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sabato 2 marzo 2013

AVENGERS VS X-MEN 4



Sì. Vado come un treno.
A voi la nuova recensione, cari lupi di mare, da parte del vostro Mozzo preferito!!!



“Basta Vendicatori”. Due parole che chiudono il Round 6, e aprono sostanzialmente il 7. Due parole pronunciate da un Ciclope ormai a proprio agio come quinta incarnazione della Fenice, e deciso come non mai a liberare il mondo dai suoi eroi più potenti.

Il primo dei due nuovi Round del maxievento AVX si apre con l’assalto di Magik, Emma Frost e alcuni X-Men alla Torre dei Vendicatori: grazie all’enorme potere di Scarlet, essi vengono respinti (e la Forza Fenice studiata da Iron Man), ma Occhio di Falco viene bruciato vivo da Emma Frost e catturato. Per dare tempo a Pantera Nera e Iron Man di trovare una nuova soluzione per scacciare la Fenice dalla Terra, i Vendicatori si dividono in gruppi cercando di resistere all’assalto dei Cinque della Fenice; Iron Fist rivela ai due scienziati che Hope deve essere portata a K’un Lun, la mistica città del kung-fu, per essere addestrata dal guerriero Lei Kung: intanto Namor subisce una brutta batosta a opera di alcuni Vendicatori e, preso dalla follia, decide di aggredire l’intera nazione africana del Wakanda in un vero e proprio atto di guerra!!!
I Vendicatori reagiscono assieme ai soldati wakandiani e, seppur riesca a sconfiggere nientemeno che Rulk (spezzandogli un braccio), Namor viene definitivamente sconfitto dall’attacco simultaneo di Scarlet e Thor: intanto, Iron Man, Lei Kung, Wolverine e Hope raggiungono K’un Lun attraverso un portale. Dopo la sconfitta di Namor, il suo frammento della Forza Fenice si installa nelle restanti quattro incarnazioni, rendendo Ciclope, Emma Frost, Colosso e Magik ancora più potenti; prima di essere spazzati via da loro, il resto dei Vendicatori raggiunge gli altri quattro a K’un Lun, perdendosi l’intervento psichico dell’ex-professor X, Charles Xavier, che intima a Ciclope di fermare il proprio operato ormai fuori controllo… prima che decida di farlo lui!

venerdì 1 marzo 2013

AVENGERS 11

Un buongiorno a tutti voi, cari clandestini, dal vostro Mozzo!
E' un po'che non ci sentiamo, come state??? Io molto bene... e giuro che rimedierò all'assenza!
Iniziamo subito, allora... buona lettura!

Eccoci qui, come ogni mese, a parlare del nuovo numero del mensile dei Vendicatori, che nell’undicesimo albo ci propone quattro storie; la prima, collegata al maxi-evento AVX e con protagonista l’Hulk Rosso, la seconda con la quinta parte di Avengers Assemble, la quarta con l’ultimo capitolo de "le mirabolanti avventure di Cap e Falco" e, per finire, la seconda parte de VENDICATORI: ORGINI – Scarlet e Quicksilver.


Nelle 22 pagine della prima storia, Brian Michael Bendis ci mostra il punto di vista di un particolare personaggio nei confronti della guerra Vendicatori/X-Men: l’ex-generale Thunderbolt Ross, ovvero l’Hulk Rosso. Questi viene utilizzato dagli "eroi più potenti della Terra" come il suo omonimo verde, ovvero come ariete contro i pesi massimi mutanti, ma lui sente che la forza bruta non è l’unica cosa che può dare: egli, essendo un generale militare, ha un forte senso del dovere e la giusta visione tattica per prendere la decisione di intrufolarsi in versione umana all’interno di Utopia con l’intento di eliminare Ciclope. Scoperto da Emma Frost, dovrà combattere contro lei, Magneto, Magik e Ciclope: avrà salva la vita, ma tornerà dai Vendicatori malconcio e con una profonda "X" incisa sul petto!

lunedì 4 febbraio 2013

AVENGERS VS X-MEN 3

Un saluto e un augurio di buona settimana a tutti voi che vi nascondete nella sentina della nostra ammiraglia (si, sappiamo che ci siete!): io sono il Mozzo e questa è la mia nuova recensione... "rubata" al buon Ismaele!
Buona lettura!!!
La guerra tra Vendicatori e X-Men prosegue senza esclusione di colpi e, per la prima volta dal suo inizio, i Figli dell'Atomo raggiungono una vera e propria posizione di vantaggio.
Maledetti loro! A voi AvengersVSX-Men 3!
Eh già, AvengersVSX-Men 3 lo recensirò io, questa volta… mi dispiace per chiunque tifi i Figli dell’Atomo!
Ma basta chiacchere e andiamo a descrivere quel che accade nel Round 5 e 6; la vicenda parte dove si era interrotta quella del Round 4, ovvero sul Lato Blu della Luna (che, ricordiamo, nel Marvel Universe possiede un’atmosfera simile a quella della Terra): Capitan America, Occhio di Falco, Rulk, la Cosa, la Vedova Nera, Ciclope, Namor, Colosso, Magik ed Emma Frost si ritrovano faccia a faccia e iniziano a darsele di santa ragione! A interrompere lo scontro giunge la Forza Fenice in persona, che si prepara a possedere Hope; non tutto però va come previsto: Iron Man e Giant Man, infatti, hanno costruito una gigantesca armatura, che il primo utilizza per colpire la manifestazione della Forza Fenice frantumandola in 5 parti… che vanno poi a unirsi non a Hope, ma agli X-Men presenti. Nascono così i “5 della Fenice”, ovvero delle versioni superpotenziate di Ciclope, Namor, Colosso, Magik ed Emma Frost.

giovedì 31 gennaio 2013

THE AVENGERS 10

Saluti e baci a tutti coloro che le reti del nostro Pescatore Ubriaco hanno raccolto dal Mare di China!
Io sono il Mozzo e mentre riordino la stiva mi piacerebbe parlarvi di un nuovo fumetto che ho letto: buona lettura a tutti voi!!!



I nostri eroi, pur essendo "super", non sono infallibili... anzi.
Sono volubili, passionali, a volte addirittura incapaci di fronteggiare le situazioni che si parano sul loro cammino. Ma hanno una particolarità: non si arrendono MAI.
A voi THE AVENGERS 10.

Primo numero del 2013 per il mensile del supergruppo principale del Marvel Universe e per l’occasioneThe Avengersci presenta le solite 4 storie. Supremazia Kree (legataal maxi-evento AVX) continua a seguire le gesta dei Vendicatori che Capitan America ha spedito nello spazio per rallentare l’avanzata della Fenice verso la Terra; Hulk scatenato! è invece la quarta parte di AvengersAssembled: in appendice, il terzo capitolo della spy-story con Capitan America e Occhio di Falco come protagonisti, nonché uno nuovo della serie Vendicatori: Origini, incentrato sui fratelli mutanti Quicksilver e Scarlet.
Ma senza ulteriori indugi entriamo nel vivo, con Supremazia Kree. Dopo il tradimento del Protettore ai danni della squadra (composta da Ms.Marvel, Thor, War Machine, Bestia, la Visione, Valchiria e Capitan Bretagna), che ha trafugato il loro ampione di energia della Forza Fenice, i nostri si ritrovano su un’astronave puntata verso un’enorme stella: riusciranno a salvarsi soltanto grazie all’intervento del dio asgardiano. 

sabato 26 gennaio 2013

IRON MAN E GLI AVENGERS 58

Un saluto più che cordiale dal vostro Mozzo preferito! Siete anche voi, proprio come noi sul ponte dell'ammiraglia Fumetto, tutti intirizziti e coperti di neve?
Se sì, fortunatamente il nuovo sole di una luccicante recensione targata Marvel è arrivato a scaldarvi!
Fuoco alle polveri!!!

