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lunedì 24 marzo 2014

MIDNIGHT DAYS di Neil Gaiman

Cari amici appassionati di tutto ciò che riguarda il mondo dei fumetti… un cordiale saluto dal ponte dell’Ammiraglia Fumetto: qui è il Mozzo che vi parla!
Come ve la siete passata in questi mesi? Spero davvero molto bene!
Ok, ok, prima che mi linciate per la prolungatissima assenza, vi chiedo umilmente scusa. La mia vita, nei mesi che ho passato ben lontano da questo blog, ha subito diversi cambiamenti e ho dovuto rivedere un po’ la mia lista di priorità: mi dispiace aver lasciato almeno un paio di articoli in sospeso, ma ora spero di riuscire a risicare un piccolo posticino, durante le mie giornate, per tornare a darvi la mia opinione in merito a qualche lavoro a fumetti.
Perdonatemi e capitemi: su una nave come la nostra, la vita di un Mozzo è un vero inferno!





Ma a parte gli scherzi e le giustificazioni, oggi sono qui per “recensire” un fumetto, ovviamente.

Per riprendere un po’ la mano, vado sul sicuro: vi parlerò di MIDNIGHT DAYS, una raccolta di sei storie brevi a fumetti di Neil Gaiman, edite dalla RW LION nel 2012 in uno stupefacente albo dalla copertina cartonata rigida, con un commento dell’autore stesso per ogni storiella.
Una chicca da non perdere? E che ve lo dico a fare.
Non indugiamo oltre, allora, e parliamo un po’ di queste sei, piccole, pietre preziose del fumetto americano!









IL VERDE JACK – di Neil Gaiman, Stephen Bissette & John Totleben
La prima delle storie brevi riprende il personaggio di Swamp Thing, eroe con il potere elementale della natura molto importante della scuderia DC, protagonista delle primissime storie a fumetti di Alan Moore (proprio assieme a Bissette e Totleben)… anche se non è propriamente dello stesso personaggio che si parla.
Gaiman, infatti, ambienta il tutto durante la peste in Inghilterra, e ci mostra un altro Swamp Thing, predecessore di quello moderno, che si trova a confrontarsi con la morte, oscura, inspiegabile e totalizzante. Una storia cortissima, ma molto interessante, piena zeppa di riferimenti che può cogliere solo chi conosce abbastanza a fondo la creatura della paludi di casa DC, ma come sempre con Gaiman godibile da chiunque possieda un minimo di sensibilità umana.



FRATELLI – di Neil Gaiman, Richard Piers Rayner e Mike Hoffman
Seconda storia ambientata nell’universo di Swamp Thing, con i suoi personaggi e le sue tematiche solite, è stato uno degli “Swamp Thing Annual”, ovvero delle “storie di compleanno” della serie.
Protagonista della vicenda è uno dei comprimari della serie stessa, Chester, un hippie scapestrato ma dal cuore gigantesco: egli, assieme alla compagnia Liz e alla protagonista femminile delle avventure di Swamp Thing (sua “moglie” Abby), dovrà aiutare i servizi segreti americani a fronteggiare il ritorno sulla terra di Fratello Power, una bambola di pezza dotata di vita, simbolo degli anni 60/70.
La vicenda è abbastanza classica per chiunque abbia letto qualcosa di Swamp Thing (forze della natura, esseri soprannaturali ben più umani degli umani stessi, apparizioni di personaggi più famosi della DC…); il vero punto forte sono le riflessioni sui movimenti rivoluzionari della decade di Fratello Power e su ciò che di essi è rimasto negli anni ’80 e, in proiezione, fino ai giorni nostri.
Non c’è niente che non vada, in questa storia, è tutto ben costruito e ben calibrato, le scene d’azione e i dialoghi sono stupefacenti e fanno davvero riflettere.
È una storia da leggere, non c’è altro da dire!
Come nella prima, i disegni sono incredibilmente efficaci, perfetto esempio di com’era trent’anni fa la tecnica, più semplice e diretta, ma di certo non meno chiara e funzionale di quella odierna.


SCONCLUSIONATE STORIE DI DEI – di Neil Gaiman, Mike Mignola 
Vabbè, avete letto il nome dei due autori: c’è bisogno di dire altro? Sì, eh? Va bene!
A sorpresa, è una delle due storie migliori di tutto il volume. Anche questa ambientata nelle atmosfere oniriche e verdastre di Swamp Thing, ha come protagonista un suo antagonista creato da Alan Moore, Jason Woodrue conosciuto in Italia con il curioso nome di “Uomo Floronico”: sì, in sostanza è un essere umano reso completamente pazzo dal potere di controllare le piante, ecco.
In queste dieci pagine, un Woodrue completamente alienato dalla realtà giunge al cospetto del Parlamento degli Alberi (un concilio di antichissime creature vegetali) per comprendere la verità dietro il rapporto tra gli uomini e le piante descritto in ogni mitologia di ogni popolazione della Terra: la risposta non soddisferà né lui né il lettore, probabilmente, ma è l’unica razionale.
I disegni di Mignola rendono la storia un vero capolavoro, ma probabilmente, per i temi trattati, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno: chi riuscirebbe a porsi interrogativi teologici importantissimi utilizzando un villain da comics americano… e che si chiama l’Uomo Floronico, poi?!



