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mercoledì 6 maggio 2015

ORIGINAL SIN

Buon salve a tutti i chinauti all'ascolto,
come ve la passate? State tutti bene? Voi ed i vostri fumetti?
Se ci seguite da un poco di tempo saprete certamente che su questa sponda del grande mare del web si sta lavorando alla prossima edizione di PeveragnoComics. Ecco dunque perchè, da un pò di tempo a questa parte, le "recensioni", e non solo, latitano. 
Condivido con voi che la mia personale pila di "fumetti da leggere" cresce a vista d'occhio. Ecco perchè, a volte, quando riesco a ritagliarmi un poco di tempo, affronto questa colonna e divoro alcuni albi. Tipicamente quelli che mi urlano più forte che vogliono essere letti.
Questa volta è toccato all'annuale crossover della Marvel: Original Sin.


sabato 16 marzo 2013

HULK E I DIFENSORI 9



Un buon sabato a tutti i clandestini che in questo week-end hanno deicso di intrufolarsi sulla nostra ammiraglia Fumetto: come state?
Io, che sono il Mozzo, molto bene e ho proprio voglia di regalarvi questa nuova recensione! Buona lettura!


Le solite quattro storie per il mensile più Verde di tutti, con la seconda parte di Sempre Arrabbiato per le avventure dell’Hulk “classico”, l’inizio di un nuovo ciclo narrativo per l’Hulk Rosso dall’imbarazzante titolo La Profezia dei Maya, il nuovo capitolo delle avventure dei Difensori… e poi andate a leggere sotto!
Avevamo lasciato il nostro caro Hulk Verde sott’acqua, all’interno di una città atlantidea e con un bel buco chirurgico in mezzo al petto… ed è proprio lì che lo ritroviamo, intenzionato a salire in superficie per continuare a seguire le mosse del suo psicopatico alter-ego Bruce Banner assieme a una misteriosa dottoressa atlantidea; Hulk scopre che attraverso il buco la dottoressa gli ha impiantato la pietra magica che tiene in vita la città: mentre il nostro incazzatissimo eroe cerca di tornare in superficie, quindi, gli altri abitanti gli si oppongono gettandogli contro qualsiasi tipo di creatura degli abissi abbiano sottomano!
Uscito finalmente dall’acqua, Hulk scopre che la dottoressa è in combutta con Banner quando questa lo seda magicamente, facendogli perdere il controllo sul proprio corpo: il Gigante di Giada si troverà quindi a risvegliarsi un’altra volta di soprassalto… ma nello spazio profondo!!!
Continua una delle storie più pazze e assurde che io abbia mai letto, con una nuova e sonante dose di azione, rabbia e umorismo; Jason Aaron prosegue la narrazione senza dare un attimo di respiro al lettore (o a Hulk, se per questo!), riducendo ancora una volta al minimo le spiegazioni e i dialoghi inutili: per ora ci piace parecchio, questo modo di fare… ma prima o poi, Jason, qualcosa di preciso dovrai dircelo!
Peculiare il cambio di disegnatore, che non è più Steve Dillon ma Pasqual Ferry; non mi lamento di certo (Ferry è di certo più adatto di Dillon per una storia del genere), e anzi mi piacerebbe continuasse a seguire lui il ciclo narrativo… staremo a vedere con il prossimo episodio “spaziale”.

venerdì 1 marzo 2013

HULK E I DIFENSORI 8



Seconda recensione del giorno, sempre incentrata sulle disavventure di chiunque sia (o abbia collegamenti) con gli Hulk!!!
Buona lettura dal vostro Mozzo di fiducia!

Ottavo numero per la testata più incazzata di sempre, che ci presenta l’inizio dell’arco narrativo Sempre arrabbiato! per il nostro Gigante Verde, le ultime due parti di Hulk Infestato con l’Hulk Rosso… e un nuovo capitolo dei nostri amici Difensori, Arma Immortale!.
Sempre arrabbiato! prende le mosse dall’esplosione della bomba gamma che ha ucciso Bruce Banner, separatosi da Hulk e diventato pazzo; se “il più forte che c’è” credeva però di poter vivere in pace, si sbagliava: le radiazioni hanno sviluppato nel suo corpo un nuovo Bruce Banner, sempre pazzoide e pericoloso, che prende il sopravvento quando Hulk raggiunge uno stato di calma! L’unica soluzione per fermare Banner è quindi quella di rimanere davvero sempre arrabbiato, cosa facile, se il Gigante di Giada si trova ad aiutare il Punitore, intenzionato a fermare un cartello della droga gestito dal misterioso Pit Bull (un cane diventato uomo, o un uomo diventato cane): si scoprirà che Banner stesso si è accordato in qualche modo con quest’ultimo, ma… prima che possa vederci chiaro, Hulk si risveglia ad Atlantide, con un bel buco in mezzo al petto! Che cosa sarà successo?
Dopo due cicli narrativi in cui la facevano da padrona le riflessioni introspettive, ecco una bella dose di pugni e schiaffoni al limite dell’assurdo: non aspettavo altro. I miei complimenti a Jason Aaron, è tutto ben gestito; c’è la giusta dose di ironia, di crudezza, di cinismo e di dialoghi: interessante è vedere Hulk, tutto tranne che un buon investigatore, dover seguire le mosse di Banner mentre ha il controllo del suo corpo. Davvero nulla da dire se non che Aaron continui così: menzione speciale va ai disegni di Steve Dillon, adattissimi alla storia… ma capaci di farmi venire l’orticaria quando ritraggono Hulk! Orribile!

martedì 15 gennaio 2013

HULK E I DIFENSORI 7

Un caloroso saluto a tutti i clandestini che bazzicano la nostra ammiraglia del fumetto!
Io sono il Mozzo e questo è il fumetto di cui volevo parlarvi quest'oggi... buona lettura e alla prossima recensione!!!
  
