzione di un pubblico ancora più visto grazie a due film (quasi tre, senza contare quello “corale” sui Vendicatori), nei quali è stato interpretato dal brillante Robert Downey Jr. I film delineano abbastanza bene le origini del personaggio, le sue dinamiche personali ma soprattutto il suo carattere, puntando i riflettori sull’aspetto arrogante e ironico e rendendolo forse un po’troppo macchiettistico rispetto alla propria controparte a fumetti; ovviamente non mi sento di analizzare in nessun modo le pellicole, ma è bene far notare che Iron Man non si può ridurre allo stereotipo del miliardario playboy/astuto inventore con tecnologie futuristiche.

Ma ora un po’di “storia”: Anthony Stark è il rampollo di una delle più ricche famiglie americane, che fin dalla Seconda Guerra Mondiale si è sempre distinta come leader nel campo della tecnologia bellica, dotando tutta l’umanità di modi sempre nuovi e più avanzati di uccidere. Messo davanti alle atrocità della guerra e alla reale prospettiva della morte, Tony decide di utilizzare il proprio geniale intelletto e le proprie risorse economiche per costruire “l’arma definitiva”, un’armatura supertecnologica sostenuta da un nuovo tipo di tecnologia detta “a repulsori”: nasce così Iron Man, che si dedica inizialmente a proteggere gli interessi personali delle industrie Stark e degli Stati Uniti, quindi quelle del mondo intero.
Per comprendere le molteplici sfaccettature dell’Uomo di Ferro ho deciso di prendere in analisi l’ultimo crossover dell’Universo Marvel in ordine cronologico, ovvero Fear Itself – Il potere della paura, e i numeri di Iron Man e i Vendicatori che vanno dal 45 al 51; certo ci sarebbero state storie più adatte e meglio scritte (personalmente ho trovato la struttura narrativa di Fear Itself troppo banale e a volte addirittura ripetitiva)… ma proprio perché quello preso in esame non è un capolavoro del fumetto moderno, il personaggio ha modo di risaltare sopra tutto il resto. La trama di Fear Itself vede il mondo intero devastato dal risveglio del Serpente (fratello maggiore del dio Odino e divinità della paura) e del suo gruppo di seguaci, detti i Valorosi e dotati ognuno di un martello magico della stessa potenza di quello di Thor; deciso a riprendere il controllo di Asgard, il Serpente getta l’umanità nel terrore, acquisendo sempre maggiore potere: dopo le iniziali difficoltà, gli eroi della Terra si uniscono e riescono a sconfiggerlo. Nel mensile osserviamo Tony scontrarsi con uno dei Valorosi (il supercriminale Gargoyle posseduto dallo spirito di Mokk, “il Distruttore di Fede”) in una Parigi letteralmente devastata; nonostante l’ultima versione dell’armatura, Iron Man si ritrova a dover battere in ritirata per riparare il suo generatore a repulsori: resosi conto dell’inadeguatezza dei Vendicatori nei confronti dei propri avversari, Tony riuscirà a convincere Odino a “prestargli” la sua fucina personale e assieme ai Nani asgardiani riuscirà a creare a una serie di armi che potenzieranno gli eroi della Terra, portandoli alla vittoria.
Il Tony Stark presentato è un personaggio estremamente fragile, che dopo anni ha finalmente abbandonato gli appalti bellici per il governo e dato vita alla “Stark Resilient”, impegnata nel fornire al mondo intero energia libera dalla dipendenza e dai combustili fossili; privato di gran parte del proprio patrimonio, può contare unicamente sulle proprie forze: lo scopriamo dubbioso, incerto e aggrappato alla speranza per il futuro… quasi spaventato, soprattutto dopo lo scontro/disfatta con Gargoyle. Per un lettore attento è semplice comprende la disperata ricerca di una nuova identità per Tony, deciso ad affrancarsi dal proprio passato violento e dissoluto; dopo essere andato contro tutto e tutti per portare avanti la propria visione del mondo e aver permesso a un criminale di salire alla segreteria della difesa americana, Stark cerca ora di dare il proprio contributo al mondo … per una volta nella vita “giocando pulito”: forse proprio perché di realmente importante nella sua vita non è rimasto altro se non le persone che gli vogliono bene, l’Uomo di Ferro si mette in gioco in primissima persona, andando a sacrificare il proprio traguardo personale maggiore (ovvero la liberazione dal demone dell’alcolismo) per attirare l’attenzione di un dio in cui solitamente non crede (Odino) e convincerlo ad aiutarlo. Ecco chi è (a oggi) Anthony Stark/Iron Man: un uomo che sta progressivamente abbandonando l’umanità fisica a favore dell’unione con la propria armatura, ma che paradossalmente sta ritrovando quella morale grazie a una nuova prospettiva sulla sua vita.
Personalmente lo considero uno dei più bei personaggi del panorama supereroistico (e sicuramente uno dei miei preferiti!), che rappresenta perfettamente l’uomo comune costantemente in lotta con il proprio “lato oscuro” e che ogni volta che viene buttato a terra si rialza e si dimostra ancora una volta pronto a difendere le proprie convinzioni con forza: certamente Tony Stark rimane un astuto ed egocentrico farabutto e le storie che possiamo leggere mensilmente sui suoi albi hanno sempre quella vena ironica arguta e moderna a contraddistinguerle… ma per chi è disposto a cercarle e trovarle avranno spesso chiavi di lettura e riflessioni umane estremamente importanti!

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