Visualizzazione post con etichetta SALVADOR LARROCA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SALVADOR LARROCA. Mostra tutti i post

mercoledì 16 ottobre 2013

GLI INCREDIBILI X-MEN 01

Buon giorno a tutti voi chinauiti!
Come ve la passate in queste settimane di inizio ottobre?
Che programmi avete per le prossime settimane che ci separano da Lucca Comics 2013?
Se posso permettermi, da membro della ciurma della nave ammiraglia Fumetto, che naviga in lungo ed in largo il grande mare della china, mi permetto di segnalarmi un bel fumetto da leggere. 
Quale?
Non ve l''ho ancora detto?
Vi vorrei segnalare...


...GLI INCREDIBILI X-MEN 01
“La nuova rivoluzione”
STORIA: Brian Michael Bendis, Dennis Hopeless
MATITE E COLORI: Chris Bachalo, Salvador Larroca, Frank D’’Armata

Allora…da dove cominicare?
Inizio da una considerazione del tutto personale su Brian Michael Bendis: davvero un grande autore di fumetti! La sua gestione degli X-Men finora mi sta piacendo davvero moltissimo! Come per l’altra testata che sto seguendo, I nuovissimi X-Men, anche qui, Bendis è riuscito a sorprendermi non poco. Scopriamo in questo primo numero che il risentimento di Magneto nei confronti di Ciclope (che ci è già stato mostrato sull’altra testata mutante a cui facevo riferimento prima), è più profondo di quanto ci era stato fatto intendere. 


La storia in sostanza? Magneto stringe un patto con lo Shield, consegnerà loro Scott, a patto che costoro non lo uccidano; ne farebbero solo un martire. Già oggi il sentimento popolare è schierato dalla parte di Ciclope. Magneto mostra allo shield una mappa in cui viene indicata la presenza di tutti i mutanti che si stanno manifestando dopo l’avvento e la dipartita della Fenice. Sottolinea di non porre tanto l’attenzione sul loro numero, quanto piuttosto sul loro livello di potere. Imbecca lo Shield informandoli che Scott Summers non è più in grado di controllare i propri poteri. Suggerisce dunque allo Shield la strategia da perseguire: dovranno cercare di dimostrare al mondo chi è davvero diventato Scott Summers, un semplice assassino e far si, così, che si autodistrugga da solo. Questo l’inizio della storia nella sua prima parte, in cui mi preme sottolineare ancora una cosa: nuovi costumi per la squadra di Scott. Costumi che non mi hanno fatto impazzire più di tanto, nella loro muova concezione.
 

Con la seconda parte della storia Bendis e Bachalo iniziano a presentarci la nuova famiglia che Ciclope sta costruendo attorno alla sua figura, nuove e vecchie conoscenze che muovono attorno al loro leader. Iniziamo con Emma Frost, ex amante di Ciclope. Ci viene presentata in una riflessione molto personale ed intima, in cui Emma, sottolinea quanto silenzio la circondi ora, che la Fenice si è portata via i suoi poteri da telepate. Non poter più sentire i pensieri altrui quasi la terrorizza. Questo primo momento è seguito da un duetto con lo stesso Scott: intenso ed a modo suo profondo. Emma rimarrà come insegnante per le nuove leve che il gruppo sta reclutando. La figura di spicco che viene evidenziata dagli autori è Illyana, alias Magik, l’unica che sembra aver scoperto nuovi poteri dopo gli eventi AVX. Un personaggio decisamente da scoprire: molto, molto enigmatica! Nella riunione generale che ne segue vengono presentati i nuovi giovani mutanti: c’è chi pensa alla propria famiglia d’origine, chi no; chi è spaventato e chi invece, desideroso di passare all’azione, c’è chi si presenta come decisamente sveglio e chi invece sembra essere più ingenuo; c’è chi è convinto che la “normalità” non esiste, ed è solo un concetto astratto e relativo, c’è chi è grato a Scott e compagni e chi meno; c’è chi crede nella nuova rivoluzione mutante e chi invece la tradisce…
Alla partenza del gruppo per l’Australia, Magneto si defila e comunica la posizione di Ciclope allo Shield, il quale invia i Vendicatori…
Che inizio gente, che inizio! Due storie davvero coinvolgenti!
 
 
Vi parlo poi del gruppo comprimario degli X-Men che si trova sulle pagine di questo fumetto con una loro storia: X-Force. Ve ne parlo perché ci sono affezzionato, in quanto è stata la mia prima testata mutante. Ve ne parlo perché Nathan Summers, alias Cable è tornato a comandarlo, e sono davvero affezionato a questo personaggio. Ve ne parlo perché ne viene fuori il carattere decisamente duro di Cable e paterno allo stesso tempo. Paterno nei confronti di Hope. Ve ne parlo perché Cable non sembra stare benissimo. Ve ne parlo perché i disegni di Larroca ed i colori di D’Armata sono m e r a v i g l i o s i ! ! !