Possono due facce della stessa medaglia staccarsi l'una dall'altra definitivamente?
Può un ex-generale dell'esercito statunitense combattere uno spirito maligno e un gruppo di vampiri?
Può un uomo in cerca di vendetta scatenare una guerra tra due staterelli africani?
Scoprite la risposta nel nuovo numero di HULK E I DIFENSORI!!!

Numero zeppo di storie per il nostro “arrabbiatissimo” mensile, con ben 5 vicende da leggere e gustare. Partiamo con quelle dedicate al Gigante di Giada, l’Hulk classico, che termina il lungo arco narrativo di Hulk contro Banner e ne inizia uno tutto nuovo con Solo; si prosegue poi con altre due vicende, questa volta dedicate all’Hulk Rosso, ovvero le prime due parti di Hulk Infestato: si conclude l’albo come al solito con i nostri amici Difensori e con il loro nuovo episodio dal titolo Felini!.

Ma andiamo con ordine e iniziamo a parlare del nostro amatissimo Hulk verde pisello! La quarta parte di Hulk contro Banner inizia esattamente dov’era finita la precedente, ovvero con l’esplosione della bomba gamma del folle Banner; se l’agente segreto Amanda Von Doom e la sua squadra fuggono dall’isola in tempo per evitarla, Hulk e lo scienziato pazzo rimangono: quest’ultimo muore quindi consumato dalle potenti energie liberate, mentre il primo non subisce alcun danno (apparentemente…) al di là della perdita di qualsiasi pelo su tutto il corpo! Ecco quello che accade in questo ultimo episodio: Banner muore.
Purtroppo non ci sono molti altri colpi di scena veri e propri e anche sotto l’aspetto del ritmo non notiamo momenti di particolare tensione (oltre a quello in cui esplode la bomba); Jason Aaron sembra voler tralasciare le sequenze d’azione in favore di un’introspezione un po’ più marcata nei confronti del Gigante di Giada, ma ci riesce sì e no. Buoni comunque gli spunti narrativi che lascia un po’in ogni pagina: leggendo la storia si ha la nettissima sensazione che Amanda Von Doom, la sua squadra e il Dottor Destino compariranno ancora sulle nostre pagine… interessante anche l’ultima tavola, che mette in dubbio la convinzione che di Banner, nella mente di Hulk, non sia rimasto proprio nulla.
E questa convinzione diventa terreno fertile per il colpo di scena dell’episodio successivo, Solo; risolto il “problema Banner”, Hulk si ritrova finalmente libero di vivere la propria vita ma scopre che nonostante possa fare ciò che desidera non trova la pace anelata da tempo: quando incontrerà She-Hulk Rossa, desiderosa di risposte in merito alla morte dell’ex-coniuge, tra i due saranno botte da orbi… ma ci sarà anche spazio per la passione e per una sorta di “ritrovarsi” sentimentale tra i due.
Sembrerò schizofrenico, ma non posso non ribaltare il giudizio appena dato ad Aaron, in questo caso. Azione, passione, pugni sul muso, macchine che volano ovunque, dialoghi taglienti, tristezza, solitudine, supereroine muscolose e dalla pelle rossa che si strappano i vestiti… davvero tutto ben gestito!!! Divertente anche l’utilizzo di un personaggio come l’Occhio (imbranato supercattivo), che ci permette di distendere un po’ i nervi dallo scontro dei due Hullk. Ah, il colpo di scena finale, giusto! Non appena Hulk e She-Hulk Rossa terminano il proprio “incontro/scontro”, il nostro amico verde si addormenta… per poi risvegliarsi pochi istanti dopo trasformato nuovamente in essere umano!
Ultimo appunto per quanto riguarda i disegni. Molto buono questa volta Whilce Portacio, che non so che cosa abbia fatto di diverso rispetto ai capitoli precedenti di Hulk contro Banner ma in questo caso mi è piaciuto molto di più… e un grande applauso a Jefte Palo: i disegni di Solo, molto “cartooneschi”, sono semplicemente azzeccati e molto ben dettagliati!





Ma spostiamoci cromaticamente per andare a discutere delle prime due parti di Hulk Infestato e del nuovo arco narrativo di Rulk, ovvero l’Hulk Rosso. Il Gigante di Rubino ha questa volta a che fare con un’entità mistica che si è legata a lui durante un viaggio all’Inferno (descritto in un albo uscito… prima che io iniziassi a leggere le sue storie!) e per liberarsene chiede aiuto al Dottor Strange: si metterà quindi alla ricerca di una magica fonte capace di mondarlo, entrando in rotta di collisione con il gruppo di “vampiri buoni” conosciuti come i Perdonati (e cari ai lettori del mensile GLI INCREDIBILI X-MEN).
Il mio interesse per le storie legate alle arti occulte supera anche la genetica diffidenza verso Rulk: davvero complimenti a Jeff Parker, che ha confezionato due episodi scorrevoli, intriganti e ben gestiti.
E’ interessante vedere un Rulk quasi impotente davanti a qualcosa con cui non può interagire a livello fisico, costretto a entrare in un territorio in cui essere predatore si rivela estremamente difficile… speriamo che Parker porti avanti queste premesse con la stessa intensità vista in questi primi episodi!
Per finire un sonoro “Wooow” per i disegni di Carlo Pagulayan, che si dimostra capace di rendere tutta la folta schiera di creature soprannaturali come vampiri, spiriti e zombie in modo molto dettagliato, allo stesso modo dei diversi superumani che vengono presentati (Machine Man e le sue trasformazioni sono davvero degne di nota).