Il potere è il motore più forte di tutti. Il potere di cambiare il mondo, di creare, di distruggere... e il potere di editare malissimo un albo!
A voi IRON MAN E GLI AVENGERS 58.

Ed eccoci nuovamente a commentare le gesta del nostro Uomo di Ferro preferito, in un numero che purtroppo ci presenta soltanto 4 storie; la prima, dedicata ad Iron Man, contiene la terza parte de La lunga discesa, la seconda e la terza (intitolate Quello che vuole il cuore) sono invece incentrate sull’Accademia Vendicatori e il maxi-evento AvX-Avengers VS X-Men: in appendice troviamo poi la quarta parte di Iron Man: la Fine (che come sapete non seguo con particolare attenzione).

Ma basta indugi e buttiamoci nell’analisi del nuovo episodio de La lunga discesa… che avrà per la prima volta in toni poco lusinghieri. Andiamo con ordine; dopo aver ufficialmente rinunciato al ruolo di Iron Man, Tony Stark si sta muovendo per contrastare i malvagi piani del Mandarino utilizzando il suo migliore amico Rhodey Rhodes (che il mondo crede deceduto), dotandolo di un’armatura del tutto nuova e potente e incaricandolo di fermare l’ennesimo supercriminale potenziato, Firepower; intanto Spymaster, rivelata la propria copertura, aggredisce Bethany Cabe e il resto del direttivo della Stark Resilient: a Mandarin City, infine, il Mandarino ordina a due superpotenziati Distruttore e Chemistro di eliminare Tony Stark privo di mezzi di difesa… ma viene interrotto da un Zeke Stane pronto alla pugna.

martedì 8 gennaio 2013

AVX - VERSUS...

... o come imparerete anche voi a chiamarlo: MVI

Che dire cari amici, con questo post apriamo una nuova rotta del mare della china. Nel caso non lo sapeste ancora, i due membri dell’equipaggio, Il mozzo e Ismaele, non hanno mai nascosto le loro preferenze in ambito Marvel. Il mozzo è ciecamente schierato dalla parte dei Vendicatori, mentre Ismaele lo è, in maniera imbarazzante, dalla parte degli X-Men. Ora che è scoppiata la guerra tra i due gruppi e ora che la Marvel ha pubblicato AVX – Versus (fumetto che presenta di volta in volta 4 scontri tra Vendicatori e X-Men) vi proponiamo quanto segue:

MVI (il Mozzo Versus Ismaele)



ROUND 1 - IMPRESSIONI GENERALI

IL MOZZO: La prima cosa che mi ha lasciato enormemente soddisfatto è la copertina, niente di che, è vero... ma è disegnata da Adam Kubert, che è in assoluto uno dei miei autori preferiti! Parlando in generale, ho abbastanza gradito il volume e sono curioso di vedere come saranno gli altri... ma il punto è che sto parlando da "fan": è un albo rivolto ai fan del Marvel Universe, anche di vecchia data per certi aspetti, condito con tanto colore, tanta azione e tanta ignoranza. Come "critico" (che brutta parola!) non è che salvi poi molto;  fosse stato un progetto pensato in un altro modo avrebbero dovuto rivedere tutti gli scontri, che non sono gestiti al pieno delle loro possibilità e in alcun casi anche in modo un po’ ridicolo... ma tant'è. In definitiva, se lo si legge spegnendo l'area cerebrale relativa alla decenza può piacere. Ah, le didascalie con le curiosità. Eh, questa volta devo darti ragione, caro Ismaele: INSOPPORTABILI!

ISMAELE: Inizio queste righe facendo la seguente premessa… sarò critico! Un progetto come questo avrebbe dovuto essere sfruttato molto ma molto meglio, senza liquidare gli scontri con una decina di pagine, in alcuni casi anche molto ridicole. Per contro ho gradito molto l’atmosfera retrò e picchiaduro, con battute, sfottò, e spiegazioni di quello che uno sta realizzando nel bel mezzo della scazzottata. Se però vuoi realizzare una storia tutto cazzotti e poco altro, allora mi aspetto che si punti su delle belle tavole dinamiche, cosa che almeno in questo primo numero non si è riusciti a fare. Per quanto riguarda le didascalie…INSOPPORTABILI e per certi versi mi permetto di dire RIDICOLE.

ROUND 2 - IRON MAN VS MAGNETO
STORIA: Jason Aaron
DISEGNI:
Adam Kubert
COLORI:
Molly Hollowell

IL MOZZO: Un grosso BOH per Jason Aaron. Fico, per carità, perché vedere due personaggi di peso combattere l'uno contro l'altro è davvero gustoso... ma lo scontro non riserva particolari colpi di scena: è tutto gestito troppo in fretta e ammetto senza alcuna vergogna di non aver del tutto compreso gli stratagemmi tecnologici di Iron Man. Interessanti i dialoghi e le didascalie di pensiero dei due personaggi, credo in definitiva l'unico motivo per cui salvo lo scontro... oltre alla tamarria, che in 10, dico DIECI, pagine sorre davvero a fiumi! Se ti stai chiedendo se da fan sfegatato di Iron Man ho goduto nel vederlo direzionare il magnetismo di Giove l'ho fatto, ma anche nel vedere Magneto costruirsi una sorta di "armatura" con le macerie di Utopia! Come già detto prima, le matite di Kubert mi fanno impazzire: non c'è verso, potrebbe disegnare anche fiorellini sui fazzoletti di carta e io starei ore a guardarli. Ultimo appunto: mi è piaciuto il finale (ma ho dovuto rifletterci un po' su). Il fatto che anche un personaggio come Magneto sia schiacciato dalla grandezza della Fenice è qualcosa di davvero inquietante.

ISMAELE: Uffa, non posso essere d’accordo con quel venduto ai vendicatori del Mozzo! E invece è proprio così, per certi versi. Delle quattro storie presentate in questo volume, questa è quella che in assoluto mi è piaciuta di meno. Salvo la prima tavola e la seconda tavola; la prima fatta solo di didascalie in cui Magneto scopre che l’armatura di Ironman non è fatta di metallo e la seconda con Magneto che solleva una delle torri di Utopia e la scaglia contro Ironman. Da fan degli X-Men vi dico in tutta sincerità che non si può proprio vedere Magneto che si costruisce un’armatura con i detriti di Utopia: ma daiiiiiiiiii! Va bene l’atmosfera retrò, ma mannaggia, non si può davvero vedere!!! Da sorvolare tutta la parte centrale dello scontro. Interessante il finale, come sottolineato dal mio avversario. Attenzione alla frase di Magneto “chiamate mia figlia Wanda”… vedremo cosa succederà!