Questo numero è davvero di qualità, per contenuti e parte grafica! Da leggere assolutamente!

Al prossimo fumetto!

iSmAeLe

venerdì 15 marzo 2013

IRON MAN E GLI AVENGERS 60



Un saluto a voi, clandestini e vecchi lupi del mare della China: io sono il Mozzo, e con il portafoglio che piange perchè il fumetto di cui voglio parlarvi oggi è diventato quindicinale, vi auguro una buona lettura!

Con il primo numero quindicinale del mensile, la Casa delle Idee ci propone quattro nuove storie; le prime due parti de Il Futuro, nuovo ciclo narrativo dedicato allo scontro Iron Man/Mandarino e l’episodio tre e quattro di Esame Finale, con il sempre mirabolante gruppo dell’Accademia Vendicatori.
Inizia con un salto temporale di 6 mesi, Il Futuro di Tony Stark, Iron Man e della Resilient; il primo è rinchiuso in uno dei campi di lavoro del Mandarino, impegnato a costruire assieme all’ormai demente Ezekiel Stane i suoi TitanoMech (macchine gigantesche e futuristiche), mentre il secondo è ancora impersonato da Rhodey Rodhes, ex-pilota dell’armatura War Machine che tutti credono morto: la Resilient, infine, procede con la sua “democratizzazione della supertecnologia” e presente al mondo lo SWARM, una sorta di nube di processori atomici targati Stark, che intende mettere a disposizione di tutti.
E mentre Iron Man e Rescue (ovvero Pepper Potts, ex-segretaria di Tony) si battono contro i supercattivi gestiti dal Mandarino e i Detroit Steele Corps delle Hammer Industries, Tony libera Ezekiel Stane dal controllo mentale del Mandarino stesso… preparandosi con lui a reagire al suo strapotere.
Matt Fraction prosegue con quello che si sta rivelando uno dei cicli narrativi in assoluto più intricati e complessi dell’Uomo di Ferro da qualche anno a questa parte, mostrandoci quelle che sembrano davvero essere le fasi finali dello scontro tra Tony e il suo arcinemico, il Mandarino; è davvero gustoso vedere il nostro beniamino in una condizione di assoluta inferiorità (che comunque non gli fa perdere la voglia di riscattarsi e, infine, prevalere), come lo è seguire le mosse della Resilient senza il proprio fondatore o quelle delle Hammer Industries alle prese con il collasso dei propri legami con l’esercito americano: ho come l’impressione che saranno proprio Justin e Sasha Hammer a rimetterci principalmente, alla fine della storia.

sabato 2 marzo 2013

IRON MAN E GLI AVENGERS 59



Buongiorno a tutti, cari naviganti del Mare della China!
Io sono il Mozzo, e come sempre vi propongo una nuova recensione supereroistica... non sentite il suo di "raggi repulsori", in lontananza???
Boh, sarò io.


Un numero davvero ricco, questo cinquantanovesimo, che ci presenta la quarta e la quinta parte de La lunga discesa (lo scontro tra Iron Man e il Mandarino), le prime due di Esame finale per l’Accademia Vendicatori e la quinta e ultima parte di IRON MAN: La Fine.
I nuovi capitoli de La lunga discesa continuano a mostrarci parallelamente le vicissitudini dei vari personaggi; vediamo quindi Ezekiel Stane che si “scontra” con il Mandarino prendendole di santa, Doug Johnson che entra alle HAMMER Industries con Sasha Hammer come ostaggio, i membri della Stark Resilient che si riprendono dopo l’attacco di Spymaster e Tony Stark che abbandona la guida dell’azienda soltanto per poi venire attaccato dai nuovi Distruttore e Chemistro: a salvarlo interverranno Pepper Potts/Rescue e, ovviamente, il “nuovo Iron Man”/Rhodey Rodhes. Nel finale, vediamo Sasha Hammer chiudere i conti con Johnson facendogli perdere ben più che il controllo dell’armatura Detroit Steele, ma alziamo anche il velo su un elemento narrativo davvero sconcertante: il Mandarino ha il controllo della mente di Tony fin da quando ha cercato di cancellarsi la memoria… ovvero da almeno due anni (narrativi)!
Eh sì, la battaglia (fino a ora indiretta) tra Iron Man e il Mandarino si sta rivelando sempre più intricata… e, diciamocelo, le prospettive che il primo ha di sconfiggere il secondo sono purtroppo molto basse.

sabato 26 gennaio 2013

IRON MAN E GLI AVENGERS 58

Un saluto più che cordiale dal vostro Mozzo preferito! Siete anche voi, proprio come noi sul ponte dell'ammiraglia Fumetto, tutti intirizziti e coperti di neve?
Se sì, fortunatamente il nuovo sole di una luccicante recensione targata Marvel è arrivato a scaldarvi!
Fuoco alle polveri!!!