In chiusura adiamo a parlare dei Difensori, che ricordiamo essere Iron Fist, Dottor Strange, Namor, She-Hulk Rossa e Silver Surfer e che questa volta si ritrovano un po’ sacrificati in senso di spazio. Il gruppo dell’impossibile è a caccia del misterioso e sfuggente John Aman, reo di aver ucciso diversi compagni di Iron Fist e deciso a impedire loro di analizzare il cosiddetto “motore Concordance”, un marchingegno con poteri sovrannaturali; in questo numero il gruppo raggiunge il Wakanda, stato africano controllato dall’attuale Pantera Nera (T’challa) e dalla principessa Shuri (anche lei una Pantera Nera) che confina con quello in cui dimora Aman: quest’ultimo arriverà ad attaccarli sul sacro suolo wakandiano, mettendo in serio pericolo la vita di T’challa… in tutto questo anche la Gatta Nera (abilissima ladra) raggiunge l’Africa in cerca di un misterioso artefatto posseduto proprio da Aman.
Matt Fraction. Ciao, sono un tuo giovane lettore. Ti prego, lo so che ti diverti come non mai a sceneggiare i Difensori… ma ora datti una calmata, ok?! Perché quel che è riuscito a darmi più di ogni altra cosa questo nuovo capitolo… è il mal di testa! Non dico sia una brutta storia (è Matt Fraction, dai!), ma a ogni numero triplicano i misteri occulti, gli artefatti magici, le organizzazioni segrete e chi più ne ha più ne metta… davvero non so dove voglia andare a parare il buon vecchio Matt, ma sono così colmo di fiducia in lui che non vedo l’ora di scoprirlo!
Reparto tecnico: nulla da eccepire! Terry Dodson continua, a mio avviso, a portare avanti un ottimo lavoro per quanto riguarda i disegni, con personaggi sempre più espressivi e scene d’azione intricate, movimentate e caotiche (ma comunque definite).

martedì 8 gennaio 2013

AVX - VERSUS...

... o come imparerete anche voi a chiamarlo: MVI

Che dire cari amici, con questo post apriamo una nuova rotta del mare della china. Nel caso non lo sapeste ancora, i due membri dell’equipaggio, Il mozzo e Ismaele, non hanno mai nascosto le loro preferenze in ambito Marvel. Il mozzo è ciecamente schierato dalla parte dei Vendicatori, mentre Ismaele lo è, in maniera imbarazzante, dalla parte degli X-Men. Ora che è scoppiata la guerra tra i due gruppi e ora che la Marvel ha pubblicato AVX – Versus (fumetto che presenta di volta in volta 4 scontri tra Vendicatori e X-Men) vi proponiamo quanto segue:

MVI (il Mozzo Versus Ismaele)



ROUND 1 - IMPRESSIONI GENERALI

IL MOZZO: La prima cosa che mi ha lasciato enormemente soddisfatto è la copertina, niente di che, è vero... ma è disegnata da Adam Kubert, che è in assoluto uno dei miei autori preferiti! Parlando in generale, ho abbastanza gradito il volume e sono curioso di vedere come saranno gli altri... ma il punto è che sto parlando da "fan": è un albo rivolto ai fan del Marvel Universe, anche di vecchia data per certi aspetti, condito con tanto colore, tanta azione e tanta ignoranza. Come "critico" (che brutta parola!) non è che salvi poi molto;  fosse stato un progetto pensato in un altro modo avrebbero dovuto rivedere tutti gli scontri, che non sono gestiti al pieno delle loro possibilità e in alcun casi anche in modo un po’ ridicolo... ma tant'è. In definitiva, se lo si legge spegnendo l'area cerebrale relativa alla decenza può piacere. Ah, le didascalie con le curiosità. Eh, questa volta devo darti ragione, caro Ismaele: INSOPPORTABILI!

ISMAELE: Inizio queste righe facendo la seguente premessa… sarò critico! Un progetto come questo avrebbe dovuto essere sfruttato molto ma molto meglio, senza liquidare gli scontri con una decina di pagine, in alcuni casi anche molto ridicole. Per contro ho gradito molto l’atmosfera retrò e picchiaduro, con battute, sfottò, e spiegazioni di quello che uno sta realizzando nel bel mezzo della scazzottata. Se però vuoi realizzare una storia tutto cazzotti e poco altro, allora mi aspetto che si punti su delle belle tavole dinamiche, cosa che almeno in questo primo numero non si è riusciti a fare. Per quanto riguarda le didascalie…INSOPPORTABILI e per certi versi mi permetto di dire RIDICOLE.