ROUND 3 – LA COSA CONTRO NAMOR
STORIA: Kathryn Immonen
MATITE:
Stuart Immonen
CHINE:
Wade Von Grawbadger
COLORI:
Jim Charalampidis

IL MOZZO: Oh, si. Sarà perché ho impiegato del tempo a farmi piacere La Cosa, sarà perché ho sempre avuto una particolare attrazione verso i supereroi legati all'acqua (devo ancora capire il motivo!), sarà quello che vuoi... ma questo è davvero un bello scontro: mi sono divertito, emozionato e appassionato. E brava Kathryn Immonen! Il valore dei dialoghi è un po' altalenante, e in alcuni punti li trovo troppo carichi; si potrebbe reputare interessante il fatto che abbia comunque voluto sottolineare i pensieri della Cosa mentre combattono in acqua, ma secondo me rallenta l’azione: il combattimento è gestito molto bene (anche grazie alle matite dell'altro Immonen, che trovo molto efficaci) e riempirle di dialoghi le stempera un po' secondo me. Lo sviluppo dello scontro mi piace parecchio e il risultato finale è abbastanza inaspettato (in acqua, Namor dovrebbe essere invincibile), ma COME la Cosa trionfa mi è sembrato un po' troppo raffazzonato: capisco che con quelle due enormi zanne non l'avrebbe mai infilzato... ma avrebbe potuto fare qualsiasi altra cosa! Ultimo appunto: tamarria e "realismo" sono ben gestiti, qui, e concorrono al fluire della storia. Vedere La Cosa frenare la caduta in acqua con un pezzo dell'Elivelivolo sotto i piedi come fosse una tavola da surf è semplicemente fantastico. (Ah, non dovrei dirtelo, ma speravo vincesse Namor!)
ISMAELE: Bello scontro carico di botte, dialoghi e ironia! Il fatto che i due anche in acqua continuino a parlare (Namor per davvero e la Cosa con i pensieri) mi è piaciuta molto e devo essere sincero, non l’ho trovata pesante, anzi. Vi segnalo alcune chicche: la prima è senza dubbio la tavola centrale quando Namor attacca La Cosa urlando “Imperius Rex” e La Cosa risponde con il suo grido di battaglia “E’ tempo di distruzione” che però sott’acqua esce fuori grosso modo così “Aarrrghhhhh”. La seconda chicca è quando Namor alla fine di un dialogo termina il suo baloon con “una proposta” e La Cosa gli dice che se ancora non lo avesse capito nessun membro dei Fantastici Quattro ha intenzione di sposarlo; elegante e ironica citazione agli anni in cui i F4 avevano Namor come nemico (e nelle quali chiese più volte a Sue Storm, la Donna Invisibile, di sposarlo). Altra citazione è quando sempre Ben Grim, sfruttando l’intervento del mostro marino nello scontro sottolinea come Namor abbia sempre fatto fatica a tenere il suo pesciolino a posto; anche questo ironico riferimento al ruolo di Namor nelle storie degli X-Men (macho, latin lover, e chi più ne ha più ne metta!). Chiudo confidandovi, che al contrario del Mozzo, sono contento abbia vinto La Cosa. Eh allora? Sono un grande estimatore dei Fantastici Quattro!

ROUND 4 - CAPITAN AMERICA CONTRO GAMBIT
STORIA/MATITE: Steve Mcniven
CHINE:
John Dell
COLORI:
Molly Hollowell

IL MOZZO: Credo il punto più basso di tutto il volume (e peccato, perchè Steve McNiven è sempre ottimo). Io capisco tante cose; capisco che Gambit non è un personaggio che possa rivaleggiare con molti Vendicatori, che è molto fico e per uno scontro uno contro uno è perfetto... ma con Cap?! Davvero?! Cioè credono veramente che vedere il capo di uno dei due schieramenti che liquida con facilità (si è solo rovinato il costume!) un membro minore della fazione opposta sia fico da vedere? Io ho trovato il tutto parecchio privo di senso... come se mettessimo a combattere, per dire, Ciclope e Squirrel Girl (la baby-sitter dei Nuovi Vendicatori)! Ma comunque l'hanno fatto, me lo sono dovuto leggere e un paio di cose positive le ho trovate: ovvero la gestione delle scene di azione e l'equilibrio con i dialoghi. Si vede che è una storia sceneggiata da un disegnatore; i dialoghi sono estremamente fluidi e rapidi, un po' come i colpi che si lanciano i due personaggi e nel complesso se si guarda soltanto il combattimento è una storia ben gestita. Nonostante vada pazzo per i combattimenti in cui c'è Cap (e Gambit sia uno degli X-Men che mi piacciono di più), non posso salvare questa tristezza cosmica di storia... soprattutto per il finale. Un pugno?! Vabbè che è Cap e che è più forte di un essere umano qualsiasi... ma sei un X-Men, dai!!!
Ultimo appunto: nessuno. Non trovo niente su cui fare un ultimo appunto, e questo la dice lunga.

ISMAELE: Ehi Mozzo, hai detto che Gambit è un personaggio minore? Hai detto che far rivaleggiare il capo di uno dei due schieramenti con Gambit suona un poco ridicolo? Hai veramente detto che far finire la scazzottata con un singolo pugno da parte di Cap suona vagamente ridicolo? Ti dò ragione.
Questa storia si salva solo per la parte dei disegni, davvero belle le scene di lotta: rapide, taglienti e incisive. Credo di non avere null’altro da dire, a parte sottolineare ancora una volta l’arroganza di Capitan America che non smette nemmeno di parlare al cellulare via auricolare con Tony Stark mentre combatte.

ROUND 5 - COLOSSO VS UOMO RAGNO
STORIA: Kieron Gillen
DISEGNI:
Salvador Larroca
COLORI:
Jim Charalampidis

IL MOZZO: Questo è quello che voglio da un fumetto del genere. Personaggi caratterizzati nel modo giusto, esplosioni, muscoli tesi, battute, Doombot, effetti sonori a tutta striscia o pagina... questa è l'anima del fumetto commerciale, secondo me, e questo è in assoluto lo scontro migliore dell'albo! A parte i disegni di Salvador Larroca che in questo caso sono semplicemente impeccabili, anche la gestione dello scontro di Kieron Gillen è ottima: i personaggi fanno quello che dovrebbero fare in perfetto accordo con le loro personalità, i dialoghi dell'Uomo Ragno (seppur lunghi) non stancano tanto sono brillanti e divertenti e anche Colosso ha una sua profondità psicologica. Pur essendo di poche parole, infatti, sa che volendo ucciderebbe il Ragnetto con una certa facilità ma non vuole perdere il controllo: gli ordini erano di trattenere la squadra dei Vendicatori che sarebbe arrivata a Latveria e lui li porta a termine in modo impeccabile (cosa che, poi, rende il finale non nettamente risolutivo molto più sensato di quello della prima o della seconda storia!). Veramente 10 pagine gestite in modo impeccabile... una goduria!
Ultimo appunto: la strizzata d'occhio ai fan di vecchia data, che hanno già visto un gran numero di volte lo scontro Supermuscolo/Spidey, è semplicemente geniale!!!

ISMAELE: Altro scontro molto bello. Forse ancora più bello del secondo! I due personaggi mi sono piaciuti proprio: taciturno e picchiatore Colosso, ciarliero e saltimbanco l’Uomo Ragno. Questo, unico scontro vinto dalla fazione X-Men, è gestito in maniera egregia sia dal disegnatore che dallo sceneggiatore. Dialoghi ottimi. Mi è piaciuto molto il fatto che l’Uomo Ragno sottolinei come la sua tattica contro il Fenomeno è ormai collaudata, ma ora il Fenomeno è Colosso e non è la stessa cosa: l’onda sonora prodotta dalle mani di Colosso che stordisce l’Uomo Ragno è geniale. Una storia semplicemente degna di nota.
Ecco come in poche pagine si può far respirare l’atmosfera di storie del passato, senza renderle ridicole, ma in qualche modo attualizzandole, mantenendo la caratterizzazione dei personaggi e rendendo la storia davvero gradevole. Un plauso! Anche due!

Ed ecco che si conclude la prima di queste “recensioni in tandem”, o per meglio dire “scontri cartacei”, tra il Mozzo e Ismaele (che sperano vivamente di non avervi annoiati ma anzi incuriositi e divertiti)! Per ora il risultato si attesta su un netto vantaggio (3-1) per gli Eroi più potenti della Terra, ma com’è ovvio i Figli dell’Atomo sono tutt’altro che privi di risorse: questo era il primo numero di AVX-Versus e nient’altro che una serie di battaglie all’interno di una guerra ben più ampia e appassionante.