Il potere è il motore più forte di tutti. Il potere di cambiare il mondo, di creare, di distruggere... e il potere di editare malissimo un albo!
A voi IRON MAN E GLI AVENGERS 58.

Ed eccoci nuovamente a commentare le gesta del nostro Uomo di Ferro preferito, in un numero che purtroppo ci presenta soltanto 4 storie; la prima, dedicata ad Iron Man, contiene la terza parte de La lunga discesa, la seconda e la terza (intitolate Quello che vuole il cuore) sono invece incentrate sull’Accademia Vendicatori e il maxi-evento AvX-Avengers VS X-Men: in appendice troviamo poi la quarta parte di Iron Man: la Fine (che come sapete non seguo con particolare attenzione).

Ma basta indugi e buttiamoci nell’analisi del nuovo episodio de La lunga discesa… che avrà per la prima volta in toni poco lusinghieri. Andiamo con ordine; dopo aver ufficialmente rinunciato al ruolo di Iron Man, Tony Stark si sta muovendo per contrastare i malvagi piani del Mandarino utilizzando il suo migliore amico Rhodey Rhodes (che il mondo crede deceduto), dotandolo di un’armatura del tutto nuova e potente e incaricandolo di fermare l’ennesimo supercriminale potenziato, Firepower; intanto Spymaster, rivelata la propria copertura, aggredisce Bethany Cabe e il resto del direttivo della Stark Resilient: a Mandarin City, infine, il Mandarino ordina a due superpotenziati Distruttore e Chemistro di eliminare Tony Stark privo di mezzi di difesa… ma viene interrotto da un Zeke Stane pronto alla pugna.

martedì 8 gennaio 2013

AVX - VERSUS...

... o come imparerete anche voi a chiamarlo: MVI

Che dire cari amici, con questo post apriamo una nuova rotta del mare della china. Nel caso non lo sapeste ancora, i due membri dell’equipaggio, Il mozzo e Ismaele, non hanno mai nascosto le loro preferenze in ambito Marvel. Il mozzo è ciecamente schierato dalla parte dei Vendicatori, mentre Ismaele lo è, in maniera imbarazzante, dalla parte degli X-Men. Ora che è scoppiata la guerra tra i due gruppi e ora che la Marvel ha pubblicato AVX – Versus (fumetto che presenta di volta in volta 4 scontri tra Vendicatori e X-Men) vi proponiamo quanto segue:

MVI (il Mozzo Versus Ismaele)



ROUND 1 - IMPRESSIONI GENERALI

IL MOZZO: La prima cosa che mi ha lasciato enormemente soddisfatto è la copertina, niente di che, è vero... ma è disegnata da Adam Kubert, che è in assoluto uno dei miei autori preferiti! Parlando in generale, ho abbastanza gradito il volume e sono curioso di vedere come saranno gli altri... ma il punto è che sto parlando da "fan": è un albo rivolto ai fan del Marvel Universe, anche di vecchia data per certi aspetti, condito con tanto colore, tanta azione e tanta ignoranza. Come "critico" (che brutta parola!) non è che salvi poi molto;  fosse stato un progetto pensato in un altro modo avrebbero dovuto rivedere tutti gli scontri, che non sono gestiti al pieno delle loro possibilità e in alcun casi anche in modo un po’ ridicolo... ma tant'è. In definitiva, se lo si legge spegnendo l'area cerebrale relativa alla decenza può piacere. Ah, le didascalie con le curiosità. Eh, questa volta devo darti ragione, caro Ismaele: INSOPPORTABILI!

ISMAELE: Inizio queste righe facendo la seguente premessa… sarò critico! Un progetto come questo avrebbe dovuto essere sfruttato molto ma molto meglio, senza liquidare gli scontri con una decina di pagine, in alcuni casi anche molto ridicole. Per contro ho gradito molto l’atmosfera retrò e picchiaduro, con battute, sfottò, e spiegazioni di quello che uno sta realizzando nel bel mezzo della scazzottata. Se però vuoi realizzare una storia tutto cazzotti e poco altro, allora mi aspetto che si punti su delle belle tavole dinamiche, cosa che almeno in questo primo numero non si è riusciti a fare. Per quanto riguarda le didascalie…INSOPPORTABILI e per certi versi mi permetto di dire RIDICOLE.