ROUND 2 - IRON MAN VS MAGNETO
STORIA: Jason Aaron
DISEGNI:
Adam Kubert
COLORI:
Molly Hollowell

IL MOZZO: Un grosso BOH per Jason Aaron. Fico, per carità, perché vedere due personaggi di peso combattere l'uno contro l'altro è davvero gustoso... ma lo scontro non riserva particolari colpi di scena: è tutto gestito troppo in fretta e ammetto senza alcuna vergogna di non aver del tutto compreso gli stratagemmi tecnologici di Iron Man. Interessanti i dialoghi e le didascalie di pensiero dei due personaggi, credo in definitiva l'unico motivo per cui salvo lo scontro... oltre alla tamarria, che in 10, dico DIECI, pagine sorre davvero a fiumi! Se ti stai chiedendo se da fan sfegatato di Iron Man ho goduto nel vederlo direzionare il magnetismo di Giove l'ho fatto, ma anche nel vedere Magneto costruirsi una sorta di "armatura" con le macerie di Utopia! Come già detto prima, le matite di Kubert mi fanno impazzire: non c'è verso, potrebbe disegnare anche fiorellini sui fazzoletti di carta e io starei ore a guardarli. Ultimo appunto: mi è piaciuto il finale (ma ho dovuto rifletterci un po' su). Il fatto che anche un personaggio come Magneto sia schiacciato dalla grandezza della Fenice è qualcosa di davvero inquietante.

ISMAELE: Uffa, non posso essere d’accordo con quel venduto ai vendicatori del Mozzo! E invece è proprio così, per certi versi. Delle quattro storie presentate in questo volume, questa è quella che in assoluto mi è piaciuta di meno. Salvo la prima tavola e la seconda tavola; la prima fatta solo di didascalie in cui Magneto scopre che l’armatura di Ironman non è fatta di metallo e la seconda con Magneto che solleva una delle torri di Utopia e la scaglia contro Ironman. Da fan degli X-Men vi dico in tutta sincerità che non si può proprio vedere Magneto che si costruisce un’armatura con i detriti di Utopia: ma daiiiiiiiiii! Va bene l’atmosfera retrò, ma mannaggia, non si può davvero vedere!!! Da sorvolare tutta la parte centrale dello scontro. Interessante il finale, come sottolineato dal mio avversario. Attenzione alla frase di Magneto “chiamate mia figlia Wanda”… vedremo cosa succederà!

ROUND 3 – LA COSA CONTRO NAMOR
STORIA: Kathryn Immonen
MATITE:
Stuart Immonen
CHINE:
Wade Von Grawbadger
COLORI:
Jim Charalampidis

IL MOZZO: Oh, si. Sarà perché ho impiegato del tempo a farmi piacere La Cosa, sarà perché ho sempre avuto una particolare attrazione verso i supereroi legati all'acqua (devo ancora capire il motivo!), sarà quello che vuoi... ma questo è davvero un bello scontro: mi sono divertito, emozionato e appassionato. E brava Kathryn Immonen! Il valore dei dialoghi è un po' altalenante, e in alcuni punti li trovo troppo carichi; si potrebbe reputare interessante il fatto che abbia comunque voluto sottolineare i pensieri della Cosa mentre combattono in acqua, ma secondo me rallenta l’azione: il combattimento è gestito molto bene (anche grazie alle matite dell'altro Immonen, che trovo molto efficaci) e riempirle di dialoghi le stempera un po' secondo me. Lo sviluppo dello scontro mi piace parecchio e il risultato finale è abbastanza inaspettato (in acqua, Namor dovrebbe essere invincibile), ma COME la Cosa trionfa mi è sembrato un po' troppo raffazzonato: capisco che con quelle due enormi zanne non l'avrebbe mai infilzato... ma avrebbe potuto fare qualsiasi altra cosa! Ultimo appunto: tamarria e "realismo" sono ben gestiti, qui, e concorrono al fluire della storia. Vedere La Cosa frenare la caduta in acqua con un pezzo dell'Elivelivolo sotto i piedi come fosse una tavola da surf è semplicemente fantastico. (Ah, non dovrei dirtelo, ma speravo vincesse Namor!)
ISMAELE: Bello scontro carico di botte, dialoghi e ironia! Il fatto che i due anche in acqua continuino a parlare (Namor per davvero e la Cosa con i pensieri) mi è piaciuta molto e devo essere sincero, non l’ho trovata pesante, anzi. Vi segnalo alcune chicche: la prima è senza dubbio la tavola centrale quando Namor attacca La Cosa urlando “Imperius Rex” e La Cosa risponde con il suo grido di battaglia “E’ tempo di distruzione” che però sott’acqua esce fuori grosso modo così “Aarrrghhhhh”. La seconda chicca è quando Namor alla fine di un dialogo termina il suo baloon con “una proposta” e La Cosa gli dice che se ancora non lo avesse capito nessun membro dei Fantastici Quattro ha intenzione di sposarlo; elegante e ironica citazione agli anni in cui i F4 avevano Namor come nemico (e nelle quali chiese più volte a Sue Storm, la Donna Invisibile, di sposarlo). Altra citazione è quando sempre Ben Grim, sfruttando l’intervento del mostro marino nello scontro sottolinea come Namor abbia sempre fatto fatica a tenere il suo pesciolino a posto; anche questo ironico riferimento al ruolo di Namor nelle storie degli X-Men (macho, latin lover, e chi più ne ha più ne metta!). Chiudo confidandovi, che al contrario del Mozzo, sono contento abbia vinto La Cosa. Eh allora? Sono un grande estimatore dei Fantastici Quattro!

