venerdì 30 maggio 2014

PEVERAGNO COMICS 2014: la storia attraverso le locandine

Cari amici chinauti,
con il post di oggi vorremmo ripercorrere con voi la storia di una piccola grande manifestazione che quest'anno compie otto anni. Otto anni per una manifestazione che parla di fumetti in provincia di Cuneo non è mica poca roba. Non trovate? Ovviamente stiamo parlando di Peveragno Comics!
Quella di quest'anno è l'ottava edizione e ci sembra di poter dire, noi che li seguiamo dalla prima edizione, che ogni anno la manifestazione cresce facendo dei passi in avanti. Intendiamoci, non stiamo parlando di chissà quali cose, ma ci sentiamo di assicurarvi che se quest'anno andrete a Peveragno, l'08 giugno, anche in caso di pioggia, troverete una mostra mercato che vi stupirà, per la qualità del materiale esposto e per gli ospiti presenti. Ve lo diciamo senza timore di essere smentiti, ed anzi, se dopo l'otto giugno vorrete tornare a trovarci su questo blog per farci conoscere le vostre opinioni in merito saremo lieti di discuterne insieme.
La manifestazione poggia le sue solide basi su due punti forti soprattutto: il materiale esposto, sempre di grande pregio e qualità e la possibilità di scambiare due parole con gli editori (proponendo magari qualche proprio lavoro, come abbiamo visto fare in edizioni passate) e con gli autori, sempre pronti a scherzare e firmare albi, ma non come si può fare in manifestazioni come Lucca Comics; qui la realtà è molto più diretta e rilassata, senza fretta o code clamorose. 

giovedì 29 maggio 2014

PEVERAGNO COMICS 2014: comunicato stampa

Ciao a tutti cari amici chinauti!
Andiamo veloci con il secondo aggiornamento di questo nuovo giorno: il comunicato stampa della manifestazione! Eh sì, le cose, gli amici di PeveragnoComics, le fanno proprio bene! Lo trovate qui sotto!

Vi ricordo anche il sito della manifestazione, sul quale, nei prossimi giorni, compariranno tutte le novità legate all'evento.


Come dicevamo sopra, eccovi il comunicato stampa!

Peveragno Comics
Mostra-Mercato di Tavole Originali e Fumetti
VIIIª Edizione - 8 Giugno 2014

Qui tra le splendide montagne e vallate della provincia di Cuneo, tra una festa di paese ed una sagra dedicata a prodotti naturali tipici (in ordine sparso: vini, funghi, frutti, verdure, carni, formaggi), da alcuni anni stiamo assistendo con piacere ad un interessante fenomeno: la proliferazione degli eventi legati al mondo del fumetto.

La “provincia granda” non è di certo carente di iniziative culturali: tra tutte ricordiamo “Scrittori in città”, le numerose mostre fotografiche e le diverse attività legate alla musica ed al teatro, ma il fumetto occupa da sempre un posto speciale nei nostri cuori.

A Peveragno, un piccolo paese in cui ci sono persone accomunate da una grande passione, siamo fieri di essere stati tra i primi nei dintorni a promuovere il magico mondo della letteratura disegnata, così come siamo fieri di continuare tutti gli anni a proporre iniziative che speriamo risultino sempre di gradimento a chi, come noi, apprezza il piacere di una sana lettura “tra le nuvole”.
Quest’anno ad esempio festeggeremo una certa ricorrenza in un modo un po’ particolare, ma andiamo con ordine.

PEVERAGNO COMICS 2014: locandina definitiva!

Ciao a tutti cari amici chinauti,
vi mostriamo di seguito, appena arrivata, la locandina definitiva di Pevaragno Comics edizione 2014.
Fresca fresca e piena di novità!


Ci si vede domenica 08 Giugno, anche se piove, a Peveragno!

Al prossimo fumetto!
cHiNaUtI

mercoledì 21 maggio 2014

PEVERAGNO COMICS 2014: mai così ricco!!!

Cari chinauti,
il momento, come tutti gli anni è finalmente giunto: tra poche settimane a Peveragno, a pochi chilometri da Cuneo, si svolgerà come tutti gli anni PEVERAGNO COMICS and GAMES. Non aggiungo altro perchè la locandina che trovate qui sotto dice molto più di tante parole. Godetevela e fate bene attenzione a tutti gli ospiti dell'edizione di quest'anno, ma soprattutto buttate un'occhio per scoprire cosa si sono inventati gli organizzatori per celebrare i venticinque anni dell'uscita di un albo che è rimasto nel cuore di molti "fumettari"!!!

Ci vediamo a Peveragno domenica 08 giugno!


Al prossimo fumetto...o come in questo caso...alle prossime news su Peveragno Comics 2014!!!
cHiNauTi

mercoledì 7 maggio 2014

ORFANI 07

Salve, naviganti nel mare della china!
Da un po' di tempo a questa parte il sottoscritto Nostromo Fishleg non ha più collaborato con recensioni di fumetti... non perchè non ne legga, giammai! Meglio la morte in acqua tra gli squali spinto oltre il pontile, sia chiaro... è solo per questione di tempo (tra ammainare le vele, cazzare le rande, virare a babordo o tribordo, reggere il timone, rollare di quarta, issare il pappafico... noi lupi del mare della china ne abbiamo di cose da fare! Ma non chiedetemi le spiegazioni di tali operazioni... c'è il segreto marinaresco, ovvio...), ovvero leggo più che recensire...

Oggi dunque voglio condividere con voi questa recente lettura:


ORFANI N.7, "BUGIE E PALLOTTOLE"
SERGIO BONELLI EDITORE
Soggetto e sceneggiatura: ROBERTO RECCHIONI
Disegni: GIORGIO SANTUCCI e ALESSANDRO BIGNAMINI
Colori: LUCA BERTELE' e GIOVANNA NIRO
Copertina: MASSIMO CARNEVALE
Lettering: MARINA SANFELICE
A cura di: FRANCO BUSATTA - EMILIANO MAMMUCARI - ROBERTO RECCHIONI

Per chi non conoscesse la saga, in due parole: fumetto di fantascienza, ambientato in un prossimo futuro in cui (pare) che gli extraterrestri abbiano "fatto il culo a strisce" agli esseri umani, devastando la terra e costringendo i superstiti a guerreggiare, cercandoli fin sul loro pianeta per vendicarsi ed evitare future devastazioni.