Un saluto a tutti, e…

Al prossimo AVX-Versus!

i L   m O z Z o   E   i S m A e L e

venerdì 4 gennaio 2013

GLI INCREDIBILI X-MEN 270

L’ammiraglia Fumetto, che ormai avete imparato a conoscere, e a riconoscere nel suo solcare il mare della china, con le sue vele tutte disegnate, che riproducono personaggi noti e meno noti del mondo del fumetto, ha preso il largo nel primo giorno di questo 2013 ed oggi fa scalo presso l’isola conosciuta come Marvel, ed in particolare presso il porto conosciuto come X-Men.
Noi siamo qui e continuiamo il nostro viaggio, e voi cosa aspettate ad unirvi alla nostra ciurma e salire a bordo?
Copertina degli incredibili X-Men 270

GLI INCREDIBILI X-MEN 270

Tabula rasa e dintorni
STORIA: Kieron Gillen
MATITE: Greg Land
CHINE: Jay Leisten
COLORI: Guru Efx
LETTERING: Barbara Stavel
Come già sappiamo, dopo aver letto il secondo numero di AVX, Hope ha cercato di depistare tutti i suoi inseguitori, sia i Vendicatori, sia gli X-Men. La sua traccia energetica infatti, è stata individuata in 5 luoghi diversi. Entrambi i gruppi si sono organizzati in squadre di ricerca, inviate da Capitan America e da Ciclope.
In questa storia ci viene raccontato quello che succede presso Tabula Rasa, luogo scoperto non poco tempo fa dagli stessi X-Men. Ovviamente i due gruppi arrivano, si incontrano e si scontrano. La storia è da segnalare per l’anticipazione che ci offre dello scontro (che avremo modo di vedere più in dettaglio su AVX: Versus) tra La Cosa e Namor, per le battute neanche troppo velate che riguardano la sessualità di Namor e la battuta del “custode” di Tabula rasa (battuta ovviamente legata al sesso – chissà cosa aveva in mente Gillen quando ha scritto la storia, mah) che pone fine allo scontro tra Namor e La Cosa. Davvero poco altro da segnalare. Sinceramente più una storia di passaggio che altro. Non viene aggiunto molto a quello che già sappiamo. Vi segnaliamo ancora una cosa: come già sappiamo e qui ci viene ribadito, Hope è sulla Luna in attesa della Fenice che è ormai arrivata. Questo il finale di questa storia:
Gli incredibili X-Men 270 - Storia: Tabula rasa e dintorni
“La Fenice. La luna. Suona familiare” dice Colosso
“Lo so. E mi spaventa. Evoca brutti ricordi. Ma forse…è una seconda occasione”
“Stavolta scriveremo un lieto fine” dice Ciclope
Ciclope permane nel suo stato di fiducia in Hope e nel fatto che la Fenice porterà la rinascita. Staremo a vedere.

Traffico di sentinelle – seconda parte
STORIA: Victor Gischler
MATITE: Will Conrad, Steve Kurth
CHINE: Will Conrad, Jay Leisten
COLORI: Chris Sotomayor
LETTERING: Barbara Stavel
Il Peturnicstan, questo piccolo staterello ai confine di Latveria e Symkaria, ha acquistato al mercato nero delle Sentinelle. Ciclope e gi X-Men, sensibili a tutto quello che riguarda l’argomento Sentinelle, si mettono sulle tracce dei contrabbandieri e degli acquirenti per smantellare il tutto. La squadra inviata per la missione è composta da: Tempesta, Psylocke, Jubelee, Warpath, Colosso e Domino. In aggiunta a loro, in maniera un poco burrascosa (lo abbiamo visto nel numero scorso), si aggrega alle operazioni anche War Machine. La storia risulta carina quanto scontata: la cattiva e semi-pazza leader del Peturnicstan, viene sconfitta, i suoi piani vanno a rotoli, le Sentinelle vengono fermate e smantellate e tutto torna alla normalità. A parte il fatto che Jubelee sconpare alla fine della storia. Nessuno sa dove sia finita. Noi lettori sappiamo che ha incontrato qualcuno che dice di volerla aiutare (Jubelee era una giovane mutante che in passato è stata tramutata in una vampira). Tempesta, a capo della missione, dopo aver fatto rapporto a Ciclope sulla situazione delle Sentinelle, parte per cercare il membro disperso del gruppo.
Gli incredibili X-Men 270 - Storia: Tabula rasa e dintorni


Legami di sangue – prima parte
STORIA: Victor Gischler
MATITE: Al Barrionuevo
CHINE: Michel Lacombe, Cam Smith
COLORI: Rachelle Rosemberg
LETTERING: Barbara Stavel
Ed ecco che noi lettori, a differenza di Tempesta e compagni andiamo a scoprire cosa ne è stato di Jubelle. Molto semplicemente la giovane vampira si è aggregata volontariamente ai Perdonati, un gruppo di vampiri, che hanno trovato il modo di superare la dipendenza dal sangue umano, che hanno trovato il modo di superare i problemi con la luce del sole, etc. Il gruppo è guidato da Raizo Kodo. Jubelee si sta sottoponendo, con non poche difficoltà, al trattamento di “disintossicazione”, ma non né può più, il desiderio di sangue è al limite. Fugge, ma proprio mentre sta per nutrirsi, il non vedere la sua immagine riflessa nello specchio, come se lei non esistesse, la fa desistere, e le fa compiere quella scelta necessaria affinchè il processo di “guarigione” possa avere veramente inizio. Vedremo quali sviluppi avrà la storia.

Per tutte e tre le storie l’impianto delle matite e delle chine, non mi ha fatto impazzire. In alcune tavole il disegno mi è sembrato impreciso (robot come le sentinelle sono disegnate con tale linearità che sembra abbiano un corpo di carne; personalmente avrei preferito un aspetto più…più…robotico. Questo era solo un esempio), per contro alcune tavole a pagina intera sono belle ed evocative. Per la parte delle chine, sicuramente nell’ultima storia, mi sento di dire che erano veramente troppo pesanti. Capisco sia una storia di vampiri e si voglia evocare un’atmosfera dark, ma credo ci siano altri modi per farlo.

Insomma…la Fenice è arrivata…e ora?
Avrà avuto ragione Capitan America o Ciclope?
Staremo a vedere!

i S m A e L e

giovedì 27 dicembre 2012

THOR E I NUOVI VENDICATORI 165

Natale è passato e sono sicuro che voi stavate pensando...ma sì dai, vado a fare un giro su   C h I n A u T i   e voglio proprio vedere se quelli della ciurma hanno avuto il coraggio di mettere sù una recensione in questo periodo di feste. Avranno gozzovigliato tutto il tempo...e invece no!
Qui si solca il mare della china bella gente...altro che gozzovigliare.
Issa le vele, leggi un fumetto, tira su l'ancora, leggi un altro fumetto...oh...mica roba da poco.

 
La seduzione di Donald Blake
STORIA: Matt Fraction
DISEGNI: Pepe Larraz
COLORI: Frank D’Armata
LETTERING: Barbara Stavel