ROUND 2 - IRON MAN VS MAGNETO
STORIA: Jason Aaron
DISEGNI:
Adam Kubert
COLORI:
Molly Hollowell

IL MOZZO: Un grosso BOH per Jason Aaron. Fico, per carità, perché vedere due personaggi di peso combattere l'uno contro l'altro è davvero gustoso... ma lo scontro non riserva particolari colpi di scena: è tutto gestito troppo in fretta e ammetto senza alcuna vergogna di non aver del tutto compreso gli stratagemmi tecnologici di Iron Man. Interessanti i dialoghi e le didascalie di pensiero dei due personaggi, credo in definitiva l'unico motivo per cui salvo lo scontro... oltre alla tamarria, che in 10, dico DIECI, pagine sorre davvero a fiumi! Se ti stai chiedendo se da fan sfegatato di Iron Man ho goduto nel vederlo direzionare il magnetismo di Giove l'ho fatto, ma anche nel vedere Magneto costruirsi una sorta di "armatura" con le macerie di Utopia! Come già detto prima, le matite di Kubert mi fanno impazzire: non c'è verso, potrebbe disegnare anche fiorellini sui fazzoletti di carta e io starei ore a guardarli. Ultimo appunto: mi è piaciuto il finale (ma ho dovuto rifletterci un po' su). Il fatto che anche un personaggio come Magneto sia schiacciato dalla grandezza della Fenice è qualcosa di davvero inquietante.

ISMAELE: Uffa, non posso essere d’accordo con quel venduto ai vendicatori del Mozzo! E invece è proprio così, per certi versi. Delle quattro storie presentate in questo volume, questa è quella che in assoluto mi è piaciuta di meno. Salvo la prima tavola e la seconda tavola; la prima fatta solo di didascalie in cui Magneto scopre che l’armatura di Ironman non è fatta di metallo e la seconda con Magneto che solleva una delle torri di Utopia e la scaglia contro Ironman. Da fan degli X-Men vi dico in tutta sincerità che non si può proprio vedere Magneto che si costruisce un’armatura con i detriti di Utopia: ma daiiiiiiiiii! Va bene l’atmosfera retrò, ma mannaggia, non si può davvero vedere!!! Da sorvolare tutta la parte centrale dello scontro. Interessante il finale, come sottolineato dal mio avversario. Attenzione alla frase di Magneto “chiamate mia figlia Wanda”… vedremo cosa succederà!

ROUND 3 – LA COSA CONTRO NAMOR
STORIA: Kathryn Immonen
MATITE:
Stuart Immonen
CHINE:
Wade Von Grawbadger
COLORI:
Jim Charalampidis

IL MOZZO: Oh, si. Sarà perché ho impiegato del tempo a farmi piacere La Cosa, sarà perché ho sempre avuto una particolare attrazione verso i supereroi legati all'acqua (devo ancora capire il motivo!), sarà quello che vuoi... ma questo è davvero un bello scontro: mi sono divertito, emozionato e appassionato. E brava Kathryn Immonen! Il valore dei dialoghi è un po' altalenante, e in alcuni punti li trovo troppo carichi; si potrebbe reputare interessante il fatto che abbia comunque voluto sottolineare i pensieri della Cosa mentre combattono in acqua, ma secondo me rallenta l’azione: il combattimento è gestito molto bene (anche grazie alle matite dell'altro Immonen, che trovo molto efficaci) e riempirle di dialoghi le stempera un po' secondo me. Lo sviluppo dello scontro mi piace parecchio e il risultato finale è abbastanza inaspettato (in acqua, Namor dovrebbe essere invincibile), ma COME la Cosa trionfa mi è sembrato un po' troppo raffazzonato: capisco che con quelle due enormi zanne non l'avrebbe mai infilzato... ma avrebbe potuto fare qualsiasi altra cosa! Ultimo appunto: tamarria e "realismo" sono ben gestiti, qui, e concorrono al fluire della storia. Vedere La Cosa frenare la caduta in acqua con un pezzo dell'Elivelivolo sotto i piedi come fosse una tavola da surf è semplicemente fantastico. (Ah, non dovrei dirtelo, ma speravo vincesse Namor!)
ISMAELE: Bello scontro carico di botte, dialoghi e ironia! Il fatto che i due anche in acqua continuino a parlare (Namor per davvero e la Cosa con i pensieri) mi è piaciuta molto e devo essere sincero, non l’ho trovata pesante, anzi. Vi segnalo alcune chicche: la prima è senza dubbio la tavola centrale quando Namor attacca La Cosa urlando “Imperius Rex” e La Cosa risponde con il suo grido di battaglia “E’ tempo di distruzione” che però sott’acqua esce fuori grosso modo così “Aarrrghhhhh”. La seconda chicca è quando Namor alla fine di un dialogo termina il suo baloon con “una proposta” e La Cosa gli dice che se ancora non lo avesse capito nessun membro dei Fantastici Quattro ha intenzione di sposarlo; elegante e ironica citazione agli anni in cui i F4 avevano Namor come nemico (e nelle quali chiese più volte a Sue Storm, la Donna Invisibile, di sposarlo). Altra citazione è quando sempre Ben Grim, sfruttando l’intervento del mostro marino nello scontro sottolinea come Namor abbia sempre fatto fatica a tenere il suo pesciolino a posto; anche questo ironico riferimento al ruolo di Namor nelle storie degli X-Men (macho, latin lover, e chi più ne ha più ne metta!). Chiudo confidandovi, che al contrario del Mozzo, sono contento abbia vinto La Cosa. Eh allora? Sono un grande estimatore dei Fantastici Quattro!