ROUND 4 - CAPITAN AMERICA CONTRO GAMBIT
STORIA/MATITE: Steve Mcniven
CHINE:
John Dell
COLORI:
Molly Hollowell

IL MOZZO: Credo il punto più basso di tutto il volume (e peccato, perchè Steve McNiven è sempre ottimo). Io capisco tante cose; capisco che Gambit non è un personaggio che possa rivaleggiare con molti Vendicatori, che è molto fico e per uno scontro uno contro uno è perfetto... ma con Cap?! Davvero?! Cioè credono veramente che vedere il capo di uno dei due schieramenti che liquida con facilità (si è solo rovinato il costume!) un membro minore della fazione opposta sia fico da vedere? Io ho trovato il tutto parecchio privo di senso... come se mettessimo a combattere, per dire, Ciclope e Squirrel Girl (la baby-sitter dei Nuovi Vendicatori)! Ma comunque l'hanno fatto, me lo sono dovuto leggere e un paio di cose positive le ho trovate: ovvero la gestione delle scene di azione e l'equilibrio con i dialoghi. Si vede che è una storia sceneggiata da un disegnatore; i dialoghi sono estremamente fluidi e rapidi, un po' come i colpi che si lanciano i due personaggi e nel complesso se si guarda soltanto il combattimento è una storia ben gestita. Nonostante vada pazzo per i combattimenti in cui c'è Cap (e Gambit sia uno degli X-Men che mi piacciono di più), non posso salvare questa tristezza cosmica di storia... soprattutto per il finale. Un pugno?! Vabbè che è Cap e che è più forte di un essere umano qualsiasi... ma sei un X-Men, dai!!!
Ultimo appunto: nessuno. Non trovo niente su cui fare un ultimo appunto, e questo la dice lunga.

ISMAELE: Ehi Mozzo, hai detto che Gambit è un personaggio minore? Hai detto che far rivaleggiare il capo di uno dei due schieramenti con Gambit suona un poco ridicolo? Hai veramente detto che far finire la scazzottata con un singolo pugno da parte di Cap suona vagamente ridicolo? Ti dò ragione.
Questa storia si salva solo per la parte dei disegni, davvero belle le scene di lotta: rapide, taglienti e incisive. Credo di non avere null’altro da dire, a parte sottolineare ancora una volta l’arroganza di Capitan America che non smette nemmeno di parlare al cellulare via auricolare con Tony Stark mentre combatte.

ROUND 5 - COLOSSO VS UOMO RAGNO
STORIA: Kieron Gillen
DISEGNI:
Salvador Larroca
COLORI:
Jim Charalampidis

IL MOZZO: Questo è quello che voglio da un fumetto del genere. Personaggi caratterizzati nel modo giusto, esplosioni, muscoli tesi, battute, Doombot, effetti sonori a tutta striscia o pagina... questa è l'anima del fumetto commerciale, secondo me, e questo è in assoluto lo scontro migliore dell'albo! A parte i disegni di Salvador Larroca che in questo caso sono semplicemente impeccabili, anche la gestione dello scontro di Kieron Gillen è ottima: i personaggi fanno quello che dovrebbero fare in perfetto accordo con le loro personalità, i dialoghi dell'Uomo Ragno (seppur lunghi) non stancano tanto sono brillanti e divertenti e anche Colosso ha una sua profondità psicologica. Pur essendo di poche parole, infatti, sa che volendo ucciderebbe il Ragnetto con una certa facilità ma non vuole perdere il controllo: gli ordini erano di trattenere la squadra dei Vendicatori che sarebbe arrivata a Latveria e lui li porta a termine in modo impeccabile (cosa che, poi, rende il finale non nettamente risolutivo molto più sensato di quello della prima o della seconda storia!). Veramente 10 pagine gestite in modo impeccabile... una goduria!
Ultimo appunto: la strizzata d'occhio ai fan di vecchia data, che hanno già visto un gran numero di volte lo scontro Supermuscolo/Spidey, è semplicemente geniale!!!

ISMAELE: Altro scontro molto bello. Forse ancora più bello del secondo! I due personaggi mi sono piaciuti proprio: taciturno e picchiatore Colosso, ciarliero e saltimbanco l’Uomo Ragno. Questo, unico scontro vinto dalla fazione X-Men, è gestito in maniera egregia sia dal disegnatore che dallo sceneggiatore. Dialoghi ottimi. Mi è piaciuto molto il fatto che l’Uomo Ragno sottolinei come la sua tattica contro il Fenomeno è ormai collaudata, ma ora il Fenomeno è Colosso e non è la stessa cosa: l’onda sonora prodotta dalle mani di Colosso che stordisce l’Uomo Ragno è geniale. Una storia semplicemente degna di nota.
Ecco come in poche pagine si può far respirare l’atmosfera di storie del passato, senza renderle ridicole, ma in qualche modo attualizzandole, mantenendo la caratterizzazione dei personaggi e rendendo la storia davvero gradevole. Un plauso! Anche due!

Ed ecco che si conclude la prima di queste “recensioni in tandem”, o per meglio dire “scontri cartacei”, tra il Mozzo e Ismaele (che sperano vivamente di non avervi annoiati ma anzi incuriositi e divertiti)! Per ora il risultato si attesta su un netto vantaggio (3-1) per gli Eroi più potenti della Terra, ma com’è ovvio i Figli dell’Atomo sono tutt’altro che privi di risorse: questo era il primo numero di AVX-Versus e nient’altro che una serie di battaglie all’interno di una guerra ben più ampia e appassionante.

Un saluto a tutti, e…

Al prossimo AVX-Versus!

i L   m O z Z o   E   i S m A e L e

venerdì 28 dicembre 2012

HULK & I DIFENSORI 1/6

Un caloroso (visto il freddo delle terre cuneesi) saluto a chiunque segue la nostra ammiraglia anche in questi giorni di festa; io sono il Mozzo e mi unisco alla schiera di "recensioni-regalo" con una in blocco dei primi sei numeri del mensile HULK & I DIFENSORI... spero possa piacervi!
Un saluto e un grande, grandissimo, augurio di buon fine 2012/inizio 2013!!!

