Visualizzazione post con etichetta MAURO BOSELLI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MAURO BOSELLI. Mostra tutti i post

mercoledì 2 ottobre 2013

DAMPYR 162

Cari amici,
nuovo fumetto, nuova storia, nuove emozioni...che dire...la china scorre potente sulle pagine di questo fumetto. Quale fumetto? L'ultimo Dampyr. Ve ne parlo qui sotto!


DAMPYR 162
Il figlio di Joan
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Mauro Boselli
DISEGNI: Michele Cropera
COPERTINA: Enea Riboldi
LETTERING: Omar Turis

La storia di questo numero ha un prequel, il numero 159 della serie, ed in questo numero 192 se ne tirano le conseguenze. Per farla breve, scopriremo in questo numero che ne sarà di Joan e di suo figlio. Un figlio avuto da Charles Moore, alias Oenghus Mordha, un maestro della notte. E voi lo sapete, vero, se un maestro della notte ha un figlio da una donna umana? Se vi dico Dampyr, vi dice nulla? Eh si, scopriremo in questo numero, cosa ne sarà del piccolo Charles, un piccolo Dampyr.
La storia come sempre è ben orchestrata, ottimi cambi di ritmo, accompagnati da dati geografici e documentari, come al solito di qualità. In questa storia si parla di Skellig Michael, un luogo davvero suggestivo del sud dell’Irlanda. Un vecchio monastero abbandonato, dove Chloe,  Aysha e Vivien (esatto, proprio le tre zie di Dampyr) insieme a Joan e Charles, trovano rifugio, pensando di essere sfuggite alle spie di Nergal. Nergal, venuto a conoscenza della presenza di un nuovo Dampyr, sembra non lo voglia uccidere, ma soggiogare e rendere schaivo, per poterlo usare a suo piacimento come uno schiavo. Ingaggia allora Marianna (una succube, ex-allieva di Samael), demone dai grandi poteri di fascinazione, che su un piccolo ed inerme bambino (al momento Charles non è altro che questo), potrebbero soggiogarne la mente a vita; e, inaspettatamente Erlink Khan (vampiro, maestro della notte, amico di Draka, padre di Harlan). I colpi di scena vi attenderanno ad ogni girare di pagina: da Samael che fa visita a Chloe per avvisarla del pericolo che corrono, all’intervento dell’elementale che protegge le rovine di Skellig Michael, alla partecipazione di Araxe, come spia che passa informazioni ad Harlan in cambio di…ecco, come dire…in cambio di sesso! Una vampira ed un Dampyr che…eh si…leggetevi questo numero per scoprire come. Le indagini di Harlan prendono piede all’Aquila verde aiutato da Nicholaus e lo porteranno fino nel sud dell’Irlanda, appena in tempo per affrontare i suoi nemici e salvare Charles.
Come dicevo sopra la storia ti conduce come in una spirale di eventi, fino alla soglia della tempesta, quando tutte le pedine sono schierate, e le ultime, stanno per esserlo; e poi si da il via alla baraonda. Fino al placarsi della tempesta quando tutto si risolve per il meglio.
La parte grafica è affidata a Michele Cropera (che mi piace ricordare come primo ospite dell’edizione di Peveragno Comics. Correva l’anno 2007 e Michele portò a quell’edizione diverse stampe del Dampyr che stava realizzando in quel periodo - alcune foto) e devo dire che mi è piaciuta molto. Lo stile di Michele, che segue da quando disegnava per Lazarus Leed (qui di seguito una sua interpretazione del personaggio realizzata in occasione di Peveragno Comics) 


si è decisamente evoluta nel tempo. Lo apprezzavo molto sulle pagine di LL, ed ho fatto non poca fatica ad abituarmi a questo suo nuovo stile, molto tratteggiato, sebbene mantenga una certa pulizia caratteristica del tratto. Devo dire che con questo numero ha nuovamente trovato un segno ispirato. Molto molto evocativo. Alcune tavole, alcune vignette sono davvero notevoli (tutte le mutazioni dei vari vampiri o demoni che compaiono sono davvero ben fatte, realizzate nell’istante della mutazione, in cui sono riconoscibili la parte umana e quella demoniaca o vampiresca – davvero belle -, gli spiriti che Joan intravede da dietro al vetro di casa sua, sotto la pioggia, all’inizio della storia, saranno anche solo una vignetta, ma l’ho trovata bellissima.
Cerchiamo allora di fare un sunto: una storia ben raccontata, ritmo avvolgente, disegni evocativi, luoghi fantastici mescolati a luoghi reali, leggende vere diventano spiriti elementali schierati nella lotta tra bene e male, un piccolo dampyr da proteggere, bene e male che si affrontano, ma non apertamente per non rompere l’equilibrio tra le due parti…direi che si sono tutti gli ingredienti per una storia da consigliarvi.
So di averlo già detto, ma davvero Dampyr è al momento una serie davvero consigliatissima a tutti.