ROUND 4 - CAPITAN AMERICA CONTRO GAMBIT
STORIA/MATITE: Steve Mcniven
CHINE:
John Dell
COLORI:
Molly Hollowell

IL MOZZO: Credo il punto più basso di tutto il volume (e peccato, perchè Steve McNiven è sempre ottimo). Io capisco tante cose; capisco che Gambit non è un personaggio che possa rivaleggiare con molti Vendicatori, che è molto fico e per uno scontro uno contro uno è perfetto... ma con Cap?! Davvero?! Cioè credono veramente che vedere il capo di uno dei due schieramenti che liquida con facilità (si è solo rovinato il costume!) un membro minore della fazione opposta sia fico da vedere? Io ho trovato il tutto parecchio privo di senso... come se mettessimo a combattere, per dire, Ciclope e Squirrel Girl (la baby-sitter dei Nuovi Vendicatori)! Ma comunque l'hanno fatto, me lo sono dovuto leggere e un paio di cose positive le ho trovate: ovvero la gestione delle scene di azione e l'equilibrio con i dialoghi. Si vede che è una storia sceneggiata da un disegnatore; i dialoghi sono estremamente fluidi e rapidi, un po' come i colpi che si lanciano i due personaggi e nel complesso se si guarda soltanto il combattimento è una storia ben gestita. Nonostante vada pazzo per i combattimenti in cui c'è Cap (e Gambit sia uno degli X-Men che mi piacciono di più), non posso salvare questa tristezza cosmica di storia... soprattutto per il finale. Un pugno?! Vabbè che è Cap e che è più forte di un essere umano qualsiasi... ma sei un X-Men, dai!!!
Ultimo appunto: nessuno. Non trovo niente su cui fare un ultimo appunto, e questo la dice lunga.

ISMAELE: Ehi Mozzo, hai detto che Gambit è un personaggio minore? Hai detto che far rivaleggiare il capo di uno dei due schieramenti con Gambit suona un poco ridicolo? Hai veramente detto che far finire la scazzottata con un singolo pugno da parte di Cap suona vagamente ridicolo? Ti dò ragione.
Questa storia si salva solo per la parte dei disegni, davvero belle le scene di lotta: rapide, taglienti e incisive. Credo di non avere null’altro da dire, a parte sottolineare ancora una volta l’arroganza di Capitan America che non smette nemmeno di parlare al cellulare via auricolare con Tony Stark mentre combatte.

ROUND 5 - COLOSSO VS UOMO RAGNO
STORIA: Kieron Gillen
DISEGNI:
Salvador Larroca
COLORI:
Jim Charalampidis

IL MOZZO: Questo è quello che voglio da un fumetto del genere. Personaggi caratterizzati nel modo giusto, esplosioni, muscoli tesi, battute, Doombot, effetti sonori a tutta striscia o pagina... questa è l'anima del fumetto commerciale, secondo me, e questo è in assoluto lo scontro migliore dell'albo! A parte i disegni di Salvador Larroca che in questo caso sono semplicemente impeccabili, anche la gestione dello scontro di Kieron Gillen è ottima: i personaggi fanno quello che dovrebbero fare in perfetto accordo con le loro personalità, i dialoghi dell'Uomo Ragno (seppur lunghi) non stancano tanto sono brillanti e divertenti e anche Colosso ha una sua profondità psicologica. Pur essendo di poche parole, infatti, sa che volendo ucciderebbe il Ragnetto con una certa facilità ma non vuole perdere il controllo: gli ordini erano di trattenere la squadra dei Vendicatori che sarebbe arrivata a Latveria e lui li porta a termine in modo impeccabile (cosa che, poi, rende il finale non nettamente risolutivo molto più sensato di quello della prima o della seconda storia!). Veramente 10 pagine gestite in modo impeccabile... una goduria!
Ultimo appunto: la strizzata d'occhio ai fan di vecchia data, che hanno già visto un gran numero di volte lo scontro Supermuscolo/Spidey, è semplicemente geniale!!!