Premessa: Odino di è ritirato. Dopo la saga Fear Itself Odino non è più il reggente di Asgard, ha abbandonato tutto per vegliare le spoglie del fratello, il Serpente, ucciso da Thor. Asgard ha subito molti cambiamenti: per prima cosa il nome, ora si chiama Asgardia. È governata dalla Madre di tutti, divinità in triplice forma. I nove regni sono diventati una democrazia.
Donald Blake, chi è questo (s)conosciuto? Anni fa, per impartire una lezione al figlio, Odino affiancò al dio del tuono la forma mortale di Donald Blake. Thor ebbe l’opportunità di conoscere l’umiltà e la compassione. Ma come spesso accade in queste vicende, le cose vengono fatte dagli dei senza prendere in considerazione che la vita di un uomo e pur sempre una vita. Quali conseguenze può aver avuto questo sulla vita di Blake? Credo che stiamo per scoprirlo…
Segnalazione: copertina di questo numero della leggenda Walt Simonson.
Parliamo ora di questo numero: se trovaste uan caverna chiusa da un portale, con un iscrizione che dice “Ciò che è rinchiuso in questa caverna deve stare rinchiuso per sempre. Così ordina Odino, il padre di tutti”; voi cosa fareste? L’aprireste, vero? Bene allora siete perfettamente in linea con quanto accadrà in questa storia.
Storia doppia e parallela. Da un lato Donald Blake chiacchiera in un bar con una giovane donna che vediamo di spalle per tutto l’episodio. Un normale appuntamento? Ma figurarsi! Donald Blake rivela alla donna l’incubo che vive: non ha alcun ricordo prima dei 21 anni, ha vissuto la vita di un altro e ora…
“…se non posso avere la mia vita allora voglio la sua (starà mica parlando di Thor…ma certooooo!!!)…”
“…fai di me un dio, incantatrice (ecco chi è la fanciulla di spalle), e ti darò la mia anima..”
C’è altro da dire?
E sì…cosa c’entra il portale chiuso con l’iscrizione di Odino? È l’altra parte della storia che riguarda Thor. Che ovviamente apre il portale. Entra. E si ritrova catapultato in un incubo che sembra non avere fine…Thor ha liberato le Cavalle, creature che incarnano gli incubi.
Due figure, una l’alter ego dell’altra, entrambi in preda a incubi.
Vedremo dove Matt Fraction, come al solito in gran forma, ci condurra. I disegni di Larraz sono assolutamente in linea con la storia. Molto bello e potente il Thor che combatte contro gli incubi.


Viaggio nel mistero
STORIA: Kieron Gillen
DISEGNI: Richard Elson
COLORI: Ifansyah Noer Di If
LETTERING: Barbara Stavel

Olremondo: subconscio delle isole britanniche. Casa di tutte le magie e del pantheon Celtico, è minacciata da una nuova divinità, Manchaster (la versione Marvel del Castello errante di Howl). Oltremondo chiede aiuto agli altri Pantheon. Asgardia rifiuta di aiutare il panthoen amico. È una faccenda interna e gli altri pantheon non possono fare nulla nella faccende interne. Ma la madre di tutti convoca Loki, che viene inviato a Oltremondo, come “agente segreto”. Loki, non viene accolto proprio a braccia aperte, è pur sempre il dio degli inganni.  In tutta questa vicenda, le cose vanno a complicarsi quando Hel reclama il pagamento del debito che Loki ha nei suoi confronti dopo Fear Itself (maxi saga Marver dell’anno scorso). Hel vuole un sorso del Santo Graal custodito a Oltremondo.
Nuovi sviluppi e casini all’orizzonte? Oh, potete contarci.



Nuovi vendicatori
STORIA: Brian Michael Bendis
DISEGNI: Mike Deodato, Will Conrad
COLORI: Rain Beredo
LETTERING: Barbara Stavel

Con questa storia ritorniamo ad AVX, la maxi-saga che imperversa nel mondo Marvel. Ma non ci torniamo ai nostri giorni, ma cento anni prima. Siamo a K’un Lun ed il maestro Yu Ti, ha incubi ricorrenti di una donna dai capelli rossa che affronta un uccello infuocato. La minaccia della fenice non è passata inosservata. I sogni si susseguono, e sono splendidamente disegnati da Mike Deodato, inchiostrati da Will Conrad e colorati da Rain Beredo (davvero interessanti). La donna dai capelli rossi viene trovata. Sarà addestrata per diventare il nuovo Iron Fist.
Oggi. Iron Fist deve essere informato. Deve sapere cosa fare.
Una parentesi curiosa questa nelle vicende di AVX. Vedremo come questo tassello, splendidamente descritto da Bendis, si andrà ad incastrare con il resto delle vicende della guerra tra Vendicatori e X-Men.


Il potente Thor – Storie del tuono – seconda parte
STORIA: Matt Fraction
MATITE: Barry Kitson
CHINE: Barry Kitson, Jay Leisten
COLORI: Frank D’Armata
LETTERING: Barbara Stavel

Storia questa, come quella presentata nel numero scorso, che ci presenta, attraverso il dialogo tra Volstagg e Sif, vicende passate, diversi episodi riguardanti le vite di Thor e Loki e soprattutto del loro intrecciarsi. In tutte queste vicende viene sottolineato come in qualche modo Loki sia sempre riuscito a sfruttare a proprio favore le qualità positive di Thor. Insomma, Loki sembra sempre essere riuscito ad indirizzare Thor dalla parte che voleva lui, a manovrarlo.  La domanda che viene posta sul finire dell’episodio è quella che pianta il seme in tutti noi lettori. Loki, rinato come ragazzo, sta ancora continuando a manipolare tutto e tutti?

i S m A e L e

giovedì 20 dicembre 2012

IRON MAN E GLI AVENGERS 57

Una buona sera a tutti voi che, come me, attendente la data fatidica del 21/12/2012 guardando le stelle riflesse nel Mare di China! Io sono come sempre il vostro Mozzo e questo è il fumetto di cui vi voglio parlare oggi...

Un albo che ha tutto il sapore della "quiete prima della tempesta" se guardato all'interno della grande guerra tra il Mandarino e Iron Man, piendo di strabilianti colpi di scena e piccole ma preziose sfumature in riferimento al nostro Invicibile protagonita!

Il nuovo numero di IRON MAN & GLI AVENGERS vede l’inizio della seconda parte della “partita a scacchi” tra il protagonista e il Mandarino, dal titolo La lunga discesa, così come la conclusione di Sotto tutela, storia dell’Accademia Vendicatori che si ricollega agli eventi del crossover AvX: fanalino di coda la terza parte di Iron Man: la fine.
Iniziamo con il parlare de La lunga discesa, che si presenta come un perfetto connubio tra azione e introspezione: le trame del giovane Matt Fraction si fanno più intriganti e spiazzanti numero dopo numero… davvero fantastico!!! Dopo i recenti avvenimenti che l’hanno portato a cedere il passo sotto praticamente ogni aspetto al piano del Mandarino, Tony Stark finalmente comincia a reagire, facendolo come al solito con il proprio particolare stile… ovvero annunciando all’esercito americano e a Justine Hammer (manager delle concorrenti Hammer Industries), di voler rinunciare a essere Iron Man.
Si, avete capito bene: Tony Stark abbandona la propria armatura! Dopo un duro battibecco con Capitan America e Ms. Marvel, nel quale comprendiamo come Tony abbia intenzione di affrontare i propri problemi quanto più possibile da solo, il nostro protagonista chiede a Reed Richards/Mr. Fantastic di rimuovere l’armatura dall’interno del suo corpo; è un vero e proprio colpo di scena, che contiene però i semi di una nuova e migliore incarnazione dell’Uomo di Ferro: sostenendo di non essere un paziente ma una “macchina da riparare” (e quindi completando quel processo di disumanizzazione che l’ha progressivamente reso più macchina che uomo), incarica Reed di installargli un nuovo nodo a repulsori nel petto. Oltre alle mosse di Tony, Fraction ci mostra anche quel che fanno gli altri protagonisti della vicenda come Ezekiel Stane e Sasha Hammer (che comprendiamo avere un piano parallelo a quello del Mandarino, messo in discussione da cose come la bomba che questi ha installato nel corpo del primo) e il Mandarino stesso, che per la prima volta ci mostra il suo aspetto violento, aggressivo e irrazionale (pesta infatti a sangue il povero Stane, che ha mal costruito la sua “arma finale”, un costrutto tecnologico dall’utilizzo ancora misterioso); importanti sono anche i personaggi secondari, che ci mostrano come lo sceneggiatore non abbia lasciato nulla al caso: ritornano infatti Spymaster (che finalmente con quale identità si è infiltrato nel direttivo della Stark Resilient), Doug Johnson (ex-pilota dell’armatura Detroit Steel che ha perso la testa dopo il disastro parigino di Fear Itself) e, ovviamente, Rhody Rhodes (che ci riserva un colpo di scena finale mettendosi al comando di una nuovissima armatura ultratecnologica).
Tutti questi personaggi hanno uno spazio nei due capitoli, fatto che dona loro un ritmo incalzante; vere chicche sono le due tavole in flashback che descrivono l’infanzia di Tony ed Ezekiel, entrambi alle prese con una figura paterna ingombrante e in alcuni casi violenta: nota positiva per i disegni di Salvador Larroca, che mi sono sembrati migliori del solito (e privi di quelle fastidiosissime “vignette riutilizzate”!).
La terza e ultima parte di Sotto tutela riprende lo scontro tra l’Accademia Vendicatori, gli X-Men della scuola di Wolverine e Sebastian Shaw; Christos Cage ci presenta una storia interessante sotto l’aspetto della riflessione psicologica, ma leggermente carente per quanto riguarda la costruzione narrativa: il tutto è gestito in modo troppo rapido e il tanto atteso scontro tra i virgulti di Vendicatori e X-Men di fatto non avviene. Gli sviluppi dei diversi personaggi, come detto, si dimostrano profondi, con Sebastian Shaw che decide di rivendicare la propria vita dissoluta (o almeno provarci), Laura/X-23 che scopre di avere più amici di quanto si aspettasse e Finesse che si dimostra sempre più umana e meno algida: al termine con i giovani Vendicatori che lasciano andare il gruppo di studenti mutanti accogliendo tra le proprie fila Loa (dotata della capacità di attraversare materiali solidi distruggendoli), si comprende facilmente come mentre gli “adulti” trovano soluzioni drastiche e aggressive, i giovani possono sempre trovarne di innovative e migliori.
Un ultimo appunto sulla terza parte di Iron Man: la fine, vicenda che ci porta a seguire le avventure di un Tony Stark ormai anziano ma per nulla disposto ad abbandonare la guida delle proprie industrie (e quella della sua armatura): la vicenda è abbastanza interessante e curiosa, ma sia i disegni di Bernard Chang che la sceneggiatura di David Micheline (quest’ultima decisamente troppo carica di dialoghi e didascalie) non si dimostrano particolarmente brillanti, purtroppo!