La particolarità sta nel fatto che gli episodi della serie (dovrebbero essere 12 numeri la prima miniserie, che poi continuerebbe con una seconda, di cui al momento non si sa nulla di più) sono suddivisi in due parti, su ogni albo, una ambientata nel "presente", ovvero appena si è svolta la devastazione aliena della Terra, nella quale si narra la storia degli "orfani" del titolo, ragazzini rimasti soli che vengono addestrati militarmente dal colonnello Nakamura  e dalla professoressa Juric a diventare i soldati che andranno in seguito nello spazio a cercare vendetta contro gli alieni distruttori, e una ambientata nel "futuro", ovvero con gli orfani ormai adulti che ingaggiano guerra agli alieni.
Trovata secondo me di forte impatto e ben studiata, in quanto si va di pari passo nello sviluppo della storia tra l'introduzione agli eventi della prima parte e il loro sviluppo nella seconda. Molto rischioso se usato non correttamente, questo "stratagemma", se ben utilizzato, come credo lo sia in questo caso, può invece rendere molto interessante la vicenda, se la prima parte viene strettamente legata alla seconda...come diceva il creatore della serie Recchioni nella presentazione a Lucca qualche mese fa, questa ideazione gli è costata sangue sudore e lacrime, anche per il fatto che bisogna dosare bene gli sviluppi e far sì che terminata la serie la si possa rileggere di fila, prima tutte le "prime parti" e poi le seconde, in modo che sull'ultimo numero la prima parte si colleghi alla seconda del primo numero, completando armoniosamente la serie...


venerdì 18 aprile 2014

RAT-MAN GIGANTE 01 e 02

RAT-MAN GIGANTE 01 e 02
Leo Ortolani
Panini



Buon salve a tutti quanti cari amici chinauti,
come state voi ed i vostri fumetti in questo periodo?
Oggi vi rubo davvero pochissimo tempo per raccontarvi di me e di Rat-man, il fortunatissimo personaggio scritto, disegnato ed impersonato da Leo Ortolani; uno dei veri e propri casi editoriali del panorama italiano. Non mi dilungo oltre a raccontarvi oltre questa storia editoriale perché credo, anzi sono sicuro, sia conosciuta ormai da tutti. Vorrei invece approfittare di questo spazio per raccontarvi la mia personale esperienza con Rat-man.
Ricordo come fosse ieri il giorno in cui ci siamo incontrati: era una giornata molto soleggiata, calda, pomeriggio, i raggi del sole entrano dai finestroni dell’aula universitaria mentre l’attempata e soporifera professoressa disegni strani simboli alla lavagna, più simili a geroglifici che a formule di analisi matematica II. Ad un certo punto, ad un punto certo, uno dei miei vicini di banco attira la mia attenzione perché sta leggendo un fumetto. Gli chiedo di prestarmelo per dargli un’occhiata. Ed è così che mi trovo in mano per la prima volta in vita mia il numero 01 di Rat-Man. Dopo un mese lo stesso amico mi presta da leggere e da portarmi a casa i primi due numeri di Rat-Man. Ricordo di averli divorati insieme. Ricordo con chiarezza le risa che nascevano spontanee. Ridevo davvero di gusto. 

giovedì 3 aprile 2014

CORSO DI FUMETTO

Ciao a tutti cari chinauti,
come ve la passate? Siamo felici di segnalarvi che a maggio, e precisamente tutti i sabati a partire dal 10 fino al 31 di maggio, dalle ore 15:00 alle ore 17:00, l'associazione culturale Becco Giallo, in collaborazione con Marco Paschetta e Luca Blengino, ripropone il corso di fumetti per bambini e ragazzi dagli 8 agli 11 anni, presso la Casa del Fiume – Parco Fluviale Gesso e Stura a Cuneo.


Ricapitolando:
Quando? Tutti i sabati dal 10 al 31 maggio
A che ora? Dalle 15:00 alle 17:00
Dove? Casa del Fiume – Parco Fluviale Gesso e Stura a Cuneo
Per chi? Bambini e ragazzi dagli 8 agli 11 anni
Docenti? Luca Blengino e Marco Paschetta

Piccoli chinauti crescono!

Alla prossima segnalazione ed al prossimo fumetto.
cHiNaUtI

lunedì 31 marzo 2014

NOIR ET BLANC EN COULEURS

Buon salve a tutti quanti cari i miei amici chinauti,
come ve la passate? Che cosa state leggendo di bello in questi giorni di inizio primavera? Il sottoscritto, dopo molto tempo (ho infatti questo fumetto nella libreria da diverso tempo, qualche anno direi), si è lanciato nella lettura di


NOIR ET BLANC EN COULEURS
Edoardo Di Muro
Edition Roymodus

Cose da dire su questo fumetto e suo suo autore ce ne sarebbero tantissime e spero di non dimenticarne nessuna.
Inizio con il raccontarvi come il sottoscritto ha conosciuto l’autore. Sono venuto a conoscenza di questo autore tramite amici (che tra l’altro non sono troppo interessati all’aspetto fumettistico della cosa), che per rapporti di parentela lo conoscevano. Me ne parlarono come di un autore che in Francia aveva pubblicato diversi lavori. Rimasi decisamente incuriosito dalla cosa, ma tutto sembro fermarsi lì. Poi successe che alla prima o seconda edizione di Peveragno Comics Edoardo Di Muro fece la sua comparsa per una visita ed uno scambio di parole. Poi ancora, nella successiva edizione di Peveragno Comics lo stesso Di Muro portò a vedere le tavole, credo proprio di questa storia a diverse case editrici presenti. Quando seppi, passati alcuni anni, che Di Muro, a Borgo San Dalmazzo, presentava un nuovo fumetto, corsi all’incontro, al termine del quale comprai proprio questo fumetto.


Nell’incontro in questione Di Muro parlò della sua vita africana, delle sue esperienze (che traspaiono tutte in questo fumetto, con verità e sincerità), della sua personale visione del mondo, frutto proprio dell’influenza della cultura africana. Credo, e qui mi prendo davvero una grossa libertà, che nel fumetto in questione la cosa traspaia tantissimo da una frase, che verso la fine dell’opera, Di Muro fa pronunciare al protagonista che si rivolge ad un amico italiano: “Voi in europa avete inventato gli orologi, ma noi, qui, abbiamo inventato il tempo”. Davvero evocativa non credete?


Ma veniamo al fumetto ed alla storia. Ovviamente il fumetto è stato pubblicato in Francia (diceva Di Muro che nessuno in Italia lo ha voluto pubblicare, mentre in Francia, dove, lo sappiamo tutti, il mercato dei fumetti è decisamente più maturo, non hanno fatto difficoltà a dare alla luce l’opera), per cui la lingua in cui lo si può leggere oggi è il francese. Sicuramente alcune sfumature dei dialoghi vanno persi, ma nel suo complesso, l’atmosfera e la struttura sono molto chiari.


La storia racconta del viaggio da un piccolo villaggio africano fino all’Europa e del ritorno. Il racconto inizia con il protagonista e gli amici già in Europa, ed in particolare in Italia. Si raccontano e ricordano insieme il loro viaggio (ovviamente terribile), lo stupore e la paura all’arrivo sulle coste siciliane. La clandestinità. Il riconoscimento dello status di rifugiati, il lavoro… Succede poi che per liberare una sua amica dal mondo della prostituzione in cui era caduta, il nostro protagonista uccide un uomo. Le cose precipitano e la vendetta della banda non tarda a farsi sentire. Gli sparano. Nel coma, all’ospedale, viene a fargli visita il camaleonte, feticcio e divinità, pregata dalla madre in Africa, che gli reca un messaggio: ritorna. Qui occorrerebbe aprire una lunghissima parentesi in merito alla cultura africana ed alle credenze religiose di cui Di Muro permea tutta la sua opera; ma non lo farò: sarei troppo poco preciso nel farlo e non ne ho le competenze. Sta di fatto che inizia per il protagonista il viaggio di ritorno verso il suo villaggio, in Africa. Sin dalle prime tavole di questa seconda parte si evidenzia, in qualche modo, come Di Muro, sia molto più a suo agio con le atmosfere, i colori, ed i ritmi dell’Africa. Non vorrei svelarvi altro, perché, come sempre, credo che questa sia una bella storia da leggere, e se mi posso permettere, non fatevi spaventare dalla lingua. Una dei temi che mi è piaciuto maggiormente e che viene fuori pesantemente è l’importanza di una dimensione spirituale nella nostra vita di tutti i giorni. Insomma cari amici si tratta di un viaggio di formazione, un viaggio di andata e ritorno, una storia di amicizia, di cultura africana, di credenze e di religione, una storia di denuncia, un racconto di tradizioni e di cultura africana, uno scontro ed un incontro, insomma, una storia che vale davvero la pena essere letta. Fermandosi. Sedendosi. Lasciandosi trasportare dal camaleonte!