Che cos'è che è grosso, muscoloso, irascibile, magico, misterioso e dai colori sgargianti???
Riiisposta esatta: Hulk & i Difensori!!!

HULK & I DIFENSORI nasce dopo la fine di Fear Itself e vede il Gigante di Giada prendersi a forza uno spazio personale nel Marvel Universe dopo anni di “convivenza” con Devil. Nel mensile possiamo seguire le gesta dell’Hulk “classico” (l’alter-ego verde, muscoloso e irascibile del dottor Bruce Banner), quelle dell’Hulk Rosso (alter-ego del generale Ross, ex-antagonista del primo e che io, non me ne vogliate, chiamerò Rulk perché mi gasa troppo) e quelle del supergruppo “mistico” del Marvel Universe, i Difensori.
I primi sei numeri del mensile si dividono, per il Gigante di Giada, in due cicli: Divisi! e Hulk contro Banner. Dopo Fear Itself, i due si ritrovano detentori di corpi e volontà completamente separate; se però Hulk ha deciso di vivere nel sottosuolo in solitudine, Banner si è nascosto in un’isola deserta sottoponendosi a una lunga serie di esperimenti genetici per “ricreare” il proprio alter-ego: è proprio per arginare questa sua pericolosa deriva che Hulk viene contattato da Amanda Von Doom, agente segreto esperto nel trattare con scienziati da incubo. Inizia così un epico scontro tra quelle che fino a poco tempo prima erano due facce della stessa medaglia, che termina con l’esplosione di una bomba-gamma costruita dal totalmente folle Bruce Banner. Entrambi i cicli sono gestiti da Jason Aaron, che si dimostra capace di dar vita a una trama lineare e progressiva, che si lascia leggere senza però “esplodere”; Aaron gestisce in modo coinvolgente le scene d’azione, ma importanti sono anche le riflessioni psicologiche di Hulk e Banner: il protagonista assoluto è proprio il Gigante di Giada, che scopriamo essersi separato (con l’aiuto del Dottor Destino) perché stanco della sua “umanità” intesa come debolezza e fragilità e comprendiamo che senza la sua parte irrazionale Banner no può che scivolare inesorabilmente nella follia. Semplicemente strabilianti i disegni di Marc Silvestri, che siano tavole o copertine, e interessanti quelli di WhilcePortacio… mentre le copertine di Leinil Francis You sono una vera e propria perla!

Per quanto riguarda le storie di Rulk, troviamo in questi primi sei numeri tre diversi cicli di storie: Hulkd’arabia, Cielo Rosso al mattino e (in due parti) L’incidente/L’obiettivo.
Il primo vede Rulk in Medio Oriente impegnato a indagare su una serie di armi di origine aliena; dopo aver affrontato i Vendicatori Segreti e aver accettato l’aiuto di Machine Man (uno degli androidi più potenti del Marvel Universe), il Gigante di Rubino scoprirà la nazione di Sharzad, governata dal pericoloso Sultano Magus: risultato vincitore di un lungo scontro, Rulk dovrà lasciarlo andare seguendo le leggi diplomatiche internazionali. Con Cielo Rosso al mattino andiamo a focalizzarci sulla trama centrale delle vicende che riguardano Rulk e il suo principale antagonista, l’essere sintetico Zero/Uno (intenzionato a dominare il mondo con un esercito di creature tecnologiche); rintracciata la sua barca-laboratorio, Rulk, Machine Man e She-Hulk Rossa (ovvero Betty Ross, proprio figlia dell’ex-generale) si scontrano con il sintetico avversario, alcune sue creature e il supercriminale Nebbia Nera senza però rimediare una vittoria definitiva. L’incidente/L’obiettivo, infine, sono le prime due parti di un ciclo di storie che vede Rulk e Machine Man fare la conoscenza degli Eterni (superumani quasi divini che abitano il pianeta dall’alba dei tempi); questi, stanchi di essere messi da parte nel Marvel Universe, inizieranno a manovrarlo secondo i propri fini… trovando in Rulk un inaspettato avversario.
Il personaggio di Hulk Rosso, sia in queste avventure che lo vedono come protagonista che in quelle dei Vendicatori (di cui è membro da un paio di incarnazioni), non mi fanno impazzire affatto… come qualcuno mi ha fatto notare, “un Hulk Rosso non si può proprio vedere”; Hulkd’arabia (a parte il titolo indecente) e Cielo Rosso al mattino hanno comunque buone sequenze d’azione e dialoghi brillanti… ma sembrano non decollare! Buoni però i disegni di Patch Zircher ed Elena Casagrande.