ISMAELE: Altro scontro molto bello. Forse ancora più bello del secondo! I due personaggi mi sono piaciuti proprio: taciturno e picchiatore Colosso, ciarliero e saltimbanco l’Uomo Ragno. Questo, unico scontro vinto dalla fazione X-Men, è gestito in maniera egregia sia dal disegnatore che dallo sceneggiatore. Dialoghi ottimi. Mi è piaciuto molto il fatto che l’Uomo Ragno sottolinei come la sua tattica contro il Fenomeno è ormai collaudata, ma ora il Fenomeno è Colosso e non è la stessa cosa: l’onda sonora prodotta dalle mani di Colosso che stordisce l’Uomo Ragno è geniale. Una storia semplicemente degna di nota.
Ecco come in poche pagine si può far respirare l’atmosfera di storie del passato, senza renderle ridicole, ma in qualche modo attualizzandole, mantenendo la caratterizzazione dei personaggi e rendendo la storia davvero gradevole. Un plauso! Anche due!

Ed ecco che si conclude la prima di queste “recensioni in tandem”, o per meglio dire “scontri cartacei”, tra il Mozzo e Ismaele (che sperano vivamente di non avervi annoiati ma anzi incuriositi e divertiti)! Per ora il risultato si attesta su un netto vantaggio (3-1) per gli Eroi più potenti della Terra, ma com’è ovvio i Figli dell’Atomo sono tutt’altro che privi di risorse: questo era il primo numero di AVX-Versus e nient’altro che una serie di battaglie all’interno di una guerra ben più ampia e appassionante.

Un saluto a tutti, e…

Al prossimo AVX-Versus!

i L   m O z Z o   E   i S m A e L e

giovedì 20 dicembre 2012

IRON MAN E GLI AVENGERS 57

Una buona sera a tutti voi che, come me, attendente la data fatidica del 21/12/2012 guardando le stelle riflesse nel Mare di China! Io sono come sempre il vostro Mozzo e questo è il fumetto di cui vi voglio parlare oggi...

Un albo che ha tutto il sapore della "quiete prima della tempesta" se guardato all'interno della grande guerra tra il Mandarino e Iron Man, piendo di strabilianti colpi di scena e piccole ma preziose sfumature in riferimento al nostro Invicibile protagonita!