Per una maggiore comprensione dell'opera vi segnalo anche questi due video (in francese):






Al prossimo fumetto!
iSmAeLe

GROT, IL GOBLIN ENAMORADO


Cari amici, direttamente dal blog di Marco Paschetta vi segnaliamo che:

"Grot, il goblin enamorado".
Di Luca Blengino e Marco Paschetta.

Può essere acquistato presso le librerie spangole e francesi o, in alternativa, qui.

Cosa ci fate ancora qui...andate, coraggio, andate! Non mi direte che una lingua diversa è un problema per voi? E che diamine, siamo nell'era del futuro e ancora sento queste cose.
Buona lettura a tutti quanti cari amici chinauti!

Al prossimo fumetto!
ChInAuTi

lunedì 24 marzo 2014

MIDNIGHT DAYS di Neil Gaiman

Cari amici appassionati di tutto ciò che riguarda il mondo dei fumetti… un cordiale saluto dal ponte dell’Ammiraglia Fumetto: qui è il Mozzo che vi parla!
Come ve la siete passata in questi mesi? Spero davvero molto bene!
Ok, ok, prima che mi linciate per la prolungatissima assenza, vi chiedo umilmente scusa. La mia vita, nei mesi che ho passato ben lontano da questo blog, ha subito diversi cambiamenti e ho dovuto rivedere un po’ la mia lista di priorità: mi dispiace aver lasciato almeno un paio di articoli in sospeso, ma ora spero di riuscire a risicare un piccolo posticino, durante le mie giornate, per tornare a darvi la mia opinione in merito a qualche lavoro a fumetti.
Perdonatemi e capitemi: su una nave come la nostra, la vita di un Mozzo è un vero inferno!





Ma a parte gli scherzi e le giustificazioni, oggi sono qui per “recensire” un fumetto, ovviamente.

Per riprendere un po’ la mano, vado sul sicuro: vi parlerò di MIDNIGHT DAYS, una raccolta di sei storie brevi a fumetti di Neil Gaiman, edite dalla RW LION nel 2012 in uno stupefacente albo dalla copertina cartonata rigida, con un commento dell’autore stesso per ogni storiella.
Una chicca da non perdere? E che ve lo dico a fare.
Non indugiamo oltre, allora, e parliamo un po’ di queste sei, piccole, pietre preziose del fumetto americano!









IL VERDE JACK – di Neil Gaiman, Stephen Bissette & John Totleben
La prima delle storie brevi riprende il personaggio di Swamp Thing, eroe con il potere elementale della natura molto importante della scuderia DC, protagonista delle primissime storie a fumetti di Alan Moore (proprio assieme a Bissette e Totleben)… anche se non è propriamente dello stesso personaggio che si parla.
Gaiman, infatti, ambienta il tutto durante la peste in Inghilterra, e ci mostra un altro Swamp Thing, predecessore di quello moderno, che si trova a confrontarsi con la morte, oscura, inspiegabile e totalizzante. Una storia cortissima, ma molto interessante, piena zeppa di riferimenti che può cogliere solo chi conosce abbastanza a fondo la creatura della paludi di casa DC, ma come sempre con Gaiman godibile da chiunque possieda un minimo di sensibilità umana.



FRATELLI – di Neil Gaiman, Richard Piers Rayner e Mike Hoffman
Seconda storia ambientata nell’universo di Swamp Thing, con i suoi personaggi e le sue tematiche solite, è stato uno degli “Swamp Thing Annual”, ovvero delle “storie di compleanno” della serie.
Protagonista della vicenda è uno dei comprimari della serie stessa, Chester, un hippie scapestrato ma dal cuore gigantesco: egli, assieme alla compagnia Liz e alla protagonista femminile delle avventure di Swamp Thing (sua “moglie” Abby), dovrà aiutare i servizi segreti americani a fronteggiare il ritorno sulla terra di Fratello Power, una bambola di pezza dotata di vita, simbolo degli anni 60/70.
La vicenda è abbastanza classica per chiunque abbia letto qualcosa di Swamp Thing (forze della natura, esseri soprannaturali ben più umani degli umani stessi, apparizioni di personaggi più famosi della DC…); il vero punto forte sono le riflessioni sui movimenti rivoluzionari della decade di Fratello Power e su ciò che di essi è rimasto negli anni ’80 e, in proiezione, fino ai giorni nostri.
Non c’è niente che non vada, in questa storia, è tutto ben costruito e ben calibrato, le scene d’azione e i dialoghi sono stupefacenti e fanno davvero riflettere.
È una storia da leggere, non c’è altro da dire!
Come nella prima, i disegni sono incredibilmente efficaci, perfetto esempio di com’era trent’anni fa la tecnica, più semplice e diretta, ma di certo non meno chiara e funzionale di quella odierna.


SCONCLUSIONATE STORIE DI DEI – di Neil Gaiman, Mike Mignola 
Vabbè, avete letto il nome dei due autori: c’è bisogno di dire altro? Sì, eh? Va bene!
A sorpresa, è una delle due storie migliori di tutto il volume. Anche questa ambientata nelle atmosfere oniriche e verdastre di Swamp Thing, ha come protagonista un suo antagonista creato da Alan Moore, Jason Woodrue conosciuto in Italia con il curioso nome di “Uomo Floronico”: sì, in sostanza è un essere umano reso completamente pazzo dal potere di controllare le piante, ecco.
In queste dieci pagine, un Woodrue completamente alienato dalla realtà giunge al cospetto del Parlamento degli Alberi (un concilio di antichissime creature vegetali) per comprendere la verità dietro il rapporto tra gli uomini e le piante descritto in ogni mitologia di ogni popolazione della Terra: la risposta non soddisferà né lui né il lettore, probabilmente, ma è l’unica razionale.
I disegni di Mignola rendono la storia un vero capolavoro, ma probabilmente, per i temi trattati, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno: chi riuscirebbe a porsi interrogativi teologici importantissimi utilizzando un villain da comics americano… e che si chiama l’Uomo Floronico, poi?!



STRINGIMI – di Neil Gaiman, Dave McKean
Stesso discorso della storia precedente: i due nomi fanno già intuire che qui si sta parlando di un capolavoro. Poi, aggiungeteci anche il fatto che il protagonista è John Constantine e direi che per me abbiamo fatto.
Mentre cerca di mandare avanti la sua solita esistenza zoppicante, John dovrà vedersela con lo spirito di un senzatetto capace, letteralmente, di risucchiare via la vita dagli esseri umani: come sempre, però, non tutto quello che sembra terrificante lo è del tutto, nella Londra degli anni ’80.
Toccante, ecco l’unica parola che può descrivere queste ventiquattro pagine.
Non dico altro, perché parlarne significa rovinarle.
L’atmosfera è tutto, qui, e come accade molto spesso con McKean: se, dopo aver letto il volume, potreste non concordare sul definire un capolavoro SCONCLUSIONATE STORIE DI DEI, su questa storia breve credo nessuno avrà molto da ridire.