martedì 18 dicembre 2012

THE AVENGERS 9

Un saluto a voi che anche con la neve e con il vento (non bussate a 'sto convento, ma) rimanete sul ponte della nostra ammiraglia, per vedere che cosa ci riserva il Mare di China.
Io sono il Mozzo, e questo è il fumetto di cui vi voglio parlare oggi! Buona lettura!

Cosa può andare a complicare ulteriormente la guerra tra Vendicatori e X-Men?
Semplice. L'intervento di una razza aliena misteriosa e potente come i Kree!!!
Un numero ricchissimo sull'aspetto dei disegni, a discapito di trame meno articolare e intriganti del solito... leggere per credere!

Le 4 storie di cui si compone il nuovo numero del mensile dei Vendicatori sono la semplice continuazione di quelle già presenti (nessuna nuova storia per noi poveri fan affamati!); Divisi! continua a seguire le mosse dei Vendicatori impegnati nel crossover AvX, questo mese con riferimento alla squadra Segreta, mentre L’Alba dello Zodiaco contiene il terzo capitolo della miniserie fuori-continuity Avengers Assemble: le ultime due storie dell’albo sono la seconda parte dell’avventura in coppia di Capitan America e Occhio di Falco e il finale delle origini dei Vendicatori Ant-Man e Wasp. Ma scendiamo nei particolari.
Divisi! è la storia principale del supergruppo e ci mostra Capitan America che recluta la squadra “allargata” di Vendicatori Segreti che dovrà affrontare direttamente la Forza Fenice (le cui avventure è possibile seguire sul mensile CAPITAN AMERICA & I VENDICATORI SEGRETI); protagonista assoluto delle 21 pagine è il Protettore, che si trova ora moralmente diviso tra l’amore per la Terra e i doveri come soldato dell’esercito Kree. L’alieno accetta di unirsi ai Vendicatori Segreti (che ricordiamo essere, per l’occasione, Valchiria, Thor, Capitan Bretagna, la Visione, Ms. Marvel, War Machine e Bestia) e si trova a dover dire addio alla propria fidanzata terrestre Annie; il confronto fra i due è molto rapido ma anche molto triste e nonostante Noh-varr si dimostri freddo nei confronti della giovane, l’importanza che questa ha avuto nel suo processo di integrazione è palpabile così come l’affetto che li lega: lasciandola, l’alieno le dona un misterioso cristallo Kree… di cui dubito perderemo le tracce nei prossimi numeri. La seconda parte della vicenda si pone dopo gli avvenimenti di CAPITAN AMERICA & I VENDICATORI SEGRETI 30/31, nei quali la squadra viene duramente sconfitta dalla potenza della Fenice; grazie alla tecnologia Kree, il Protettore riesce a escogitare un piano per strappare un campione della sua essenza… solo per poi rivoltarsi contro i propri compagni allo scopo di consegnarlo al suo popolo.
La vicenda è molto interessante per l’analisi psicologico-morale del personaggio del Protettore ma in termini di struttura narrativa non è nulla di particolare; la storia procede in lineare e senza molti colpi di scena se non quello del “tradimento” finale: sempre più che ottimi i disegni di Walter Simonson, che si riconferma abilissimo nel rendere le grandi scene di battaglia a pagina doppia!
La terza parte della miniserie Avengers Assembled continua a cavalcare l’onda del successo cinematografico del nostro supergruppo mostrandoci Capitan America, Iron Man, Thor, Hulk, Occhio di Falco e la Vedova Nera scontrarsi con i 12 membri (potenziati da tecnologia aliena) dello Zodiaco; come ho già detto nella recensione del numero scorso non mi pare che una manovra per accaparrarsi lettori tra il pubblico cinefilo: in questo episodio la vicenda va avanti a piccoli passi, ma la grande dose di botte secche che volano a destra e a manca (come nel combattimento tra Hulk e Leone) lo rende più gradevole dei precedenti. Importante è il colpo di scena finale con protagonista Thanos, in linea con gli intenti della miniserie ma che potrebbe anche darle tutto un nuovo senso… staremo a vedere (anche perché, per quanto non mi faccia impazzire la storia, i disegni di Mark Bagley mi obbligheranno a leggerla comunque).
Se ho deciso di tralasciare la storia sulle origini di Ant-Man e Wasp (che continuo a considerare una buona occasione per i fan della nuova guardia non solo di conoscere due personaggi “minori” ma anche due autori come Roberto Aguirre-Sacasa e Stephanie Hans), devo fare una menzione speciale alla vicenda che vede protagonista la “strana coppia” Capitan America-Occhio di Falco; grazie anche a quelli che, se non ci fosse Walter Simonson, definirei i migliori disegni dell’albo (firmati dall’italianissimo Alessandro Vitti) e dalla sceneggiatura brillante e divertente di Cullen Bunn, la miniserie si dimostra sempre più godibile e intrigante: il punto di forza continua a essere la caratterizzazione dei due personaggi e la loro diversità che li rende una squadra unica. Assolutamente da leggere!!!

lunedì 17 dicembre 2012

AVX 2 - Round 3 e Round 4

Come vi avevo detto l'altra volta che si è parlato di questa storia dello scontro tra Vendicatori e X-Men, il capitano Achab, capitano della nave su cui mi trovo e su cui presto servizio, si era lanciato all'inseguimento di Hope Summers...
Vi avevo anche detto che non pensavo fosse una cosa particolarmente furba? Vi avevo anche detto che credevo sarebbe finita male?
Ecco, forse il fatto che in questo momento siamo nel porto di questa isoletta e stiamo riparando due enormi falle nello scafo, stiamo rattoppando le vele che sono state polverizzate, stiamo cercando di tirare sù l'albero maestro letteralemtne divelto dalla forza di Hope; vi può dare un'idea di come è andata la nostra caccia.
Odio dire "Ve l'avevo detto".