Il nuovo numero di IRON MAN & GLI AVENGERS vede l’inizio della seconda parte della “partita a scacchi” tra il protagonista e il Mandarino, dal titolo La lunga discesa, così come la conclusione di Sotto tutela, storia dell’Accademia Vendicatori che si ricollega agli eventi del crossover AvX: fanalino di coda la terza parte di Iron Man: la fine.
Iniziamo con il parlare de La lunga discesa, che si presenta come un perfetto connubio tra azione e introspezione: le trame del giovane Matt Fraction si fanno più intriganti e spiazzanti numero dopo numero… davvero fantastico!!! Dopo i recenti avvenimenti che l’hanno portato a cedere il passo sotto praticamente ogni aspetto al piano del Mandarino, Tony Stark finalmente comincia a reagire, facendolo come al solito con il proprio particolare stile… ovvero annunciando all’esercito americano e a Justine Hammer (manager delle concorrenti Hammer Industries), di voler rinunciare a essere Iron Man.
Si, avete capito bene: Tony Stark abbandona la propria armatura! Dopo un duro battibecco con Capitan America e Ms. Marvel, nel quale comprendiamo come Tony abbia intenzione di affrontare i propri problemi quanto più possibile da solo, il nostro protagonista chiede a Reed Richards/Mr. Fantastic di rimuovere l’armatura dall’interno del suo corpo; è un vero e proprio colpo di scena, che contiene però i semi di una nuova e migliore incarnazione dell’Uomo di Ferro: sostenendo di non essere un paziente ma una “macchina da riparare” (e quindi completando quel processo di disumanizzazione che l’ha progressivamente reso più macchina che uomo), incarica Reed di installargli un nuovo nodo a repulsori nel petto. Oltre alle mosse di Tony, Fraction ci mostra anche quel che fanno gli altri protagonisti della vicenda come Ezekiel Stane e Sasha Hammer (che comprendiamo avere un piano parallelo a quello del Mandarino, messo in discussione da cose come la bomba che questi ha installato nel corpo del primo) e il Mandarino stesso, che per la prima volta ci mostra il suo aspetto violento, aggressivo e irrazionale (pesta infatti a sangue il povero Stane, che ha mal costruito la sua “arma finale”, un costrutto tecnologico dall’utilizzo ancora misterioso); importanti sono anche i personaggi secondari, che ci mostrano come lo sceneggiatore non abbia lasciato nulla al caso: ritornano infatti Spymaster (che finalmente con quale identità si è infiltrato nel direttivo della Stark Resilient), Doug Johnson (ex-pilota dell’armatura Detroit Steel che ha perso la testa dopo il disastro parigino di Fear Itself) e, ovviamente, Rhody Rhodes (che ci riserva un colpo di scena finale mettendosi al comando di una nuovissima armatura ultratecnologica).
Tutti questi personaggi hanno uno spazio nei due capitoli, fatto che dona loro un ritmo incalzante; vere chicche sono le due tavole in flashback che descrivono l’infanzia di Tony ed Ezekiel, entrambi alle prese con una figura paterna ingombrante e in alcuni casi violenta: nota positiva per i disegni di Salvador Larroca, che mi sono sembrati migliori del solito (e privi di quelle fastidiosissime “vignette riutilizzate”!).
La terza e ultima parte di Sotto tutela riprende lo scontro tra l’Accademia Vendicatori, gli X-Men della scuola di Wolverine e Sebastian Shaw; Christos Cage ci presenta una storia interessante sotto l’aspetto della riflessione psicologica, ma leggermente carente per quanto riguarda la costruzione narrativa: il tutto è gestito in modo troppo rapido e il tanto atteso scontro tra i virgulti di Vendicatori e X-Men di fatto non avviene. Gli sviluppi dei diversi personaggi, come detto, si dimostrano profondi, con Sebastian Shaw che decide di rivendicare la propria vita dissoluta (o almeno provarci), Laura/X-23 che scopre di avere più amici di quanto si aspettasse e Finesse che si dimostra sempre più umana e meno algida: al termine con i giovani Vendicatori che lasciano andare il gruppo di studenti mutanti accogliendo tra le proprie fila Loa (dotata della capacità di attraversare materiali solidi distruggendoli), si comprende facilmente come mentre gli “adulti” trovano soluzioni drastiche e aggressive, i giovani possono sempre trovarne di innovative e migliori.
Un ultimo appunto sulla terza parte di Iron Man: la fine, vicenda che ci porta a seguire le avventure di un Tony Stark ormai anziano ma per nulla disposto ad abbandonare la guida delle proprie industrie (e quella della sua armatura): la vicenda è abbastanza interessante e curiosa, ma sia i disegni di Bernard Chang che la sceneggiatura di David Micheline (quest’ultima decisamente troppo carica di dialoghi e didascalie) non si dimostrano particolarmente brillanti, purtroppo!

domenica 2 dicembre 2012

IRON MAN E GLI AVENGERS 51/56

Buona domenica a voi che, anche in questo 2 dicembre e con il freddo polare che c'è, resistete sul ponte della nostra ammiraglia per gustare le nostre elucubrazioni in campo fumettistico!
Io sono il Mozzo, questa è la mia recensione di oggi... buona lettura!

Armature futuristiche superpotenziate, cause legali, alcolismo, drammi adolescenziali, viaggi nel tempo, omosessualità e agenti patogeni contenenti intelligenze umane… tutto questo in ben 6 numeri di Iron Man e gli Avengers!