SANDMAN: MIDNIGHT THEATRE – di Neil Gaiman e Matt Wagner, Teddy Kristiansen
Sarà stato mai possibile unire le due incarnazioni fumettistiche di Sandman (il supereroe con la maschera antigas e il pallido Eterno vestito di nero), nella storia dei fumetti?
Qui abbiamo la prova che sì, è successo!
Questa storia è ambientata nel 1939, e ha come protagonista proprio Wesley Dodds, il Sandman “supereroistico”, che si trova a dover risolvere un caso di ricatto che unisce Inghilterra e America.
Purtroppo, devo ammettere che questo capitolo, e il successivo, non li ho trovati a livello dei precedenti, nonostante l’idea di vedere uniti i due Sandman mi aveva allettato parecchio. Questo incontro avviene in un modo del tutto particolare, e di certo diverso da come potrebbe aspettarselo un lettore di comics, ma è di fatto il punto veramente forte della vicenda.
Il tutto, però, è chiaramente ottimo, specialmente grazie ai disegni di Kristiansen, molto espressivi ma dotati di un respiro davvero molto chiuso e angosciante.
Un autore di cui cercherò di recuperare qualcosa in futuro!



BENTORNATI NELLA CASA DEL MISTERO – di Neil Gaiman, Sergio Aragonés
Questa, in realtà, non è una vera e propria storia.
Di fatto, si tratta di un’introduzione e di un epilogo a una raccolta di racconti dell’orrore a fumetti, presi direttamente dalla vecchia testata americana HOUSE OF MISTERY: il mio giudizio critico è quindi del tutto sospeso, non essendo una vera e propria narrazione.
Il vero punto forte di queste ultime pagine sono i disegni di Aragonés e l’umorismo sviluppato da Gaiman, che nella maggior parte dei casi va però a ironizzare sugli elementi classici e ricorrenti di HoM e di un’altra testata a cui aveva lavorato Aragonés, ovvero PLOP!... che io, essendo nato negli anni ’90, non ho la possibilità di comprendere!
Tutto quello che posso dire è che si tratta di un buonissimo modo di terminare il volume, dopo il peso emotivo dei temi trattati nelle storie precedenti.


Ebbene, eccoci arrivati alla fine di questa nuova recensione.
Vi è piaciuta? Non dite di no proprio ora che voglio tornare a scrivere qui sopra!
Noi ci si risente presto. Spero.

Il Mozzo

venerdì 21 marzo 2014

INCONTRO CON DAVIDE OSENDA

Ciao a tutti cari chinauti e non,
come ve la passate? Con un poco di ritardo, ma non disperate perchè c'è ancora tutto il tempo, vi segnaliamo che domani sabato 22 marzo a partire dalle ore 16:00, presso la fumetteria Cose da Leggere (Cuneo - via Savigliano 16/A), ci sarà un incontro con Davide Osenda, autore di "Ultima lezione a Gottinga" e "Rebecca (sei tu)" - a questo link trovate una nostra recensione/impressione di questa storia.

Potrete scambiare due parole con l'autore, farvi autografare il suo ultimo lavoro, vederlo all'opera, etc.


Non mancate!

venerdì 14 marzo 2014

ANYA ED IL SUO FANTASMA

Buon salve a tutti quanti amici chinauti,
come ve la passate? Oggi vi vorrei parlare di una graphic novel, pubblicata dalla Bao Edizioni e scritta, disegnata, colorata ed interpretata da Vera Brosgol. Probabilmente per parlare di questo fumetto basterebbero due commenti. Il primo di Scott McCloud, che dice: Anya ed il suo fantasma è buffo, fa paura ed è pieno zeppo di personaggi veri e pieni di cuore; uno dei migliori fumetti che abbia letto da tanto, tanto tempo. Il secondo di Neil Gaiman, il quale definisce un capolavoro questo fumetto. Dopo due commenti così entusiasti da parte di cotanti autori, potrei anche evitare di raccontarvi le mie impressioni. E invece no! Non penso certo di dire delle cose intelligenti o particolari, ma mi piace parlare di fumetti. Mi piace leggerli e parlarne. Ecco per cui, se avrete la bontà di continuare potrete leggere le mie impressioni su...


...ANYA ED IL SUO FANTASMA
Vera Brosgol
Bao Edizioni

Anya è una ragazza russa, che con la famiglia è andata a vivere in America. Capirete da soli come ci troviamo di fronte al più grande stereotipo di “diverso”. Anya viene additata come la diversa perché, nonostante abbia fatto tanti progressi (nelle relazioni, con la lingua, etc.), l’accento russo c’è sempre; non ha amici, non è accettata…per partito preso, più che per scelta che presupporrebbe la conoscenza della persona. Ignorata o denigrata a seconda dei casi. All’inizio della storia, non fosse per la caduta in una profonda buca, della nostra giovine compagna Anya, non fosse per il ritrovamento, all’interno della buca, di uno scheletro; non fosse che un piccolo pezzo dello scheletro finisce misteriosamente nello zaino di Anya quando viene salvata, permettendo ad Emily, la giovane fantasma (lo scheletro è quello del suo corpo mortale) che si trova li da circa 90 anni di uscire e seguirla fino a casa; non fosse per tutte queste cose ci troveremmo innanzi alla più classica delle classiche giovani menti disadattate ed al suo personale percorso di formazione. Una storia tutto sommato come tante altre già scritte e riscritte. Vera Brosgol non si discosta molto da questo modello classico di storia, ma utilizzando Emily come guida dapprima e come leva poi, porterà la giovane protagonista a crescere.


Come succede spesso tra adolescenti l’amicizia tra Anya ed Emily cresce con il divenire della storia, e parte un poco in sordina. Data l’età adolescenziale delle protagoniste, ovviamente, il tema che muove gli eventi è l’amore, l’infatuazione, l’innamoramento di Anya per uno dei “giusti” della scuola, Sean, della squadra di basket. Questo evento porta Anya ed Emily ad un primo punto di svolta della storia: prendendo spunto da quanto succede ad Anya, Emily racconta la sua triste storia… innamorata, sul punto di sposarsi, lui muore in guerra… ma la cosa importante è il fatto che Emily rivela ad Anya, in questa confessione, il proprio nome (fino a questo punto della storia il lettore non lo conosce). Da questo momento la loro amicizia sembra diventare più profonda e la stessa Anya si offre di indagare sulla morte di Emily. È da questo punto in poi che in qualche modo le cose cambiano. Dapprima non in maniera palese ed evidente, è più una sensazione che si percepisce a fil di pagina, appena al di là della tavola disegnata. Un momento rivelatore di questo cambiamento è l’allontanamento di Siobhan, l’unica amica di Anya. Mentre Emily fa di tutto per “fomentare” Anya a provarci con Sean; Siobhan le rivela, dicendole la verità, un passato non troppo pulito per Sean. Ovviamente al cuor non si comanda e Siobhan viene allontana. Da questo momento in poi il secondo fine di Emily viene sempre più fuori. Vuole rivivere una vita attraverso la vita di Anya. 


Il lettore scopre, insieme con Anya, come la storia del passato di Emily si falsa (la nostra piccola fantasma è in realtà un omicida), scopre come il tanto giusto Sean non sia poi così tanto giusto, scopre come tante cose che sembravano all’inizio della storia ora non sembrano più così tanto. Tra le due nasce uno scontro che vedrà la nostra Anya vincere, scacciando Emily per sempre dicendole: “…hai ragione, non sono diversa da te… la vita degli altri ci sembra sempre più desiderabile…” proprio perché non è la nostra vita, proprio perché ci soffermiamo solo su alcuni aspetti di quella vita altrui non conoscendone quelli più quotidiani, quelli più difficili, quelli che normalmente non ci piacciono della nostra stessa vita. Un’analisi non da poco per la nostra protagonista, analisi che ci coinvolge tutti, chi più chi meno. Con questa grande presa di coscienza la nostra protagonista termina il suo cammino di formazione, o almeno noi la abbandoniamo e la storia termina!