Al prossimo fumetto!

iSmAeLe

giovedì 17 gennaio 2013

DAMPYR 153

Dopo tanto parlare di supereroi, di mondo Marvel, di AVX, parliamo un poco di casa nostra con questo numero di Dampyr, che a modo suo parla di anche lui di supereroi. Eh si, parla di ragazzi che hanno fatto la guerra di trincea, che si sono ritrovati catapultati, come insignificanti protagonisti della Grande Guerra.



DAMPYR 153
Terra di nessuno
Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Alessandro Bocci
Lettering: Luca Corda

Una storia davvero toccante, una di quelle che fanno bene al fumetto italiano, e prima ancora fanno bene agli amanti delle storie. La terra di nessuno è quel fazzoletto di terra, lungo chilometri e chilometri e largo a volte anche solo poche decine di metri, che i separa i soldati di una trincea dai nemici nell’altra. La terra di nessuno. Scopriremo in questa storia che forse, invece, quel fazzoletto di terra non è proprio di nessuno. Ma non anticipiamo i tempi; proviamo ad andare con ordine.
La storia mi ha colpito per le atmosfere, i puntualissimi cambi di ritmo e di orizzonte temporale, per i disegni (una grandissima prova di Alessandro Bocci), per il fatto che alla fine i nostri protagonisti, Harlan e Nicolahus sembrano due lettori in una biblioteca che voltano pian piano le pagine di un vecchio libro polveroso. Penso che non esagero se vi dico che è una storia di avventura, una storia alla Bonelli, intendendo con questo, una di quelle storie che abbiamo imparato a conoscere e leggere negli anni. Nik, nel suo passato, nella sua lunga storia, ha amato (possiamo dirlo) forse solo una donna, Madame de Thèbe, al secolo Matylda Prusova. A questa donna Nik promise che avrebbe ritrovato il figlio, Zdenek, partito per la guerra e mai tornato. In questo numero di Dampyr, grazie ad Harlan, riuscirà, dopo tanto tempo, a portare a termine il compito.

La storia di dipana tra i vecchi vicoli del ghetto di Praga, rievocati da Nik, alle le trincee sul fronte di Ypres (dove tedeschi, francesi e inglesi si scontrarono duramente), tra Monaco e le sue atmosfere universitarie e un piccolo castello in Francia, dove venivano “rinchiusi” coloro che erano stati sfigurati durante la guerra e non avrebbero avuto modo di integrarsi nuovamente nella società. Non credo sarebbe giusto raccontarvi della trama e di quello succede nella storia, non sarebbe, in qualche modo, giusto. Credo che molto più onesto sia consigliarvi di leggerla. Anche se non avete mai letto Dampyr. Davvero, leggetevi questa storia e non ne sarete delusi.

venerdì 30 novembre 2012

DAMPYR 152



Questa mattina ho fatto colazione con gli X-Men, mentre a pranzo il Dampyer è stato semplicemente sublime. Qui di seguito, il vostro Ismaele, che sarei io, vi parla (ok, forse sarebbe meglio dire elucubreggia) dell'ultimo numero dell'ammazza-vampiri di casa Bonelli.
 
DAMPYR 152
Ritorno a Sheffield
Storia e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Fabio Bartolini
Lettering: Luca Corda