Tempi bui per Tony Stark nell’arco narrativo intitolato Demonio, che lo vede cercare di riprendersi dai tragici eventi di Fear Itself, nei quali ha sacrificato la propria sobrietà per difendere la Terra. Ai drammi personali si aggiunge anche il piano ordito dal Mandarino (assieme a Zeke Stane, le industrie Hammer e alcuni vecchi avversari come il Laser Vivente, Mettle e Turbine) per fare a pezzi la sua vita colpendolo non solo direttamente, ma anche screditandolo davanti all’esercito, che arriva a imporgli un inibitore per impedire alla sua armatura di attivarsi; il subdolo Spymaster, poi, è attualmente infiltrato nel direttivo della Stark Resilient e per Tony sembra davvero non esserci speranza di cavarsela: nonostante stia cercando di mantenere la situazione sotto controllo, egli stesso ammette di essere stato sconfitto … questa volta.
Matt Fraction ci presenta una rapida parabola discendente della vita di Tony Stark che, dopo l’iniziale entusiasmo per la fondazione della Resilient, l’ennesima ricostruzione della Torre dei Vendicatori e i lavori ad Asgardia (nuova patria degli dei norreni del Marvel Universe), si rende conto forse per la prima volta di quanto grave sia la situazione per lui; numero dopo numero Tony cerca di arginare la deriva che sta prendendo la propria vita, senza però riuscirci: infine, ripartendo dalle persone che più ha a cuore, riuscirà a ritrovare la forza di andare avanti e prepararsi a una nuova battaglia. Se la storia mi è sembrata molto ben costruita, con un crescendo costante di tensione che va a dare la sensazione che lo scontro Iron Man/Mandarino sia un grande puzzle di cui ancora non conosciamo tutti i pezzi, ho dei dubbi sul lavoro fatto da Salvador Larroca nei disegni; intendiamoci, è un ottimo autore, ma è capace come pochi di farmi piangere dalla gioia (con la nuova armatura e tutti i suoi particolari) e poco dopo di prendermi a pugni sulle gengive (con disegni poco amalgamati tra primo e secondo piano, per esempio). Rifletterò a lungo su di lui!
Per quanto riguarda l’Accademia Vendicatori, gestita da Christos Cage, abbiamo addirittura 4 archi narrativi: Delusioni, Seconde possibilità, Ritorno a casa e Sotto tutela. I primi due introducono il lettore agli studenti “originali” dell’Accademia (Finesse, Hazmat, Mettle, Striker e Rettile), ai quali si aggiungono X-23, Tigre Bianca e Lightspeed, e ai tratti portanti della serie, sbattendolo in un mondo fatto di drammi adolescenziali, superscontri titanici, viaggi nel tempo e misteri vari; Cage ci da anche l’opportunità di conoscere un paio di altri Vendicatori “adulti” e di X-Men (interessante il dialogo tra Giant-Man e Ciclope, con quest’ultimo che spiega come Utopia non sia una scuola ma un campo di addestramento militare): le tematiche trattate sono adulte e interessanti e si spazia dal rapporto genitori-figli all’omosessualità all’introduzione di una nuova concezione di eroe, che non prende a calci il nemico di turno, ma utilizza le proprie capacità per risolvere le crisi mondiali materialmente. Ottima la storia, quindi, come anche i disegni che vedono gli autori Sean Chen, Tom Raney e Tom Grummett.
In Ritorno a casa, Cage si prende il tempo di far evolvere alcune sottotrame riguardanti principalmente Rettile, Striker e Lightspeed; la trama generale è molto semplice e vede l’Accademia scontrarsi con i Runaways (supergruppo di eroi, figli di criminali di Los Angeles): seppur non brilli per originalità, il tutto è trattato con un’ironia leggera e godibile e condito dagli ottimi disegni di Karl Moline.
Sotto tutela, infine, è il primo punto di contatto tra il mensile e l’evento AvX e vede gli studenti della scuola mutante di Wolverine (si, che Wolvie possa gestire una scuola ha sorpreso anche me!) venire portati all’Accademia per essere tenuti lontano dagli scontri; che cosa mai succederà riunendo un gran numero di calderoni ormonali adolescenti dotati di poteri? Esatto, il caos! Al quale si aggiunge anche l’attacco di Sebastian Shaw, prigioniero degli X-Men di Wolverine, intenzionato a vendicarsi. Anche in questo caso, molto più interessanti della trama sono gli sviluppi dei vari personaggi, messi davanti alla possibilità di dimostrarsi finalmente “adulti”: a tutto ciò si aggiungono ancora i disegni di Tom Grummett, più che benvenuti!
Ultimo appunto per Iron Man 2.0, che vede Rhody Rhodes/War Machine indagare su un misterioso scienziato del governo di nome Palmer Addley, morto misteriosamente. Scoprirà così che questi ha tradotto la propria psiche in un agente patogeno quasi impossibile da eliminare: solo con l’aiuto di Tony Stark e della Fondazione Futuro riuscirà a impedire il contagio.  Nick Spencer e Will Pfeifer firmano una vicenda intrigante, che forse perde un po’ con lo “scontro finale”, ma che risulta godibile e illustra benissimo l’ultima incarnazione di War Machine; ho però di nuovo un po’ di dubbi sulla disegnatrice, Ariel Olivetti, che si dimostra abile nelle sequenze di combattimento e nel rendere la tecnologia futuristica, ma un po’ meno nel caratterizzare i personaggi: interessanti però sono le tavole disegnate da Mirco Pierfederici, Jesus Aburtov e Neil Edwards, che mi hanno convinto molto di più!

POTREBBE ANCHE INTERESSARTI...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...