Ciao a tutti e...

...al prossimo fumetto!
iSmAeLe

martedì 4 marzo 2014

MARVEL 1602: 1-8

Buon salve a tutti quanti cari chinauti,
è di nuovo passato un mese senza che ci sentissimo, vi chiedo scusa per questa assenza, ma sappiate che la lettura di fumetti e la dose quotidiana di china non è mai venuta meno. Torno a voi, in questo giorno di marzo per raccontarvi delle prime otto storie di un fumetto che mi ha sorpreso e non poco. Se ci seguite da un poco di tempo lo saprete senza ombra di dubbio che sono un appassionato dell’universo Marvel ed è per questa passione e per il nome di Neil Gaiman che regna in copertina, che mi sono avvicinato a...


 MARVEL 1602 – 1-8
Soggetto e sceneggiatura: Neil Gaiman
Disegni: Andy Kubert
RW Edizioni Lion

La versione che ho recuperato, forse un tantino cara, ma senza dubbio di pregio, è quella con copertina rigida, nera, prodotta dalla Lion. In questa versione sono raccolte tutte le storie legate all’universo 1602, sia le prime 8 scritte e sceneggiate da Neil Gaiman, di cui proverò a parlare in questo post, sia altre, nonché storie speciali.
E adesso veniamo alle prime otto storie di questa raccolta. L’idea alla base di questa raccolta è quanto semplice quanto geniale: portare gli eroi che abbiamo imparato a conoscere (l’Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, Capitan America, il Dottor Destino, gli X-Men, etc.) nel 1602. Ovviamente non sempre un’idea semplice, per quanto geniale, si può trasformare in una grande storia. Occorre senza dubbio un custode delle storie, qualcuno che le sappia prendere, manipolare, trasformare, e che dire? Neil Gaiman è un signor custode e manipolatore delle storie. Ecco perché la storia che ho avuto il piacere di leggere è piena di colpi di scena, di trame che si avviluppano tra di loro senza mai perdere di leggibilità. La sensazione che ho provato è stata proprio quella di essere catapultato nel 1602 tra un intrigo e l’altro, tra un colpo di scena ed un altro, tra un mistero ed una rivelazione. Mettiamola così, la mano di Gaiman si sente ed è come sempre un piacere grande. Gli eroi non vengono rivelati tutti e subito, ma vengono svelati con saggezza man mano che la storia prende forma. E vi assicuro che l’attesa di sapere che ruolo avranno i propri eroi preferiti è fantastico. Non ha prezzo scoprire il ruolo dei fantastici quattro, piuttosto che di Devil, o degli X-Men. Che dire poi del Conte Von Doom o di Magneto? E mentre uno legge la storia ed i ruoli vengono definiti, ecco che viene da dire: “non poteva essere altrimenti”, Magneto non poteva non essere il Grande Inquisitore a caccia dei mutanti, o piuttosto gli X-Men non potevano non essere una banda clandestina, Nick Fury potrebbe anche nel 1602 non essere una spia? Destino potrebbe non essere il Conte di Latveria? Potevano mancare i templari ed il loro più grande tesoro tenuto nascosto al mondo intero per anni e che ora verrà rivelato data l’imminente fine del mondo? Ed in questo caso lasciatemi dire che la trovata di Gaiman per spiegare sia il Tesoro dei Templari, sia il perché dell’imminente fine del mondo sono geniali!


Gaiman prende le caratteristiche dei nostri eroi preferiti e li traspone nel 1602 senza alcuna forzatura, senza alcun salto di discontinuità con gli eroi che abbiamo imparato a conoscere. La storia è opportunamente farcita di magia e soprannaturale, scienza e fisica, salti temporali e misteri misteriosi, divertimento e suspence, dolore e gioia.
A farcire il tutto un Andy Kubert in grande spolvero! Disegni di stampo classico, senza troppi preziosismi, ma di grande richiamo! La colorazione ne accentua davvero le caratteristiche migliori.
Se siete degli appassionati dell’universo Marvel allora è un fumetto consigliatissimo! Se non siete degli appassionati Marvel, non importa, potrete sempre godere di una storia di Gaiman davvero bella!

Al prossimo fumetto!
iSmAeLe

venerdì 31 gennaio 2014

REBECCA (SEI TU)

La copertina del fumetto
REBECCA (SEI TU)
Davide Osenda
001 Edizioni

Buon salve a tutti quanti cari amici chinauti, come ve la passate? Quest’oggi per me è un grande piacere potervi scrivere e conversare un poco con voi in merito a questo fumetto: è un piacere perché si tratta di un bel fumetto e poi perché Davide è un amico, una persona che ho la fortuna di conoscere di persona, in quanto, più di una volta ha partecipato a Peveragno Comics. Ma non vi tedio oltre con chi conosce chi e come e cerco di addentrarmi subito nell’ultima opera di Davide.
Inizio con il dirvi questo: personalmente ho letto il fumetto due volte. La prima volta ho cercato di fare attenzione maggiormente ai disegni, alla composizione della tavola, ai colori, etc. e sinceramente non mi sono soffermato troppo sui testi e sulla storia in sé. La seconda volta, invece, ho decisamente prestato maggiore attenzione al testo, alle parole, al filo logico che lega il discorso.
Partiamo dunque dalla parte “grafica”, la prima su cui mi sono soffermato: vi posso raccontare che come già per la sua prima storia, Davide è decisamente a suo agio nell’uso dell’acquarello, lo dosa con molto effetto e la resa mi è piaciuta molto. I colori scelti sono davvero evocativi di sentimenti, emozioni e sogni. La composizione delle tavole alterna schemi relativamente classici con schemi o meglio non-schemi che sposano in maniera sottile l’andamento della storia. Per quanto riguarda ancora la parte “grafica” condivido ancora la sorpresa, passando di vignetta in vignetta, nell’incontrare il liceo di Cuneo (tra l’altro mi è piaciuta molto l’idea di tenere fissa l’immagine della scuola modificandone la colorazione per dare l’idea del cambio della luce e del tempo che trascorre), i portici di via Roma, Piazza Galimberti, i portici di piazza Virginio e altro ancora della città di Cuneo. Davvero bellissimo e strano vedere una storia ambientata in una città in cui vai da fare la spesa, a passeggiare. Personalmente, questo piccolo espediente, ha reso la storia  ancora più coinvolgente di quanto non abbia già fatto la narrazione in sé.
E veniamo ora alla storia: mentre in Ultima lezione a Gottinga (prima opera di Davide, che se non avete letto, siete out!) Davide ci parlava di matematica e di infinito, in questa sua seconda opera ci porta per mano nel campo della psicoanalisi. Argomenti leggeri, ne convengo! Eppure, come già fatto nella sua prima opera, Davide, si conferma assoultamente a suo agio con queste tematiche importanti e svela al lettore, anche il più disattendo, una sua grande dote, un suo grande dono: quello di riuscire a rappresentare in forma grafica, in segno, in di-segno, concetti anche complicati. L’immagine a servizio del testo, il testo a servizio delle immagini. Il connubio di cui vive l’arte del fumetto! E non penso di esagerare, sapete? Provare, o meglio, leggere per credere!