STRINGIMI – di Neil Gaiman, Dave McKean
Stesso discorso della storia precedente: i due nomi fanno già intuire che qui si sta parlando di un capolavoro. Poi, aggiungeteci anche il fatto che il protagonista è John Constantine e direi che per me abbiamo fatto.
Mentre cerca di mandare avanti la sua solita esistenza zoppicante, John dovrà vedersela con lo spirito di un senzatetto capace, letteralmente, di risucchiare via la vita dagli esseri umani: come sempre, però, non tutto quello che sembra terrificante lo è del tutto, nella Londra degli anni ’80.
Toccante, ecco l’unica parola che può descrivere queste ventiquattro pagine.
Non dico altro, perché parlarne significa rovinarle.
L’atmosfera è tutto, qui, e come accade molto spesso con McKean: se, dopo aver letto il volume, potreste non concordare sul definire un capolavoro SCONCLUSIONATE STORIE DI DEI, su questa storia breve credo nessuno avrà molto da ridire.


SANDMAN: MIDNIGHT THEATRE – di Neil Gaiman e Matt Wagner, Teddy Kristiansen
Sarà stato mai possibile unire le due incarnazioni fumettistiche di Sandman (il supereroe con la maschera antigas e il pallido Eterno vestito di nero), nella storia dei fumetti?
Qui abbiamo la prova che sì, è successo!
Questa storia è ambientata nel 1939, e ha come protagonista proprio Wesley Dodds, il Sandman “supereroistico”, che si trova a dover risolvere un caso di ricatto che unisce Inghilterra e America.
Purtroppo, devo ammettere che questo capitolo, e il successivo, non li ho trovati a livello dei precedenti, nonostante l’idea di vedere uniti i due Sandman mi aveva allettato parecchio. Questo incontro avviene in un modo del tutto particolare, e di certo diverso da come potrebbe aspettarselo un lettore di comics, ma è di fatto il punto veramente forte della vicenda.
Il tutto, però, è chiaramente ottimo, specialmente grazie ai disegni di Kristiansen, molto espressivi ma dotati di un respiro davvero molto chiuso e angosciante.
Un autore di cui cercherò di recuperare qualcosa in futuro!



BENTORNATI NELLA CASA DEL MISTERO – di Neil Gaiman, Sergio Aragonés
Questa, in realtà, non è una vera e propria storia.
Di fatto, si tratta di un’introduzione e di un epilogo a una raccolta di racconti dell’orrore a fumetti, presi direttamente dalla vecchia testata americana HOUSE OF MISTERY: il mio giudizio critico è quindi del tutto sospeso, non essendo una vera e propria narrazione.
Il vero punto forte di queste ultime pagine sono i disegni di Aragonés e l’umorismo sviluppato da Gaiman, che nella maggior parte dei casi va però a ironizzare sugli elementi classici e ricorrenti di HoM e di un’altra testata a cui aveva lavorato Aragonés, ovvero PLOP!... che io, essendo nato negli anni ’90, non ho la possibilità di comprendere!
Tutto quello che posso dire è che si tratta di un buonissimo modo di terminare il volume, dopo il peso emotivo dei temi trattati nelle storie precedenti.


Ebbene, eccoci arrivati alla fine di questa nuova recensione.
Vi è piaciuta? Non dite di no proprio ora che voglio tornare a scrivere qui sopra!
Noi ci si risente presto. Spero.

Il Mozzo

mercoledì 12 dicembre 2012

CHI E': JOHN CONSTANTINE

Ciao a tutti i nostri lettori appassionati e, soprattutto, interessati a scoprire i personaggi dei nostri fumetti preferiti! Qui per voi, oggi, si parla del famoso e controverso occultista di Liverpool... John Constantine in persona!!! Spero vi possa piacere e possiate divertirvi!
A voi!