 AVX 2
Soggetto: Jason Aaron,  Brian Michael Bendis, Ed Brubaker, Jonathan Hickman, Matt Fraction
Sceneggiatura “Round 3”: Ed Brubaker
Sceneggiatura “Round 4”: Jonathan Hickman
Matite: John Romita Jr
Chine: Scott Hanna
Colori: Laura Martin
Lettering: Sonia Zucchini

Secondo numero della saga che vede contrapposti Vendicatori e X-men. Al centro di tutta la vicenda ci sono Hope Summers (X-Men) e la Fenice, forza cosmica che si sta dirigendo verso la terra, sembra, per trovare proprio Hope. Intorno a questa vicenda centrale ruotano due diverse visioni del futuro. I Vendicatori vedono tutto questo come la fine del mondo, mentre per gli X-Men tutto questo rappresenta invece la rinascita del genere mutante.
La vicenda inizia con gli X-Men che sono prigionieri (?) di Capitan America. La battaglia sulla spiaggia di Utopia, del numero 1, scopriamo qui che è terminata con la resa (?) degli X-Men. Troviamo qui Capitan America e Ironman che discutono proprio di quanto ci si possa fidare di questa resa e di cosa fare di Ciclope e compagni. Ironman pone a Capitan America interrogativi molto interessanti, e Capitan America continua ad ostentare la sicurezza di chi si crede nel giusto, sempre (un poco fastidioso a volte). Ecco, che infatti, gli X-Men, con un trucco di Magik, fuggono e si organizzano. Intanto Hope, fuggita da Utopia, prende le sue contromisure per evitare di venire individuata. Vendicatori e X-Men ricevono entrambi (più o meno apertamente) l’aiuto di Rachel e di Cerebra (in grado di individuare i mutanti ovunque sulla terra). L’energia residua di Hope è segnalata contemporaneamente in cinque posti diversi. Vendicatori e X-Men iniziano così scontri lampo e simil guerriglia. Intanto la squadra di Cap, partita con Wolverine (figura che si muove un poco per conto suo – come ha sempre fatto) viene scaricato (letteralmente) da Cap perché i due non la pensano allo stesso modo su Hope. Wolverine che ha giù vissuto una volta la venuta di una Fenice, vuole ucciderla, Cap vuole rinchiuderla da qualche parte per non farla trovare. Di nuovo, mi pare di poter dire, che Cap dimostra un atteggiamento un poco ottuso: non la pensi come me…allora ti picchio.
 In questo delirio, è proprio Hope che trova Logan (Wolverine) nel deserto di ghiaccio dell’Antartide e gli chiede aiuto…il suo piano, andare sulla Luna e incontrare lì la Fenice. Hope è davvero convinta di poter controllare quella forza cosmica. Wolverine però, ancora una volta sorprendentemente, si dimostra battitore libero. Avvisa i Vendicatori del piano di Hope. La comunicazione è intercettata da Emma Frost, potente telepate degli X-Men. Tutti si ritrovano quindi sulla superfice lunare, e mentre sta per scatenarsi la ripetizione di quanto visto sulla spiaggia di Utopia nel numero 1, ecco che dallo spazio precipita un Thor fatto a pezzi dalla Fenice, che lo segue a ruota. La Fenice è arrivata. E ora?
La storia scorre da sola, pagina dopo pagina. Interessanti i colpi di scena. Mentre Cap si dimostra sempre più intransigente, ma partecipa attivamente alla ricerca di Hope, Ciclope vive la vicenda in clandestinità e dirige le operazioni, controllando ogni mossa. Ennesima sottolineatura di due mentalità differenti. Strategica in questo secondo la figura di Wolverine, e credo (faccio il mio pronostico personale) lo sarà ancora in futuro per questa saga.



Come già detto per il numero 01, non mi sono proprio piaciuti i disegni di Romita Jr. (vedi sopra)  Che vi devo dire. Non mi piace come disegna. Sembra che avesse una fretta incredibile di disegnare e si sia dimenticato delle proporzioni dei personaggi (vedi il Wolverine che corre in basso a destra nella seconda pagina). Trovo che gli scontri siano disegnati senza la dinamicità che uno si aspetterebbe.
Buona la storia, meno i disegni. Credo che nel prossimo numero ne vedremo delle belle.

i S m A e L e

venerdì 30 novembre 2012

THE AVENGERS 8

Una "recensione-extra" da parte del Mozzo, in questo freddo e uggioso venerdì di novembre, recensione che tra l'altro chiude il discorso Vendicatori portandoci alla pari con le uscite italiane.
In attesa delle uscite del prossimo mese, a voi questa carrellata di robbba!!!


L’ultimo numero del mensile dei nostri amatii Vendicatori presenta 4 storie, due principali con protagonisti il supergruppo e due centrate su coppie di eroi. La prima vede i Vendicatori ufficiali, che ricordiamo essere Capitan America, Iron Man, Thor, Rulk, Tempesta, Occhio di Falco, la Donna Ragno e il Protettore, alle prese con una cellula terroristica delle Avanzate Idee Meccaniche (A.I.M.) scappata alla sconfitta di Norman Osborn dei numeri precedenti; la seconda rappresenta invece la continuazione di Avengers Assemble, miniserie fuori-continuity con protagonista il gruppo visto all’interno dell’omonimo film, alle prese con un gruppo di terroristi dotati di poteri alieni, conosciuto come “Lo Zodiaco” e interessato ad appropriarsi di un congegno tecnologico capace di cancellare il nostro universo: la terza, poi, vede i soli Capitan America e Occhio di Falco indagare su un misterioso laboratorio del governo in New Mexico, attaccato da creature soprannaturali. L’ultima storia, infine, è la seconda parte delle origini di Ant-Man e Wasp, iniziata nel numero precedente.

Le prime due vicende sono firmate entrambe dall’onnipresente Brian Michael Bendis e (dal mio punto di vista) sono un esempio lampante di quando un autore lavora su qualcosa creato solo per il marketing; la prima vicenda narrata, infatti, si ricollega agli eventi del primo numero di Avenger VS X-Men, mostrandoci quel che hanno fatto i Vendicatori prima dello sbarco sulla spiaggia di Utopia: tralasciando lo scontro con la cellula dell’A.I.M., nulla di particolare in termine di narrazione ma gestito come sempre in modo dinamico e divertente, importante è l’analisi psicologica del personaggio di Capitan America, che troviamo turbato dai recenti avvenimenti e dai dubbi che si sono sollevati su di lui e sul ruolo dei Vendicatori dall’opinione pubblica. Quello che abbiamo davanti non è un supersoldato, ma un uomo comune schiacciato dalle sue responsabilità e, nonostante gli amici gli siano vicini, estremamente bisognoso di ritrovare la fede nei propri ideali… nel finale, poi, scopriremo che il Protettore, originario del popolo alieno Kree, sia stato messo in allarme sull’arrivo della Forza Fenice prima di tutti gli altri e abbia il compito di catturarla perché venga utilizzata dai suoi fratelli. Se questa prima vicenda è un gran connubio di disegni di ottimo livello, narrazione lineare e approfondimento psicologico… la seconda, per me, è tutt’altro; in essa non ho visto niente più che la voglia di attirare nuovi lettori mostrando un’avventura con protagonisti i personaggi del film The Avengers: è una “mossa” che posso facilmente comprendere e accettare senza problemi, però non mi dite che mi deve esaltare (a meno per la solita gestione brillante e divertente di Bendis)!
Si vedrà con il procedere dei numeri dove Bendis intende portare il gruppo di eroi e che cosa vorrà fare con ‘sto caspita di Avengers Assemble.
Ultime considerazioni per la storia con protagonisti Cap e Occhio di Falco (di quella sulle origini di Ant-Man e Wasp non ho molto da dire se non che mi sembra un buon modo per spiegare i personaggi ai nuovi lettori), che si è rivelata davvero una gustosa sorpresa: lo sceneggiatore (a me sconosciuto) Cullen Bunn riesce a costruire una trama lineare e intrigante seppur apparentemente non troppo complessa, giocando molto sulla caratterizzazione dei due protagonisti e rendendoli estremamente divertenti e godibili.
Nota positiva per tutto l’albo riguarda i disegnatori… veramente impressionante il lavoro svolto sulle 4 storie che sono andato a descrivere!
Al di là di Walter (leggenda vivente della Marvel) Simonson, che riesce a dare alla prima vicenda quel senso di “antiquato” unito a un dinamismo e una raffinatezza dei dettagli dalla quale diversi giovani potrebbero imparare molto, abbiamo Max Bagley ai disegni della seconda, che spero chi l’ha letto ricordi per la straordinaria espressività dimostrata in Ultimate Spiderman… e l’italianissimo Alessandro Vitti, che personalmente già mi aveva fatto sbavare copiosamente nel gestire alcuni capitoli della miniserie Secret Warriors, e che vi inviterei a tenere bene d’occhio nel prossimo futuro!