Osenda ad all'edizione 2011 di Peveragno Comics

La storia sembra divisa in due grandi parti: la prima in cui ci viene mostrata la vita quotidiana della protagonista, la sua parte razionale che si manifesta, decide, vive. In questa parte scopriamo che Rebecca è la nipote del protagonista di “Ultima lezione a Gottinga” che qui viene rappresentato vecchio e su una sedia a rotelle. Nella seconda parte, invece, prende decisamente spazio la parte inconscia, onirica della protagonista. Ecco che dunque i suoi sogni prendono forma di una lezione, di un dialogo con se stessa. Un dialogo tra le due parti di lei. Quella cosciente e quella non cosciente, quella conscia e quella inconscia. Ci sono alcuni passaggi che sono davvero accattivanti. Il metodo poi della narrazione, con… chiamamola “la professoressa” che tiene la lezione nel sogno di Rebecca, che guarda dritto a te che leggi, come se guardasse a Rebecca, aiuta ad immedesimarsi nella storia davvero in profondità!
Potrei riportare qui tutte quelle parti della storia che mi sono piaciute tantissimo, parti che parlano dei primi testi scritti dall’uomo, parti che riguardano la passeggiata in cui la parte conscia si spinge nel vasto territorio desertico della parte inconscia solo per incontrarla, per tenderle la mano, la parte…ok la smetto! In fondo anche voi dovete leggerlo, vero? Perché lo leggerete anche voi, non è vero?
Il sottoscritto lo consiglia davvero molto!

Al prossimo fumetto!
iSmAeLe

giovedì 30 gennaio 2014

ANNUNCIAZIONE, ANNUNCIAZIONE!!!

Ciao a tutti cari chinauti!
Come ve la passate? Siete in grande forma in questo inizio di anno?
Noi, lo avrete notato, abbiamo portato la grande ammiraglia Fumetto nel porto dell'isola Piperanium e gli abbiamo dato una bella sistemata alla chiglia, alle vele, dalla punta dell'albero maestro, fino all'ultima asse della più profonda tra le sentine. Questo l'attuale aspetto della nave che solca il grande mare della china e di tanto in tanto fa tappa in qualche isola per fare rifornimento di fumetti e per scambiare due chiacchiere con amici e collaboratori.
Qui sotto siamo particolarmente lieti di mostrarvi la nuova Fumetto, al largo del porto Piperanium.


Ed ora veniamo a noi: il capitano e gli attuali membri dell'equipaggio, rifacendo gli alloggi sono riusciti a ricavare nuove camere da letto, nuove stanze per nuovi membri, per nuovi collaboratori. Non aggiungiamo altro. Come recita il manifesto che troverete appeso in tutte le taverne di tutti i porti che sono bagnati dal grande mare della China, stiamo cercando appassionati di fumetti, appassionati di china che abbiamo il desiderio di condividere con altri la loro passione; scrivendo, di tanto in tanto, qualche riga in merito a qualche fumetto che hanno letto, a qualche notizia che hanno sentito, altro.
Cosa ve ne pare? Vi sentite all'altezza? O meglio, ne avete voglia?

DIVENTA ANCHE TU UN / A CHINAUTA!!! 


Beneeee!!! Allora fatevi sentire e contattateci all'indirizzo email chinauti-"chiocciola"-gmail-"punto"-com e verrete subito abilitati al blog. Diffondete la voce in tutti i porti che visiterete, dite a tutti, che l'ammiraglia Fum etto è alla ricerca di nuovi membri dell'equipaggio!!!
Siamo in attesa delle vostre email.

DIVENTA ANCHE TU UN / A CHINAUTA!!!

i ChInAuTi

martedì 14 gennaio 2014

ORFANI 01 – 02 – 03

Buon giorno a tutti quanti amici chinauti, come ve la passate? Si lo so, le recensioni e le opinioni in merito ai fumetti che leggiamo stanno languendo; ma questo non vuol certo dire che su chinauti non si stiano leggendo fumetti, anzi. Che non sia mai detto!
Chiamatemi Ismaele! Questo è il mio pseudonimo qui, e vengo a voi, in questo giorno di questo anno, per parlarvi di un’opera che da diverso tempo ha tenuto occupati gli esperti del settore, diversi siti e blog della rete: vorrei parlarvi di...

...ORFANI


Piccoli spaventati guerrieri – Non per odio, ma per amore – Primo sangue
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Emiliano Mammuccari – Alessandro Bignamini – Gigi Cavenago
Colori: Lorenzo De Felici, Annalisa Leoni – Annalisa Leoni – Arianna Florean
Lettering: Marina Sanfelice

Se ne parla ormai da tempo, su tanti forum, blog e social network di questa “rivoluzione colorata” della Bonelli. Orfani si annuncia come qualcosa di nuovo e rivoluzionario nel panorama del fumetto italiano e soprattutto della casa editrice più famosa d’Italia. Sicuramente un progetto molto ambizioso. Andiamo a scoprire insieme questi primi tre numeri della serie.

La storia ci narra di un apocalisse che ha colpito la terra: un attacco alieno. Ovviamente i terrestri non si danno per vinti ed iniziano ad addestrare ed allevare dei bambini, trasformando i loro corpi, le loro menti ed i loro animi. Il tutto al fine di dare alla luce i migliori soldati che il mondo intero abbia mai avuto.
La storia che ci viene raccontata in questi primi tre numeri è configurata con la medesima struttura per ognuna delle tre storie: dapprima ci vengono presentati eventi dei ragazzi durante il periodo di addestramento al campo Dorsoduro, e poi invece, gli eventi in cui i protagonisti sono cresciuti e sono soldati. I ragazzi, ormai soldati, fanno parte del contingente d’attacco al pianeta alieno da cui è partito il raggio che ha colpito la terra. Gli eventi dei due differenti periodi temporali, molto spesso, si richiamano l’un l’altro, ci aiutano a chiarire il carattere e l’attitudine di ogni personaggio, ce ne presentano le relazioni.

Il linguaggio è senza dubbio molto moderno, scarno, lapidario, veloce ed immediato. La lettura del fumetto è davvero molto rapida. Si sentono fortissime le influenze del mondo digitale dei giovani di oggi (target non troppo nascosto di questa impresa editoriale). Recchioni sembra essere molto a suo agio ad usare questo tipo di linguaggio, se ne sentono le sue influenze di blogger! Recchioni si dimostra un profondo conoscitore del mezzo fumetto, dosando le rivelazioni, i colpi di scena. L’azione è tanta, molte le scene piene di dinamismo! I personaggi non possono che rispecchiare questo stile narrativo: si tratti di personaggi molto netti nel loro carattere, molto definiti nella loro indole.


Cosa dirvi della parte di disegno e colorazione? Senza ombra di dubbio i disegni sono decisamente adatti allo stile narrativo: tratti sottili, precisi, un ripasso a china non carico, non scarni ma nemmeno barocchi, essenziali. Viene riprodotto tutto quello che serve e nulla di eccessivo. L’unica pecca, al momento, è, per quanto mi riguarda, la rappresentazione degli alieni. Che vi devo dire? Non mi piace proprio come sono rappresentati. Buona la colorazione, ed in alcune tavole anche di più! Nonostante avessi qualche dubbio che il colore sul tipo di carta bonelliana non potesse rendere al meglio, devo ricredermi.