John Constantine appare per la prima volta nel 1985, nel secondo ciclo di storie di Swamp Thing, gestito da Alan Moore, Stephen Bissette e John Totleben. E’ un mago estremamente misterioso e arrogante nel suo trench grigio e con in bocca l’ennesima Silk Cut, che aiuta Swamp Thing a scoprire la vera portata dei propri poteri; tre anni dopo, visto il successo riscontrato, diventa protagonista di una serie propria intitolata John Constantine-Hellblazer. John Constantine è uno dei rari casi di “invecchiamento progressivo” nel fumetto: possiamo così ricostruire anno dopo anno la sua storia. John nasce a Liverpool il 10 maggio 1953 e, dopo una serie di drammi familiari che coinvolgono il padre e il fratello gemello (da lui ucciso in utero), molto presto si interessa all’occulto e agli alcolici spostandosi poi a vivere a Londra negli anni ’70; nel decennio successivo, John accresce la propria conoscenza dell’occulto stringendo amicizie particolari e vivendo spaventose avventure nel tentativo di fare del bene… ma finendo per mettere nei guai se stesso e i suoi amici: a Newcastle evoca il demone Nergal allo scopo di eliminare una creatura occulta richiamata da una bambina per punire coloro che la seviziavano, perdendone il controllo e portando proprio alla morte della piccola. John finisce così in una spirale di follia e senso di colpa, dalla quale comincia a liberarsi soltanto verso la metà degli anni ’80… pur non riuscendo a smettere di interessarsi all’occulto e a tutti i suoi pericoli.
Per comprendere il personaggio è utilissima la vicenda intitolata Vite Famose (di Garth Ennis e William Simpson); al suo interno, dopo varie vicissitudini che hanno visto John sopravvivere astutamente a un cancro terminale ai polmoni, questi sembra aver trovato un po’di pace e tranquillità grazie al rapporto sentimentale con Kit Ryan: a turbare il suo idillio arriva però il Re dei Vampiri, che gli chiede un incontro cercando di fare di lui un proprio infiltrato nel mondo della magia.  Le circa 30 pagine in esame vengono trattate da Ennis in modo lineare e con uno stile cupo e opaco ripreso dal disegno e dalla colorazione (che lasciano il passo a un vero e proprio tripudio emotivo e cromatico nel finale); di grande importanza nello svolgersi della vicenda sono due elementi: il confronto tra la vita di John e del Re dei Vampiri e l’opinione del primo nei confronti della propria vita e degli altri personaggi mistici del DC Universe. Il confronto fra i due protagonisti della vicenda viene delineato da una serie di tavole singole a tutta pagina che li ritraggono in momenti particolarmente salienti, come per esempio il primo omicidio, la vita nell’Impero romano e la Grande Guerra per il Re dei Vampiri e l’incidente di New Castle, i giorni al manicomio di Ravenscar e quelli passati con i suoi vecchi amici per John; in quest’analisi breve ma molto suggestiva, chiara è la sensazione che questi abbia sempre e soltanto voluto fare del bene attraverso l’uso delle arti oscure: John Constantine non è infallibile e se solo le cose fossero andate diversamente verrebbe osannato come un vero e proprio eroe all’interno del DC Universe, alla stregua del Dottor Fate. E proprio questo personaggio, così come Jason Blood/Etrigan e lo Straniero Fantasma tra gli altri, sono al centro della seconda riflessione della storia… ovvero quella che rivela come John Constantine li consideri tutti dei buffoni buoni a nulla o meglio dei veri e propri “stronzi sfigati”; secondo lui, questi perdono tempo a combattere lo stregone/demone malvagio di turno mese dopo mese, senza impiegare la magia in alcun modo davvero utile: lui non ha bisogno di vestirsi in modo stravagante per sapere chi è e utilizza le sue conoscenze mistiche per qualcosa che abbia un valore... i suoi sforzi di “far ripulire il mondo” a Swamp Thing ne sono una prova.
Ecco chi è davvero John Constantine. Non un uomo del mistero che finge di essere un uomo comune… ma un uomo comune che non riesce a fare a meno del mistero, nonostante spesso finisca per metterlo nei guai: tra tutti i personaggi del DC Universe, John appare quindi quello più “eroico” con la sua ricerca (costantemente frustrata) di fare davvero del bene. Oltre tutto questo, Vite Famose è anche un’ottima rappresentazione del sentimento dell’amore; Kit appare infatti come un punto di svolta nella vita di John, capace di ribaltare completamente la sua visione disillusa del mondo e dell’umanità e di dare nuovo colore (in senso letterale) alle sue giornate: si, sembra assurdo che in una vicenda in cui abbiamo maghi alcolisti, vampiri e quant’altro ci sia spazio anche per e una delle riflessioni migliori sull’amore presente nei fumetti recenti… ma è uno dei tesori che è possibile scovare nelle nostre opere preferite, se stiamo davvero attenti!
Un elemento particolarmente interessante di John Constantine è la lunga serie di aneddoti che lo riguardano e che vanno da citazioni al personaggio (come in Doom Patrol, oppure in Planethary), a suoi veri e propri camei in altre testate del DC Universe,al fatto che per realizzarlo i tre autori si siano rifatti al musicista Sting; c’è però una piccola storia molto particolare che riguarda lo stesso Alan Moore: questi asserisce infatti di aver incontrato John in due locali inglesi e che questi gli abbia rivelato (letteralmente) che la magia “potrebbe farla qualunque coglione”. Mmmh… forse Alan Moore non ha mai incontrato John Constantine, ma John Constantine ha sicuramente incontrato Alan Moore quando Paul Jenkins, nel numero 120 di Hellblazer, lo rende un comprimario sullo sfondo.
Quindi che cosa ci può insegnare davvero un personaggio deviato e disturbato come John Constantine?
Secondo me molto, su noi semplici esseri umani; John è un patetico uomo sostanzialmente senza niente di speciale, che nonostante i diversi modi in cui la vita lo frustra, trova sempre il modo di rialzarsi e ad arrivare alla rivalsa: per lui le vittorie e i momenti davvero felici sono rari ma altrettanto preziosi e l’adesione a leggi e a concetti etico-morali è molto elastica, ma saprà essere più profondo e sensibile del previsto… esattamente come ognuno di noi.


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