Ma eccoci finalmente alla vera e propria chicca del mensile: i Difensori! In questa sua ultima incarnazione, il supergruppo si riunisce per contrastare l’Hulk Nero, ovvero lo spirito asgardiano di Null il Distruttore di Mondi; Iron Fist, il Dottor Strange, Silver Surfer, Namor e She-Hulk Rossa entrano così in contatto con gli artefatti mistici conosciuti come “motori Concordance”, con il “Confederato dell’Impossibile” (una sorta di proto-supergruppo che richiama per certi versi la Lega degli Straordinari Gentlemen di mooriana memoria) e con John Aman (misterioso e potente personaggio in circolazione dalla Prima Guerra Mondiale). Le trame del “supergruppo dell’impossibile”, scritte da un Matt Fraction che come si diverte qui non l’ho mai visto fare, sono intricate, brillanti e sorprendenti, portate avanti come fossero puntate di una serie tv; punto di forza è la caratterizzazione dei personaggi, ben costruiti e ritratti sia con dialoghi scorrevoli e astuti che con didascalie di pensiero ( che grazie a una differenziazione cromatica facilmente riconoscibile si leggono che è un piacere!). I disegni di Victor Ibanez e Terry Dodson (numeri 1, 2, 3 e 6) sono molto interessanti e in tema con lo stile scoppiettante della narrazione, mentre ho trovato quelli di Michael Lark e Mitch Breitweiser (numeri 4 e 5) un po’troppo sporchi… ma comunque di ottimo livello.

Mi resta da dire soltanto una cosa, a recensione finita: date sinceramente una possibilità a questo mensile, perché… “HULK (& I DIFENSORI) SPACCA”!!!

lunedì 17 dicembre 2012

AVX 2 - Round 3 e Round 4

Come vi avevo detto l'altra volta che si è parlato di questa storia dello scontro tra Vendicatori e X-Men, il capitano Achab, capitano della nave su cui mi trovo e su cui presto servizio, si era lanciato all'inseguimento di Hope Summers...
Vi avevo anche detto che non pensavo fosse una cosa particolarmente furba? Vi avevo anche detto che credevo sarebbe finita male?
Ecco, forse il fatto che in questo momento siamo nel porto di questa isoletta e stiamo riparando due enormi falle nello scafo, stiamo rattoppando le vele che sono state polverizzate, stiamo cercando di tirare sù l'albero maestro letteralemtne divelto dalla forza di Hope; vi può dare un'idea di come è andata la nostra caccia.
Odio dire "Ve l'avevo detto".


 AVX 2
Soggetto: Jason Aaron,  Brian Michael Bendis, Ed Brubaker, Jonathan Hickman, Matt Fraction
Sceneggiatura “Round 3”: Ed Brubaker
Sceneggiatura “Round 4”: Jonathan Hickman
Matite: John Romita Jr
Chine: Scott Hanna
Colori: Laura Martin
Lettering: Sonia Zucchini

Secondo numero della saga che vede contrapposti Vendicatori e X-men. Al centro di tutta la vicenda ci sono Hope Summers (X-Men) e la Fenice, forza cosmica che si sta dirigendo verso la terra, sembra, per trovare proprio Hope. Intorno a questa vicenda centrale ruotano due diverse visioni del futuro. I Vendicatori vedono tutto questo come la fine del mondo, mentre per gli X-Men tutto questo rappresenta invece la rinascita del genere mutante.
La vicenda inizia con gli X-Men che sono prigionieri (?) di Capitan America. La battaglia sulla spiaggia di Utopia, del numero 1, scopriamo qui che è terminata con la resa (?) degli X-Men. Troviamo qui Capitan America e Ironman che discutono proprio di quanto ci si possa fidare di questa resa e di cosa fare di Ciclope e compagni. Ironman pone a Capitan America interrogativi molto interessanti, e Capitan America continua ad ostentare la sicurezza di chi si crede nel giusto, sempre (un poco fastidioso a volte). Ecco, che infatti, gli X-Men, con un trucco di Magik, fuggono e si organizzano. Intanto Hope, fuggita da Utopia, prende le sue contromisure per evitare di venire individuata. Vendicatori e X-Men ricevono entrambi (più o meno apertamente) l’aiuto di Rachel e di Cerebra (in grado di individuare i mutanti ovunque sulla terra). L’energia residua di Hope è segnalata contemporaneamente in cinque posti diversi. Vendicatori e X-Men iniziano così scontri lampo e simil guerriglia. Intanto la squadra di Cap, partita con Wolverine (figura che si muove un poco per conto suo – come ha sempre fatto) viene scaricato (letteralmente) da Cap perché i due non la pensano allo stesso modo su Hope. Wolverine che ha giù vissuto una volta la venuta di una Fenice, vuole ucciderla, Cap vuole rinchiuderla da qualche parte per non farla trovare. Di nuovo, mi pare di poter dire, che Cap dimostra un atteggiamento un poco ottuso: non la pensi come me…allora ti picchio.
 In questo delirio, è proprio Hope che trova Logan (Wolverine) nel deserto di ghiaccio dell’Antartide e gli chiede aiuto…il suo piano, andare sulla Luna e incontrare lì la Fenice. Hope è davvero convinta di poter controllare quella forza cosmica. Wolverine però, ancora una volta sorprendentemente, si dimostra battitore libero. Avvisa i Vendicatori del piano di Hope. La comunicazione è intercettata da Emma Frost, potente telepate degli X-Men. Tutti si ritrovano quindi sulla superfice lunare, e mentre sta per scatenarsi la ripetizione di quanto visto sulla spiaggia di Utopia nel numero 1, ecco che dallo spazio precipita un Thor fatto a pezzi dalla Fenice, che lo segue a ruota. La Fenice è arrivata. E ora?
La storia scorre da sola, pagina dopo pagina. Interessanti i colpi di scena. Mentre Cap si dimostra sempre più intransigente, ma partecipa attivamente alla ricerca di Hope, Ciclope vive la vicenda in clandestinità e dirige le operazioni, controllando ogni mossa. Ennesima sottolineatura di due mentalità differenti. Strategica in questo secondo la figura di Wolverine, e credo (faccio il mio pronostico personale) lo sarà ancora in futuro per questa saga.