C’è da dire che è stato fugato il mio dubbio iniziale che tutta la novità di questo fumetto potesse essere il colore, c’è da dire che al momento, però, la storia non ha ancora introdotto quell’elemento innovativo che ci si aspetterebbe da un fumetto così pubblicizzato. In ogni caso vedremo come procederanno la storia ed i disegni. Cercheremo di tenervi aggiornati. Stay tuned!

Al prossimo fumetto!
iSmAeLe

giovedì 2 gennaio 2014

INTERVISTA A MARCO NATALE - APPENDICE

Cari amici, cari chinauti,
innanzitutto buon anno a tutti! Condividiamo con tutti voi un augurio che abbiamo ricevuto tramite sms e che ci sembra particolarmente appropriato, e nel farlo ringraziamo l'amico che ce lo ha mandato!

Che il 2014 possa essere ricco di fumetti, ma soprattutto ricco...così si potranno comprare e leggere altri fumetti!

Molto bene, dopo queste prime battute, veniamo al motivo di questo primo post dell'anno: Marco Natale, autore di fumetti che abbiamo intervistato nell'ultimo post (lo trovate qui), ci ha scritto e ci ha contattato via mail per una breve appendice all'intervista. Siamo grati a Marco per averci ricontattati e vi mostriamo cosa c'era in allegato alla mail. A quanto ci ha scritto Marco, ha approfittato delle festività per fare un poco di ordine nel suo studio. L'operazione ha riportato alla luce, alcune illustrazioni digitali poi ridipinte in maniera tradizionale, di cui Marco ci accennava nell'intervista. Crediamo siano esempi molto chiari di quello che ci venica spiegato a parole dall'autore durante l'intervista. Sgranate gli occhi e buona visione!






Marco aggiunge poi che sono tutte state realizzate nel 2013 con Photoshop e ci dice "In particolare quella del mostro sotto i portici l'ho realizzata per Collisioni, il festival di Barolo che mi ha visto tra gli ospiti di quest'anno; è una di quelle sulle quali sono tornato a dipingere con acrilici sulla stampa su tela".
 
Grazie Marco per questa appendice e buoni fumetti a tutti!

PS
Ricordiamo a tutti che potete usare la funzione dei Commenti, presente al fondo di ogni singolo post, per commentare le immagini o quanto scritto. Per Marco, se vuoi aggiungere qualcosa di commento alle immagini, usando sempre la sopracitata funzione Commenti, sentiti liberissimo di farlo.

Al prossimo fumetto
cHiNaUtI

giovedì 19 dicembre 2013

INTERVISTA A MARCO NATALE

Ciao a tutti cari chinauti,
come ve la passate? State tutti bene?
Il Natale si avvicina e noi di chinauti abbiamo pensato di farvi un regalo: un intervista ad un fumettaro, uno di quelli veri, uno di quelli che vive disegnando. Abbiamo allora scelto un nostro amico, uno degli ospiti d’onore delle passate edizioni di Peveragno Comics, una persona davvero disponibile…abbiamo intervistato per tutti voi (noi) Marco Nataleeeeeee!!! 

Marco Natale in persona, proprio lui medesimo

Avete colto il nesso? Natale si avvicina e intervistiamo Marco Natale! Grandi coincidenze o il grande mare della china ci porta verso lidi sempre speciali?
In ogni caso, bando alle ciance e iniziamo con le domande:

Ciao Marco e benvenuto su Chinati! Se per te va bene iniziamo subito con le domande ed e ci buttiamo a capofitto in questa intervista...quando hai iniziato a disegnare?

Ho cominciato a disegnare... non so, da quando iniziano i miei ricordi; come la maggior parte dei disegnatori al mondo, ricordi lontani con me che disegno mentre la mamma è ai fornelli, me che disegno con i compagni dell'asilo e poi di scuola, poi me che disegno mentre sono al pub con altri amici, e così via. Mi ricordavano a casa che trovavano anche la frutta coperta di miei disegnini fatti a penna, disegnavo dappertutto. La frutta a casa mia andava sempre sbucciata...

…la professione arriva molti anni dopo…


Hai fatto studi di settore per migliorare le tue abilità nel disegno e se sì quali?

Ho fatto il liceo, e al tempo tutti mi dicevano quanto sei bravo, farai strada, cose così, tanto che mi ero convinto di uscire da scuola e trovare subito compratori e fans. Tutto normale.
Non fu esattamente così!
Finii l'Accademia di Belle Arti scoprendo che il mio talento da solo non bastava, e che per arrivare alla professione ci sarebbe voluta tanta forza di volontà e olio di gomito.
Aprii uno studio di scultura, avevo scelto quella disciplina accademica, dopo anni di bottega dallo scultore torinese Gilberto Zorio. Ma non ebbi fortuna, diciamo un piccolo disastro. In realtà non c’era niente di strano, se pochi comprano fumetti immaginate quanti comprano sculture per casa!
Per diversi anni smisi di disegnare, feci molti mestieri, girai un po'in Europa, specie in Irlanda.


Marco Natale a Peveragno Comics 2011
Puoi parlarci un po' della tua carriera. Quando inizia? Come? Quando hai deciso che questa sarebbe stata la tua professione?

Ad un certo punto però ho capito che l'unica cosa che mi faceva star bene con me stesso era disegnare, ancora meglio era raccontare attraverso il disegno, una vecchia passione imparata al tempo del liceo, e così mi rimboccai le manche e cominciai a disegnare fumetti, questa volta seriamente: era il 2000, o giù di lì.
Trovai un corso di fumetto professionale dove insegnava Frezzato, un caro amico dei primi anni del liceo, proprio la persona che mi aveva fatto innamorare di questa arte, facendomi scoprire grandi autori e meravigliandomi ogni giorno con il suo talento, seguii per due anni il corso.
Il cerchio si stava chiudendo, prima della fine del corso avevo già pubblicato la prima storia autoconclusiva, La moglie del Principe Azzurro, con il quale avevo vinto il concorso Pietro Miccia legato a Torino Comics. Da li in poi non mi sono più fermato.

Nel 2003 feci un concorso per aspiranti disegnatori di cartoni animati, andò bene, venni assunto e lavorai a diversi cartoni e film di animazione, come Totò Sapore per Lanterna Magica/Medusa o Coccobill  per la Rai. In quel periodo lavoravo tantissimo e con una squadra formidabile di instancabili disegnatori.
Mi capitava di prendere una matita nuova al mattino e di arrivare al suo mozzicone prima di sera, fino allo sfinimento. Imparai molto, e non l’ho mai scordato.

Dal 2005 ho pubblicato per La Stampa, per Loescher e Lattes nella scolastica per alcuni anni, (ci si poteva vivere di scolastica un tempo!) per la Jpop, per la Ferrero (per la quale mi capitano ancora collaborazioni per le sorpresine) in modo abbastanza continuativo, nel frattempo disegnavo loghi e piccole pubblicità per aziende, insegne per locali e anche inviti a nozze o menù per ristoranti, grafiche per solarium: qualsiasi cosa fosse da disegnare la disegnavo, sempre!
Non mi sono mai risparmiato, non facevo l'artista puro, avevo imparato la lezione.
Feci anche illustrazioni per tesi e testi universitari per la facoltà di psicologia, edizioni Erickson.

Era anche un modo per guadagnare lo stipendio, poichè con il fumetto vivere è abbastanza difficile, specie all'inizio. Devo a questo lungo periodo di gavetta la capacità di adattare il mio disegno a molti stili, non c'è dubbio: è stata la scuola più intensa che abbia mai fatto!