GLI INCREDIBILI X-MEN 269

Praticamente è l'alba...all'orizzonte il sole sta per sorgere e voi invece state ancora dormendo...e va bè...io sono sul ponte della nave, sono al timone. Ero di turno. La notte sembrava non passare più. Così, alla luce della lanterna, ho passato il tempo leggendo questo fumetto...
 
Gli incredibili X-Men 269 - copertina
GLI INCREDIBILI X-MEN 269
Il primo duello
Storia: Kieron Gillen
Matite: Greg Land
Chine: Jay Leistein
Colori: Guru EFX
Traffico di sentinelle – prima parte
Storia: Victor Gischler
Matite: Will Conrad, Steve Kurth
Chine: Will Conrad, Jay Leistein
Colori: Chris Sotomayor

Se per caso non lo sapeste, o non frequentaste  con assiduità l’universo Marvel, sappiate che è scoppiata la guerra. Da una parte i Vendicatori, dall’altra gli X-Men. Sì, lo so che già lo sapevate, so benissimo che dei viaggiatori spazio-temporali come voi, che sono abituati a passare da un universo all’altro come le persone comuni sono abituate ad attraversare la strada; hanno sicuramente trovato il tempo di fare un salto nell’universo Marvel. Mi piaceva però ricordarvelo per introdurre quanto segue. La storia “Il primo duello” può essere collocata da un punto di vista temporale, tra le due storie che vengono proposte su AVX1, e non poteva (mi pare più che ovvio), non raccontarci il punto di vista degli uomini X proprio sull’inizio della guerra.
Gli incredibili X-Men 269 - pag 1
La prima cosa che vi segnalo esula dall’aspetto della narrazione della storia, o forse no, o almeno non troppo; insomma, deciderete voi. La storia occupa la bellezza di 21 pagine. Di queste 21, praticamente 14 sono senza un baloon, senza una nuvola, insomma, non ci sono dialoghi. Solo disegni e didascalie. Queste ultime non sono altro che i pensieri dei vari personaggi che si alternano nelle tavole. Prima Namor commenta il dialogo tra Ciclope e Capitan America, che non viene esplicitato, ma che conosciamo avendolo sentito (letto) su AVX1, e ci mostra il suo punto di vista sulla guerra in corso. Poi è il turno di Colosso che sta affrontando Hulk rosso sott’acqua, e poi ancora Hope che si trova di fronte Wolverine e l’Uomo Ragno. Questa prima elucubrazione mentale per dirvi cosa?  Semplicemente per fare una considerazione: credo che queste 14 pagine, sottolineino in qualche modo, se ce ne fosse ancora bisogno, la ricchezza di questo mezzo espressivo nel raccontare le storie. Credo che nel loro piccolo, queste 14 pagine, dimostrino ancora una volta le potenzialità che ha il fumetto, che non si limita solo ad un puro aspetto grafico (sicuramente di forte impatto e richiamo), ma come in questo caso ha la possibilità di analizzare la psicologia e l’animo dei personaggi raccontati.
Gli incredibili X-Men 269 - pag 2
Ma torniamo alla nostra storia per una seconda segnalazione: mi è parso molto bravo Kieron Gillen in questa storia. Da un lato raccontando il punto di vista degli X-Men nello scontro AVX, riuscendo al contempo a portare avanti le trame della storia degli uomini X. Ecco che quindi mentre ci viene presentato lo scontro tra Colosso e Hulk rosso, ci viene mostrato lo sviluppo della vicenda interiore e non solo (vista la trasformazione che subisce) dello stesso Colosso. L’X-Men, durante lo scontro, non riesce più a controllare la forza demoniaca che si è impossessata di lui (Cyttorak – eh sì, proprio quella del Fenomeno – vedetevi Fear Itself per saperne di più) e Hulk rosso le prende di brutto. Almeno inizialmente. Altra trama portata avanti è quella legata a Unit androide alieno prigioniero (?) degli X-Men – che per quanto ci è dato di capire controlla Danger e suscita anche una sorta di controllo su Hope. Quali sviluppi? Pazienza figli dell’atomo, pazienza, come insegnava il Professor Xavier a suo tempo.
Terza segnalazione per questa storia: il curioso colpo di scena che rappresenta il “Protocollo vendicatori” che Ciclope mette in atto contro l’attacco da parte degli X-Men. Il “Protocollo vendicatori” consiste in una mail di denuncia aperta e tagliente alla stampa della situazione in cui si sono venuti a trovare gli X-Men loro malgrado (?). Davvero curioso, ma senza ombra di dubbio molto contemporaneo, quest’utilizzo dei media per combattere una guerra, se messo a confronto con le modalità più brutali e, non me ne vogliano i fans dei vendicatori, rozze, messe in atto da Capitan America e compagni (attacco frontale, picchia più forte di loro, che a forza di picchiarli cambieranno idea). Con questo non voglio dire che gli X-Men sono pacifisti o cose del genere, non fraintendetemi, e ci mancherebbe ancora. Vedremo come questa (apparente) dicotomia di strategia verrà sviluppata.
Disegni e colori di buon livello danno un tocco alla storia che ne arricchisce la pregevolezza.
Gli incredibili X-Men 269 - pag 3
Veniamo poi brevemente alla seconda storia contenuta in questo albo: “Traffico di sentinelle – parte prima”. La vicenda segue direttamente la saga Scisma di qualche tempo fa e precede le vicende di AVX. La saga ha portato alla divisione tra Ciclope e Wolverine, ha portato la divisione tra gli uomini X, ha mostrato due differenti visioni sul futuro del mondo mutante. Dopo la saga Scisma, il mercato nero è rifornito di Sentinelle, gentilmente offerte dal Club infernale. I piccoli staterelli governati da regimi militari o dittatoriali, non vedono l’ora di accaparrarsi la loro sentinella personale. Domino, in ricognizione, documenta lo scambio tra un gruppo di mercenari e i militari di uno di questi staterelli, per l’appunto, ma viene sorpresa e deve nascondersi. Una squadra di X-Men capitanata da Ororo (Tempesta) interviene e dopo uno scambio di opinioni particolarmente manesco con War Machine, tutti intervengono per bloccare l’insana follia. Particolare curioso della storia è il fatto che le sentinelle vengono riprogrammate per attaccare un bersaglio a piacere facendogli credere si tratti di un mutante. Per il momento la storia non mi sembra niente di particolare, ma vedremo ulteriori sviluppi nei prossimi numeri.

i S m A e L e

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