Come già detto per il numero 01, non mi sono proprio piaciuti i disegni di Romita Jr. (vedi sopra)  Che vi devo dire. Non mi piace come disegna. Sembra che avesse una fretta incredibile di disegnare e si sia dimenticato delle proporzioni dei personaggi (vedi il Wolverine che corre in basso a destra nella seconda pagina). Trovo che gli scontri siano disegnati senza la dinamicità che uno si aspetterebbe.
Buona la storia, meno i disegni. Credo che nel prossimo numero ne vedremo delle belle.

i S m A e L e

mercoledì 21 novembre 2012

AVX 1 - Round 1 e Round 2

AVX1
Soggetto: Jason Aaron, Brian Michael Bendis, Ed Brubaker, Jonathan Hickman, Matt Fraction
Sceneggiatura “Round 1”: Brian Michael Bendis
Sceneggiatura “Round 2”: Jason Aaron
Disegni: John Romita Jr.
Chine: Scott Hanna
Colori: Laura Martin

Copertina del numero 01 (io sto con gli X-Men)
Quel giorno l’ammiraglia fumetto navigava placida sospinta da una brezza leggera leggera ed io ero a prua, seduto sul parapetto che guardavo il mare. Le gambe a penzoloni e gli spruzzi del mare a bagnarmi la faccia. Stavamo navigando lungo la linea della costa occidentale dell’america del nord. In lontananza il porto di San Francisco e l’isola in cui si sono rifugiati da un po’ di tempo gli ultimi mutanti, Utopia. Tutti stretti attorno a Ciclope.
E qui inizia la nostra storia. Nostra nel senso che la condividiamo come lettori. Nostra nel senso che la condividiamo come appassionati. Nostra nella misura in cui può esserlo uno scontro tra Avengers e X-Men.
Allora, vi dico subito, onde evitare incomprensioni che io, in questo scontro, tifo per gli X-Men (a pelle mi piacciono di più, quando mi sono avvicinato al mondo del fumetto l’ho fatto con una testata X – era X-Force di Cable, Domino, Cannonball, Bum Bum, Stryfe, etc.). Bene ora sapete da che parte sto.
Ma torniamo alla storia.
La nostra ammiraglia “Fumetto” era lì (anche se Romita Jr. non la disegna in nessuna tavola, voi credeteci…noi c’eravamo) quando sulla spiaggia di Utopia, Hope, esasperata dalla pressione di Ciclope, tira fuori la sua natura più nascosta e pericolosa. La Fenice. Proprio questo evento è la causa scatenante di tutto quello che seguirà. Eravamo lì, quando i Vendicatori si presentano a Utopia (con atteggiamento da sbruffoni – ve l’ho già detto per chi faccio il tifo, vero?). Eravamo lì quando Ciclope ha deciso di dire un cortese no a Capitan America, quando quest’ultimo chiede di prendere in custodia Hope. Eravamo lì quando il cortese no di Ciclope ha dato il là all’inizio della sinfonia di cazzotti, mascelle rotte, lampi e botte tremende. Insomma noi c’eravamo. Abbiamo visto sfrecciare Hope semi-infuocata, è passata a pochi metri dalla nostra imbarcazione, nella baia di San Francisco. Che spettacolo.
Copertina del numero 01 (io sto con gli Avengers)
Ottimo il soggetto della prima storia “Round 1”. Bello lo scontro verbale tra Ciclope e Capitan America. Personaggio più interessante: senza ombra di dubbio Ciclope. Leggendo la storia, a tratti credo sia andato completamente fuori di testa, a tratti ne capisco le motivazioni, e allora penso di essere andato anche io fuori di testa, altre volte penso abbia completamente ragione nel cercare in tutti i modi di difendere i pochi mutanti rimasti cercando di garantire loro un futuro. Credo abbia ragione quando chiede a Capitan America “Ma dove eravate voi Avengers quando qui noi ce la passavamo male?”. Insomma un bel personaggio , un bel soggetto.
Il soggetto della seconda storia “Round 2” non è un granchè, d'altronde parliamo di una super scazzotata.
Nota negativa, nella storia “Round 2”: ho trovato odiose le didascalie. Ridicole a dir poco. Ve ne propongo alcuni esempi (fatemi avere dei vostri comment in merito, perché vorrei conoscere la vostra opinione):
  • Capitan America ha scagliato il suo scudo contro la testa di Ciclope che con il suo raggio sta faceno una mattanza di Vendicatori. Didascalia che accompagna il disegno: Scudo indistruttibile contro cranio mutante. La prima commozione cerebrale della giornata. Commenti?
  • Emma Frost attacca Iron Man. Didascalia: diamante organico contro armatura da milioni di dollari. Il pugno più costoso della storia. Altri commenti?
Veniamo infine alla parte dei disegni: John Romita Jr, non mi è piaciuto.  Molte tavole erano inespressive. Volti senza espressione. Mi aspettavo qualcosa di più. Per l’inizio della battaglia tra Avengers e X-Men mi sarei aspettato tavoloni e doppia pagina, carichi di movimento e inquadrature epiche, e non ho trovato nulla di tutto questo. Vedremo.

Comunque ora il capitano Achab, ammiraglio della nave “Fumetto” si è lanciato all’inseguimento di Hope / Fenice. Il vostro Ismaele vi terrà aggiornati. Il capitano sta affilando l’arpione…ha detto la vuole catturare…secondo me finirà male.

i S m A e L e

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