Nel frattempo disegnai molte storie, tutte umoristiche, alcune autoconclusive come lo Zarro del Uèst, Le conformazioni rocciose, L’Evoluzione, altre storie di 4/8 pagine come Bebo la Principessa e il Drago, La capra del Mago ed altre ancora: le presentavo ai concorsi in giro per l’Italia e spesso vincevo o andavo comunque in finale. Questi concorsi mi aiutavano a crescere, a darmi dei ritmi e a aumentare la mia autostima.


Quale dei tuoi lavori ami particolarmente?

Amo tutti i miei fumetti - anzi meglio – amo tutti i personaggi dei miei fumetti, ma li tengo a distanza, una volta pubblicati per me sono figli cresciuti, devono farsi strada, non li voglio in giro per casa, hanno giusto uno spazietto sulla libreria.


Marco Natale a Peveragno Comics 2011
Parliamo un po' del lavoro del fumettista in generale. Cosa vuol dire essere un disegnatore di fumetti? Cosa c'è dietro al tuo lavoro e quante ore al giorno passi a disegnare? Preferisci il giorno o la notte per lavorare? La tua giornata tipo?

La mia giornata tipo cambia continuamente, poichè insegno ho più discontinuità rispetto al passato, ma soprattutto dal 2011 ho fondato con alcuni colleghi iMasterArt, una azienda che promuove corsi di formazione di altissimo livello nel campo digitale, dall’illustrazione al character design in 3D: in questa struttura io insegno e coordino con lo staff diversi professionisti i quali si prestano per trasmettere alle nuove leve i segreti del loro mestiere: per me questo è motivo di orgoglio, ho convogliato nell’iMasterArt tutte le cose che io speravo di trovare nelle scuole o nelle strutture in cui ho lavorato, e che non ho mai trovato.

Quindi la mia giornata tipo come fumettista esiste di rado, spesso lavoro delle mezze giornate o alla domenica, non guardo gli orari.
Diciamo che la giornata ideale per me - quando non ho altri impegni - inizia con la sveglia verso le otto del mattino, colazione e poi alla scrivania (ho uno studio in casa, niente traffico per arrivare in ufficio) e lavoro fino all’una, mangio, e riprendo quasi subito dopo mangiato, dritto fino alle otto di sera, a volte riprendo anche dopo cena.
Se non ho grosse interruzioni produco più o meno una pagina al giorno.

A cosa stai lavorando ultimamente?

Al terzo volume della serie di Bacon


Come procedono i lavori? Quanto ti stai documentando per questa storia?

A questo fumetto dedico due giorni pieni a pagina a volte tre, sono più lento del solito. Questo è dovuto a diversi fattori: il primo è sicuramente la cura che sto mettendo nei disegni, cerco di non accontentarmi; il secondo fattore è la discontinuità, con tanti impegni è difficile staccare due giorni e riprendere da dove avevo lasciato, mi ci va un po’ a recuperare il filo della storia; il terzo è la ricerca, continuo a documentarmi con immagini storiche e cerco tagli significativi per inquadrare in modo interessante le scene, tutto questo apporta qualità ma consuma tempo. Uno scambio che oggi accetto volentieri.

Questo è il disegno che Marco Natale ha lasciato a Peveragno Comics per le edizioni future


Se dovessi parlarci del tuo metodo produttivo? Sceneggi molto? Prima scrivi tutta la storia e poi la disegni o mescoli le due cose?

Scrivo tutto io, le storie, le sceneggiature, i personaggi, tutto: in genere dedico un paio di mesi alla storia, che costruisco partendo da un’idea, un concetto che sento di voler esprimere, poi ci costruisco intorno.

I personaggi sono importanti e compaiono da subito, sono loro che mi mostrano il loro mondo, io li seguo.
A volte scrivo la vita anche delle comparse, se poi ne racconto solo un tratto o un breve momento, non importa: daranno spessore ai protagonisti con il loro riflesso.

Scrivo e disegno, mischio le due cose, costruisco una bozza di tutto il fumetto, anche se di cento e più pagine: un fumetto imbastito, dove le vignette sono piene di segni che capisco solo io. Un lavoro sartoriale che mi permette di leggere il fumetto in anteprima, vedere se scorre, se passa l’atmosfera, se mi son perso qualcosa.
Dopo due mesi quel fumetto è pieno di aggiunte, tagli, correzioni a matita, a penna o a pennarello: ogni volta che mi viene un idea, una aggiunta da fare la butto la dentro. Funziona così per me.
Quando inizio a disegnare le tavole definitive parto da pagina uno e vado avanti senza saltare vignette, ma con il lavoro fatto nei mesi precedenti potrei partire da pagina 15 o pagina 56 senza problemi, posso gestirlo come un film in fase di montaggio.

Leggi molti fumetti? Libri? Ci sono artisti famosi o altri disegnatori che senti affini al tuo modo di disegnare o a cui ti ispiri?

Non sono un lettore seriale, mi appassiono di più agli artisti che alle storie; seguo il loro lavoro, ne ammiro la crescita: il primo in assoluto che ho conosciuto è Pazienza, ma poi Magnus, Gimenez, Altuna, Bernet, Breccia e molti altri, nei miei anni della adolescenza non c’era internet, c’era l’Eternauta. Poi Pilot e Linus, tutte quelle riviste contenitore dove scoprivo i grandi maestri.
Più avanti ci sono stati artisti emozionanti come Mastrantuono, Carnevale, che hanno impresso immagini bellissime nella mia mente. Poi tanti altri come Otto Smith, Peter de Séve, Michael Whelan tutti artisti che con il digitale hanno fatto opere magnifiche e a quali devo molto.

Una pagina dal secondo numero di Bacon
Approposito di digitale:  la tecnologia ha cambiato il tuo modo di lavorare? Come?

Con il digitale ho un ottimo rapporto, in realtà i primi rudimenti di Photoshop li ho ricevuti negli anni novanta, quando finalmente avevo imparato ad usare bene l’aerografo... e non serviva più!
Lavoro spesso al computer con la tavoletta grafica, le ultime quattro copertine le ho realizzate completamente in digitale, dal disegno al colore.
A fine Novembre è terminata una mia mostra personale di dipinti stampati su tela, prodotti interamente in digitale. L’effetto finale non si discosta dalla pittura classica, bisogna avvicinarsi molto per notarlo. Penso che il mezzo tecnico (in questo caso il computer) non possa intaccare il processo artistico, non è una scorciatoia, e solo un modo diverso di esprimersi, usando gli strumenti del mio tempo.

Hai dei consigli o indicazioni che ti senti di dare a un aspirante disegnatore di fumetti?

A proposito di questo, il consiglio che posso dare a chi inizia ora questo mestiere è quello di imparare a disegnare, progettare e colorare al computer, perchè è di qua che si sta passando, non conoscere questi mezzi significa se non altro faticare il doppio e produrre la metà rispetto a chi si sa muovere con il digitale, senza dimenticarsi che molte grandi case di produzione (quindi oltre al mondo del fumetto) lavorano quasi esclusivamente in digitale. Meditate gente, meditate...



Grazie Marco per la tua disponibilità!

Allora? Cosa ne pensate?
Se avete trovato delle perle di saggenza nelle parole di Marco, se vi ha incuriosito qualcosa di quello che ha detto fatecelo sapere!

Sperando che questa sorpresa di Natale sia stata gradita a tutti vi diciamo e ci diciamo…

...al prossimo fumetto!

cHiNaUtI

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