Questo episodio vede i nostri protagonisti muoversi tra Sheffield e Praga. La storia si alterna aprendo finestre nelle diverse città e le storie proseguono parallele per poi andarsi ad incontrare sul finale. La storia in breve: Harlan si trova ancora a casa di Ann Jurging dopo l’avventura precedente in Grecia, ma è tormentato da odio e rancore nei confronti di Jeff Carter, l’assassino che gli ha portato via Lisa. Intanto a Sheffield, sua città natale, Jeff Carter ricompare ad Ann Spade l’ agente di polizia che lo cerca per arrestarlo e che lo ama. Intanto a Praga Kurjak coinvolge i fantasmi dell’ “Aquila verde” in un insolita, quando divertente (i due personaggi del signor Rysanek e del signor Shegl sono davvero azzeccatissimi) caccia alla bambina dai capelli biondi. Harlan, grazie ad Ann Jurging scopre che Jeff Carter si trova a Sheffield e decide di andare là per vendicarsi. Alla fine della storia Harlan incontra Jeff e…Jeff Carter muore. Ma ovviamente non è Harlan ad ucciderlo. Eh a proposito, alla fine della storia veniamo a scoprire che è stata la stessa Lisa a chiedere a Jeff di ucciderla, per liberarla dall’invecchiamento accelerato dovuto a Thorke e per libera la piccola Ljuba, intrappolata dentro di lei, e che inaspettatamente torna realmente nel mondo reale (scusate la ripetizione).
Il personaggio di Harlan evolve lungo tutta la storia. L’odio e la ricerca ossessiva della vendetta sono preceduti da una fase di misera commiserazione, e sono seguiti da un momento di ragione in cui il dialogo con Jeff mette a tacere tutto. Il suo dilemma interiore termina quandod Jeff svela il perché Lisa ha voluto morire. Da quello che avevo letto nel numero precedente credevo che questo stato di incertezza del nostro Dampyr, questo stato di odio, ricerca interiore, sarebbe proseguito ancora per diverse numeri, credevo che gli si volesse dare più ampio respiro, e invece con questa storia tutto sembra terminare e tutto sembra tornare come sempre. Ma sarà proprio così?
Personalmente, la parte della storia che mi più ho apprezzato è stata quella ambientata a Praga. Le atmosfere praghesi sono sottolineate in maniera simpatica dai due spok che passeggiano in cerca della piccola bambina dai capelli biondi. Come dicevo prima, i personaggi del signor Rysanek e del signor Shegl sono azzeccatissimi. Il loro girovagare per Praga e le loro conversazioni sopra le righe generano quella dose di umorismo ideale per intervallare la tensione che man mano cresce con il l’avvicinarsi di Harlan a Jeff. Credo proprio di avere un debole per Praga, anche se non ci sono mai stato nella realtà. L’ho visitata però, in lungo ed in largo, diverse volte grazie alle storie di Dampyr. Bello e triste  l’epilogo finale della storia, che in qualche modo ci fa affezionare ad un personaggio ambiguo come Jeff Carter. Forse è proprio vero che al mondo non ci sono persone buone e persone cattive, ma solo persone più o meno ferite, che a volte portano sulle spalle pesi enormi da sopportare; e le cui azioni non sono altro che una manifestazione reale e concreta di essi.
Puntuali e puliti i disegni di Bartolini. Sicuramente quello di Bartolini non è il mio Dampyr preferito, in ogni caso bisogna riconoscere che la storia è ben disegnata.

i S m A e L e

mercoledì 31 ottobre 2012

DAMPYR 151 - La strega regina



Il vostro i S m A e L e oggi vi parlerà di storie dell'orrore con l'ultimo numero di Dampyr

 
Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Fabio Celoni

La storia presentata in questo numero coinvolge Ann Jurging e Harlan Draka, il Dampyr. Solo loro due. La cosa sicuramente sottolinea maggiormente la solitudine del nostro protagonista dopo le vicende del numero scorso, di cui Harlan e Ann parlano in una concitata discussione alla fine di una cenetta romantica.
La storia presenta una svolta nella vita di Ann Jurging che prende consapevolezza dei poteri della Strega Regina ereditati in passato. Lo spunto per la storia è intrigante, con Madame Bobash che agisce più o meno nell’ombra. La storia dell’isola di Santorini, con gli spunti legati alla lingue micenee, e altre leggende sono interessanti, come sempre. Sono sempre affascinato da storie e leggende inserite nelle storie. Il finale mi è sembrato un poco tirato per i capelli, un poco troppo frettoloso e semplicistico. Nel senso che Harlan si alza e ammazza tutti…mentre Ann in tre vignette si sbarazza di Madame Bobash…boh, mi hanno lasciato un poco così. Del resto della storia invece ho apprezzato molto il ritmo. Incalzante in alcuni attimi in cui Ann è presa (letteralmente) incubi ad occhi aperti, più rilassanti e introspettivi in altri.
La parte più interessante di questo numero, o meglio, quella che ho trovato più interessante, oltre ovviamente alla svolta che ha preso la vita di Ann è la parte dedicata all’introspezione di Harlan, in cui dichiara apertamente di avere difficoltà a relazionarsi con Kurjak e Tesla, suoi compagni fin dall’inizio, in quanto li sente in qualche modo co-responsabili per la morte di Lisa. Spero che la cosa apra nuovi spunti narrativi.
I disegni di Fabio Celoni, personalmente, non mi hanno fatto impazzire. O almeno, l’impressione è che su alcune tavole abbia dedicato la giusta cura, mentre in altre ci sia andato giù di fretta. In ogni caso, ovviamente, questa è puramente un’impressione personale.

i S m A e L e

POTREBBE ANCHE INTERESSARTI...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...